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Baldini: «Roma ambiziosa ma ora servono i risultati»

Il dg giallorosso: «Bene i giovani, ma bisognerebbe avere anche più risultati per dare corpo a questa scommessa. Nonostante la mancanza di punti abbiamo un sostegno inatteso». Gli fa eco Sabatini: «Problema non è Luis Enrique. Ha la nostra fiducia al 100%»

Baldini: «Roma ambiziosa ma ora servono i risultati»© Foto Liverani
ROMA - «Bene i giovani, ma bisognerebbe avere anche più risultati per dare corpo a questa scommessa. Nonostante la mancanza di risultati abbiamo però un sostegno anche al di là delle previsioni». Franco Baldini, tornato nella Capitale da direttore generale dopo sei anni di lontananza dal calcio italiano, è convinto che la nuova Roma deve ancora dimostrare quanto vale. E non nasconde una certa sorpresa del pubblico che sta continuando a sostenere la squadra: «Se questa attesa è confortata dalla prestazione avranno pazienza - dice Baldini ospite di radio Anch'io lo sport -, se invece l'attesa del risultato dovesse essere orfana anche della prestazione allora i tempi si accorceranno».

SUL CAMPIONATO - Incassata la fiducia dei tifosi serve però fare un passo avanti: «È ambizioso il progetto, giocare con una linea d'attacco come si è fatto contro Genoa è piuttosto presuntuosetto. La sconfitta con il Milan, pur mettendo a nudo i molti difetti, ha dimostrato che c'è una via del gioco che si può percorrere. Certo Luis Enrique vorrebbe limitare tutti quegli errori che inficiano il risultato, errori spesso di concentrazione: ma lui non rinnega il gioco. È amareggiato perchè vede lavoro di settimane completamente disatteso, mandato in aria per singole dimenticanze, e questo non può che far dispiacere: ha fatto gli aggiustamenti in corsa che tutti gli allenatori fanno quando si calano in nuove realtà, non ha snaturato il suo modello». Un campionato ancora tutto da decifrare, con «l'Inter che sembra essere alla fine di un ciclo vincente e dovrà cambiare delle cose. La Juve ha una voglia pazza, una ferocia di vincere anche al di là delle qualità, il Milan la qualità e la fisicità ce le ha: ma al momento come si può non parlare di Udinese e Lazio che stanno facendo risultati importanti o il Napoli che sulla carta per me è la migliore».

IL COMPROMESSO GIALLOROSSO - Quanto alla Roma «va trovato un compromesso tra il camminare piano e la sensazione che si stia correndo». A Catania Montella sta facendo grandi cose: «Di lui pensavo bene ed è stata l'unica vera alternativa a Luis Enrique, poi è prevalsa la voglia di cambiamento non in linea con il passato, ha avuto più appeal il cambiamento di gioco» ha sottolineato Baldini. Il progetto giovani di Luis Enrique dovrà però sempre contare sui big, che garantiscono «esperienza, classe e carisma»: tra questi c'è Daniele De Rossi. «Il progetto giovani non esclude qualcuno con più esperienza. I giovani da soli pagherebbero il tributo troppo alto all'inesperienza. De Rossi risponde alle caratteristiche di esperienza carisma e classe. Totti? Manca in partite importanti, con lui c'è quel quid in più di classe ed esperienza che garantisce un bonus».

LE PAROLE DI SABATINI -  «Un bilancio a questo punto della stagione? No, non voglio farlo. Certamente è una fase transitoria, lo sapevamo, ma non abbiamo perso nessuna partita senza averla potuta vincere. Partendo da questo presupposto, e un impegno diverso in riferimento all'attenzione, i risultati cambieranno». Questa la convinzione del ds della Roma, Walter Sabatini, dopo il ko dell'Olimpico col Milan. Il dirigente giallorosso, a margine della prestazione del libro 'Il primo della fila: una vita con la Roma dal 1957 ai giorni nostrì sulla vita dello storico massaggiatore Giorgio Rossi (che oggi compie 81 anni), è tornato sulla partita persa coi rossoneri: «Col Milan, anche se è impopolare dirlo, abbiamo fatto tante cose importanti. Non dobbiamo minimamente perdere la fiducia, anche se siamo consapevoli che la gente la sta perdendo». «Luis Enrique? Sta rispondendo al 100% alle nostre aspettative e a quelle dei calciatori - le parole di Sabatini sul tecnico spagnolo -. Chiaro che un allenatore ha bisogno di fortuna e risultati per essere credibile, ma non solo lui, anche la società. Poi più avanti andremo ad analizzare quali sono i problemi e chi è stato portatore di problemi, ma non è certo Luis Enrique».

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  • 01/11/2011 14:47:48
     
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