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Corini: «Voglia di stupire»

Corini: «Voglia di stupire»
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© Foto Liverani
 
Il regista: «L'Inter è forte, ma giocano in casa nostra»
TORINO, 19 settembre - Le parole sono misurate, come quelle di un allenatore. La visione del gioco e la capacità di stu­diare l’avversario sono degne di un tecnico di lungo corso. Eugenio Corini in campo però ci sta bene e non ci pen­sa neppure a mollare il suo posto nel cuore del Toro, lad­dove nascono e passano tut­te le azioni granata. Blerim Dzemaili è arrivato per cre­scere sotto la sua ombra, ma per il 22enne svizzero (ieri tenuto precauzionalmente a riposo) non sarà facile gua­dagnarsi minutaggio e, in prospettiva, una maglia da titolare. Il Genio suda e si al­lena per vivere un’altra sta­gione (la 14ª in serie A) da protagonista. «Per me è un piacere giocare in A, nel To­ro, a 38 anni. Certo mi piace osservare il calcio, studiare i movimenti in campo, ma io sono e resto un giocatore». Per aprire la parentesi del Corini allenatore (o assisten­te allenatore) bisognerà aspettare ancora un po’.

Domenica ritrova l’Inter. C’è una sfida contro i ne­razzurri che ricorda in par­ticolare?
«Tre anni fa con il Palermo. Vincemmo 3-2 e io segnai il primo gol, su punizione. Una partita incredibile: a cinque minuti dalla fine eravamo avanti 3-0... Il risultato fina­le è la conferma che contro l’Inter non puoi mai conce­derti distrazioni».

Cosa pensa dell’Inter attua­le?
«E’ fortissima sotto tutti i punti di vista: tecnico, fisico, valori individuali. Rispetto al passato vedo anche una maggiore disponibilità degli attaccanti a lavorare per il gruppo. Poi quando Ibrahi­movic gioca come ha fatto martedì in Champions Lea­gue ad Atene, mettendosi al servizio della squadra, di­venta il giocatore più forte al mondo».

Il Toro, dopo una bella pro­va contro il Lecce e 40’ mi­nuti molto buoni contro la Reggina, nel secondo tem­po a Reggio è piaciuto me­no...
«Potevamo affondare con più convinzione e non l’abbiamo fatto. Nel secondo tempo non abbiamo mai corso seri ri­schi, ma ci è mancata la for­za per contrattaccare».
 
 
 
 
 

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