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Il Torino festeggia i suoi 102 anni di storia

Il Torino festeggia i suoi 102 anni di storia
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La storia granata ha attraversato quella d'Italia di A. Manassero
TORINO, 3 dicembre - Il Toro ha centodue anni. Cos’è cambiato? Tutto. Niente. Tutto intorno, niente dentro. Dentro i tifosi. L’impalpabile è intatto, il concreto no. Come l’Italia. E dell’Italia, in fondo, il Torino è un paradigma fedele. Ribelle ma in fondo tradizionalista, ha subìto identiche parabole seppur con cadenze e movenze differenti. Nato dalla frantumazione - di un altro club - ma anche dall’unità di differenti realtà compresa la più antica società calcistica italiana (l’Internazionale Torinese del 1887), ha conosciuto ogni miseria e ogni nobiltà. Lo scandalo, attivo e passivo, la potenza tecnica e pure manageriale, la sciagura totale e la rinascita, l’occupazione e la liberazione, il regime corrosivo e la difficile ricostruzione, la beffa e la rivincita, l’illusione e la disillusione, la disintegrazione e il tentativo (in atto) di ritornare.

LIMBO - E un po’ come l’Italia, appunto, adesso il Torino è nel limbo, nella terra di nessuno: non è qualcosa di nuovo né è quel che era. Il fallimento ha reciso le potenti radici umane e morali che l’avevano sorretto malgrado tutto e tutti, che gli avevano fatto reggere l’urto con tremendi uragani della sorte. Fatica a reggersi in piedi, c’è però, sbatacchiato e fragile. La ricostruzione emergenziale è avvenuta, la primaria e necessaria, l’esteriore; non c’è ancora il nerbo interno, l’anima. Ci sono tuttavia i tifosi, attaccati più che mai, più che mai delusi, esterrefatti, tuttavia come mai pazienti, indecisi, financo divisi tra pulsioni di rabbia e necessità di comprensione. Il fallimento è ricorso ancora troppo vivo, impone di resistere nel timore di radere al suolo quel poco che c’è piuttosto che insistere nella pretesa di riavere tutto il resto. Essere del Toro è tutto quel che era, ma ora è anche dover scegliere la vana scelta tra il passato che non c’è più e il futuro che non c’è ancora. Tifare per 102 anni di una leggenda che, in realtà, adesso, ha appena tre anni e tre mesi.Alberto Manassero
 
 
 
 
 

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Commenti

  • fabriao8703/12/2008 18:34:32
    AUGURI vecchio cuore GRANATA... in molti ci volevano morti, ma noi nn moriremo mai!!!!

    AUGURI!!! :-)
     
     
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