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Fifa: No all'Ipad in panchina. Luis Enrique: «No problem»

Il tecnico della Roma: «Io lo uso solo in allenamento a Trigoria»

Fifa: No all'Ipad in panchina. Luis Enrique: «No problem»© Foto Liverani
 ROMA - "Niente IPad o IPhone in panchina": la proposta arriva dalla Task Force 2014 della Fifa (presieduta da Franz Beckenbauer e con nomi altisonanti del calcio come Pelè, Hierro, Savicevic, Bobby Charlton, l'ex arbitro svizzero Busacca, Cafu, Karembeu) riunitasi a Zurigo (per l'Italia Demetrio Albertini e, per il calcio femminile, Marina Sbardella). "Non si può pensare di aprire a tecnologie video" ha spiegato Albertini. "Con l'Ipad in panchina un allenatore può rivedere tutte le immagini della partita, anche al rallentatore. Di fatto, è come avere la moviola in campo - è il ragionamento della Task Force - è come dare spazio totale alle nuove tecnologie. Cosa che la Fifa ha sempre combattuto". Beckenbauer vorrebbe modificare anche il fuorigioco, sempre in bilico fra attivo e passivo, e sempre motivo di discussioni. Inoltre si chiede di abolire la tripla sanzione (fallo da ultimo uomo, rigore ed espulsione), considerata troppo dura. Tempo fa se ne era già discusso: lo stesso Pierluigi Collina, ora a capo dei designatori Uefa, riteneva che i portieri, in questi casi, siano troppo penalizzati. Quando commettono fallo da ultimo, il rigore basta e avanza.

LUIS ENRIQUE - La richiesta della task force 2014 della Fifa di non consentire l'uso in panchina di IPad e IPhone non spiazza un allenatore 'tecnologicò come Luis Enrique. "Per natura - spiega all'ANSA - sono aperto a tutte le novità tecnologiche, in particolare a quelle che possono apportare benefici al gioco del calcio. Ma se la Fifa è orientata in questo senso non sarò io a fare problemi, visto che per il momento questi mezzi li ho usati in allenamento e non in panchina per gare ufficiali. Vorrà dire che continuerò a utilizzare l'IPad solo a Trigoria".

ROMA NO DA SCUDETTO - Con una parola spegne facili entusiasmi, con un gesto allontana obiettivi prestigiosi. Almeno per il momento. Alla vigilia della trasferta in casa del Genoa, lo spagnolo Luis Enrique veste i panni del 'bombero', del pompiere, pronto a raffreddare i bollenti spiriti di una piazza, quella di Roma, su di giri per la vittoria arrivata contro il Palermo grazie a un super gol del giovane debuttante Lamela. "Adesso la Roma non è da scudetto, siamo in costruzione - l'ammissione del tecnico giallorosso -. Non siamo ancora una squadra forte, poi tra 3-4 mesi si vedrà. Non guardo la classifica, mi interessa solo la partita di domani, nient'altro". Insomma, meglio viaggiare a fari spenti lasciando la luce dei riflettori all'Udinese capolista: "Penso sia una squadra molto potente, ha fatto 10 gol subendone solo uno, ha fatto un lavoro incredibile e se continua così può vincere il campionato, i numeri sono da titolo".

GENOA E MILAN - Tutto vero, ma se la Roma dovesse superare sia Genoa che Milan? "Dipende da come saranno queste partite, se saranno sofferte come l'ultima non potremmo trarre conclusioni positive - sottolinea Luis Enrique -. È vero che è importantissimo fare risultato, ma a me interessa anche come ci si arriva. Ci sono ancora tante cose che non mi piacciono, tante situazioni che dobbiamo controllare meglio. Siamo comunque in grandissima crescita, ma non so se sarà sufficiente" per riuscire alla fine a vincere qualcosa.

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