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Toro, il segreto per scovare giovani talenti? Il computer

Toro, il segreto per scovare giovani talenti? Il computer
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© LaPresse
 
Pederzoli: «Abbiamo un database aggiornato e tanti osservatori». Interessano per Bolanos, Vargas e Vangioni
TORINO, 4 gennaio Pederzoli ha alle spalle un curriculum completo: sei anni come direttore sportivo e poi l’e­sperienza maturata nel triennio al Li­verpool, come osservatore privilegiato di Rafa Benitez nella segreteria tecni­ca dei reds. Il suo modus operandi è fi­glio di una riflessione: «Io devo sapere chi sono, cosa voglio e cosa mi serve per arrivare dove voglio». Da qui nasce la strategia mirata del Torino. L’intendi­mento del club granata non è lo scou­ting teso al reperimento dei giocatori più bravi (anche se poi magari non co­sì funzionali alle esigenze della squa­dra), ma il raggiungimento degli obiet­tivi condivisi con l’allenatore e con la proprietà. Si individuano dei ruoli sco­perti e ci si muove per coprirli nel mi­gliore dei modi. Perché il Toro non pren­de giocatori nell’ottica di venderli subi­to, appena valorizzati, ma per fare cre­scere sempre di più il tasso tecnico del­la squadra su un progetto da edificare e cementare negli anni. In prospettiva, per dire, si valuta la necessità di rinfor­zare il reparto degli esterni di centro­campo, a sinistra, e difatti sotto osser­vazione sono già finiti l’argentino Van­gioni e l’ecuadoriano Bolaños. A cen­trocampo è finito sotto osservazione il colombiano Vargas. Per il ruolo di ter­zino destro, altro esempio, è da mesi se­guito il greco Maniatis: e non sono gli unici obiettivi nel mondo, ovviamente.

NON SOLO DZEMAILI - Come sco­prirà dunque i talenti del futuro il Toro di Cairo? La risposta di Pederzoli non vi stupirà, perché è il suo motto: «Con il la­voro. Con tanto lavoro». In sede l’aggior­namento tecnologico ha mosso passi da gigante. «Vediamo, registriamo e archi­viamo tantissimi profili di calciatori. Il nostro database è continuamente ag­giornato, non ci sono segreti: solo serietà e applicazione. Devo sapere cosa mi ser­ve per arrivare dove voglio», spiega il ds granata. Oltre alla visione in presa diretta ci sono poi altre strade già im­boccate. «Abbiamo una nostra rete di osservatori e di segnalatori. In ogni par­te del mondo». Non solo talent scout: anche dirigenti, procuratori. E’ il tesoro di Pederzoli, è il frutto di tanti anni di duro lavoro: la gavetta consumata sul posto, con le conoscenze che ora consen­tono di muoversi quasi a colpo sicuro, senza dover perdere tempo a cercare, a scremare. Un esempio? Dzemaili era in rotta di collisione con i dirigenti del Bolton. Il Toro lo ha scoperto a tempo debito, Pederzoli ha verificato l’avvenu­ta guarigione del regista e il presiden­te Cairo, con un abilissimo forcing sul presidente del club inglese, alla fine l’ha spuntata e ha portato il forte centro­campista svizzero in granata. Con la cessione di Grella per cinque milioni di euro dopo averlo ingaggiato gratis a pa­rametro, Dzemaili ora rappresenta il vero colpo di mercato del Toro.

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Piero Venera
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • sempresolotoro05/01/2009 10:12:49
    con il lavoro,con tanto lavoro:pero' diamoci da fare,altrimenti come al solito i migliori li scovano sempre gli altri.e noi ciccia!
     
     
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