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Toro, si stringe per Dellafiore e Potenza

Toro, si stringe per Dellafiore e Potenza
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© LaPresse
 
Ma i granata seguono anche i viola Osvaldo e Gobbi
TORINO, 12 gennaio - Da oggi ripartirà l’assalto al difensore del Palermo Dellafiore. E’ l’operazione sul­la quale i dirigenti granata si sono mas­simamente attivati, ragion per cui è diventata quella più calda e - presumibil­mente - la più vicina a una definizione in tempi brevi. Prima di Marassi al To­ro credevano che fosse l’unico tassello da aggiungere al mosaico: se non altro il tonfo di sabato ha evidenziato che co­sì non è. E la volontà, accertata ieri do­po le telefonate tra il presidente Cairo, il ds Pederzoli e il tecnico, è quella di intervenire sul mercato, così da prende­re quei giocatori che sono indispensabi­li per l’attuale sistema di gioco.

GLI SPECIALISTI - Novellino ha biso­gno di certezze, per quanto abbia sem­pre dimostrato capacità di adattamen­to. Ma se il Toro si vuol tirare fuori dal ginepraio in cui s’è cacciato, altre solu­zioni diverse dal calciomercato non ve ne sono. Ci sono ruoli scoperti, non è più l’ora degli esperimenti, urgono soluzio­ni definite, ancorché non definitive: an­che i prestiti servono per tirare avanti, nell’emergenza. Il Toro insegue Della­fiore, ma dev’essere ben chiaro a tutti che l’italoargentino resta un centrale, più che un terzino. Venduto Comottoe verificata la miglior propensione di Diana e Colombo per il ruolo di late­rale di centrocampo, ecco che Novellino si ritrova senza terzino destro. Ingiusto mortificare Di Loreto, o chiunque al­tro, per svolgere un mestiere che non è il suo. Il Toro ha contattato il genoano Potenza e segue il cagliaritano Ferri: magari non sono obiettivi eclatanti sot­to il profilo mediatico, però si tratta di fedeli e affidabili interpreti del ruolo. Proprio ciò che serve a Monzon.

L’ATTACCO - Bianchi non è adeguata­mente sostenuto per capitalizzare al meglio le sue qualità: lui non è un fine dicitore, né un bomber che sa giocare spalle alla porta. E’ il classico ariete che deve sempre puntare l’area, per sfrut­tare le sue doti acrobatiche, il coraggio e la sua forza fisica. Alla rosa darebbe un grande impulso l’inserimento di un giocatore che si muove anche per linee esterne però sa vedere la porta, come l’i­taloargentino Osvaldo della Fiorenti­na. Con un prestito oneroso la missio­ne potrebbe non essere impossibile, per quanto Novellino sia chiamato a recu­perare ai loro livelli standard elementi come Amoruso e Rosina: due colonne del Toro, non proprio comprimari. Per poter cambiare faccia al Toro servono dunque volti nuovi nello spogliatoio. Elementi che portino un po’ di entusia­smo, freschezza atletica e mentale, e so­luzione agli annosi problemi tattici di Novellino: senza esterni il suo calcio non funziona. Siccome era facile da pre­vedere, ora non resta che provvedere.

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Piero Venera
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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