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Portanova: «Siena, attento alla pressione del San Paolo»

Portanova: «Siena, attento alla pressione del San Paolo»
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Il difensore: «Stiamo bene, ma dobbiamo arginare gli attaccanti del Napoli. La mia esperienza in azzurro? Male in campo, bene il resto»
SIENA, 5 dicembre - Due vittorie consecutive con zero reti al passivo, l'approdo a quota 19 punti, miglior classifica in sei stagioni di serie A dopo 14 giornate, una situazione ideale di serenità per affrontare il terribile filotto Napoli, Palermo, Inter (in casa), Juventus. Il Siena vive un momento di euforia, anche se il tecnico Marco Giampaolo fin da domenica sera fa il pompiere: «Dobbiamo arrivare almeno a 40 punti per salvarci, non siamo neppure a metà strada».

IL RICORDO DELL'EX
- È però innegabile che i bianconeri siano in un periodo positivo, con la terza miglior difesa del campionato (prima in assoluto in casa) e il ritorno al gol di Maccarone, a segno da due domeniche consecutive dopo dodici giornate di astinenza. Tra i protagonisti assoluti c'è anche un difensore, ex di turno, Daniele Portanova: «A Napoli ho vissuto un periodo negativo sul campo, ma ho solo bei ricordi, tanta gente mi ha voluto bene. E saluterò volentieri quelli che conosco, poi penserò solo alla partita».

ARGINARE ATTACCANTI DEL NAPOLI - Per il difensore centrale bianconero, quella di domenica «sarà una partita difficilissima, contro una forza di questo campionato e in un ambiente importante. Abbiamo lavorato anche sull'aspetto psicologico, consapevoli che una squadra giovane come la nostra potrebbe risentire della pressione del San Paolo, e sono sicuro che entreremo in campo senza pensare a niente, concentrati solo sulla partita che dobbiamo fare». Pericoli particolari? In testa Lavezzi, un grande attaccante da temere come le punte di diamante dei prossimi avversari, Palermo e Inter, Miccoli e Ibrahimovic: «Sono tutti grandi attaccanti, hanno caratteristiche diverse e sarà molto dura per noi. Intanto pensiamo a domenica e a Lavezzi: per fare bene, dobbiamo continuare a lavorare di reparto, aiutandoci l'un l'altro per arginare gli avversari».
 
 
 
 
 

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