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Mazzarri: «Già un orgoglio essere in finale»

Mazzarri: «Già un orgoglio essere in finale»
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© Foto Pegaso
 
Il tecnico della Sampdoria: «Sarà avvantaggiato chi reagirà meglio da un punto di vista nervoso»
ROMA, 12 maggio - «Un motivo di orgoglio», una finale secca, di quelle da vincere e basta, pure se quello è un verbo che va contro la scaramanzia. Walter Mazzarri è uno che ci tiene a queste cose, perchè la Coppa Italia è il trofeo che farebbe fare il salto di qualità alla stagione della Sampdoria. Il tecnico blucerchiato cerca di tenere a freno i facili entusiasmi della piazza, soprattutto se il capopopolo si chiama Garrone e fa il presidente. Di fronte c'è la Lazio e si gioca all'Olimpico. «È un orgoglio per noi già essere in finale di Coppa Italia quindici anni dopo l'ultima volta. La partita è tutta da giocare- dice Mazzarri- Soprattutto perchè stiamo parlando di una finale secca, dove sarà avvantaggiato chi reagirà meglio da un punto di vista nervoso. E poi si giocherà a casa loro, nel loro stadio».
 
L'EQUILIBRIO - Da parte di Mazzarri, però, non c'è l'intenzione di aprire polemiche, anche se Delio Rossi ha fatto sapere che la pressione sarà tutta sulle spalle della Lazio. «È un fatto evidente, la finale secca viene giocata sul campo della città che giocherà, molti hanno detto che poteva essere spostata su un campo neutro e penso che ci sarebbe stato maggiore equilibrio, ma non lo dico per prepararmi un alibi se poi dovessimo perdere. Comunque ringrazio i nostri tantissimi tifosi (i numeri si aggirano intorno alle 20.000 presenze, ndr) che affronteranno questa trasferta». A poche ore dalla finale, alla Sampdoria non resta molto tempo per preparare al meglio il terreno e studiare le ultime mosse. «Abbiamo solo due allenamenti e mezzo per preparare questa partita e devo cercare di dare più indicazioni possibili in pochissimo tempo. Noi abbiamo lottato su tre fronti per molto tempo, abbiamo iniziato la Coppa Uefa dall'Intertoto e da due anni ci confrontiamo su partite, simili a quella di domani, dove c'è la qualificazione diretta o dove tutto comunque si decide in novanta minuti. In ogni caso per noi è già un onore ritrovarci in finale dopo 15 anni: questo deve essere motivo d'orgoglio».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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