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Torino, obiettivo Pelè. Ma non basta

Torino, obiettivo Pelè. Ma non basta
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© LaPresse
 
Servono subito quattro rinforzi veri o sarà B
TORINO, 19 gennaio - « Si poteva pareggia­re, peccato...». Peccato? Peccato un corno! Al giro di boa, dopo un intero girone gonfio di ripe­titivi “peccato!” nell’accezione reclamante-esclamatoria, ab­biamo la certezza che trattasi di peccati. Reiterati, fisiologici, ormai appiccicati all’anima più che al corpo del Torino, dei suoi giocatori. E noi diciamo basta! Proseguire nel compatimento piagnoso, per quanto l’inanità arbitrale offra e abbia offerto anche ieri ampi appigli; conti­nuare a cercare con la lente i piccoli progressi inutili, poi puntualmente sputtanati la partita seguente; cercare di reggere in piedi un Torino im­belle che, poveretto, ci prova ma non ci riesce e così instilla accorata commiserazione, tut­to questo, dicevamo, equivale solo ad accompagnare il Toro in serie B. Significa sedersi ac­canto al corpo inerme che sci­vola sulla fatale zattera e imi­tarlo, ovvero non lottare, non dare tutto e non fare più di tut­to per salvarlo. E’ prenderlo per mano e scortarlo nelle ine­luttabili 19 giornate di un de­stino segnato, incurabile. E’ eu­tanasia calcistica. Non lo fare­mo, Tuttosport non si piega al ruolo di amorevole infermiere, non accompagnerà il Toro in B. E chiede al suo presidente di fare altrettanto, di ritrovare il battagliero e inventivo Cairo capace di fare ciò che va fatto. Subito. Perché il Toro va salva­to ora. Perché gli conviene. Per­ché la retrocessione sarebbe un disastro economico e mediati­co, non solo tecnico.

ACQUISTI O CESSIONE - Detrattori e santificatori di Cairo ci sono sempre stati e ci sono tuttora. Ma non sono gli eccessi a fare testo. Il bilancio tecnico della sua presidenza resta positivo, è incontroverti­bile. Tuttavia è ora che si com­pone buona parte del giudizio storico, ovvero nel momento di maggiore e più buia e tetra cri­si della sua reggenza. Perché questo Torino non è solo terz’ultimo, è pure tremenda­mente debole: al momento la peggiore e più fragile squadra di tutta la A. Possibilità, spazi, tempi e modi di salvarsi ci sa­rebbero eccome: il fatto è che questo Toro dà ogni certezza di non possedere armi per sfrut­tarli, appare condannato, è un dead team walking, squadra morta che cammina. Perciò è in tale emergenza fatale, defi­nitiva che Cairo può stagliarsi oppure no (e allora avrebbe senso arrendersi e cedere): può scardinare la realtà, frantu­marla e ricostruirla ex-novo. Col mercato. E gli conviene.

DANNO E SVALUTAZIONE - Gli conviene perché, con un calcolo mentale, forse grossola­no ma vicino alla verità, il To­rino che va in B assomma uno spaventoso danno patrimonia­le (per deprezzamento dei gio­catori e per gli stessi che cer­cheranno la fuga) a una perdi­ta di entrate attorno ai 35 mi­lioni di euro (a cominciare dai 25 dei diritti tv). Se aggiungia­mo che il club cairota è al 10° posto come monte stipendi in A, il dramma finanziario è ser­vito. Dunque a Cairo conviene spendere parte di quei denari, altrimenti evaporanti, per fa­re un mercato vero. Anzi, gli conviene anticipare il mercato estivo, piuttosto. Rifare questo Torino, immettendo forze fre­sche e qualità superiori, ripu­lendo pure lo spogliatoio, ovve­ro cedendo taluni pezzi. Senza rimpianti, senza comprensibi­li ma deleterie affettuosità. Servono almeno un terzino de­stro affidabile, un centrocam­pista di piede e cervello fini, un esterno sinistro frizzante, una punta rapace. E servono in fretta. Giovedì torna la Coppa Italia: e passi; ma domenica c’è il primo scontro mors tua vita meaa Lecce. Ha fatto 15 mise­ri punti, questo Toro (e con tut­ti gli alibi poteva forse meritar­ne 18/19); deve farne almeno 25 nelle altre 19 partite. Si fac­cia due conti, di classifica e in saccoccia: conviene spendere.

«ASCOLTO NOVELLINO» - Le parole sono incoraggianti: «Cercheremo di dare a Novel­lino quelle alternative di cui ha bisogno», ha detto ieri Cai­ro. Noi le chiameremmo “tito­lari”, le «alternative». «In avan­ti abbiamo giocatori che hanno sempre fatto gol - ha aggiunto il patron -. Si tratta di sbloccar­si con Amoruso, con Rosina che ha fatto una buona gara, con Bianchi. Acquistare altri attaccanti? Se c’è l’opportunità, perché no? Prima però dobbia­mo fare le cose giuste, per dare a Novellino ciò che lui mi chie­de». E le opportunità bisogna andare a costruirsele. Comun­que, pure i segnali - per carità soltanto segnali - sono incorag­gianti. Il Torino è vicino a Vitor Hugo Gomes Pacos, altrimen­ti detto Pelé. Sì, l’ex interista che in questa stagione al Porto non ha trovato spazio. Giovane (21 anni), promettente: questa è la strada! Abilità registica unita a sostanza e tiro, ottimo per affiancare Dzemaili o Ba­rone. Il prestito con diritto di riscatto è possibile, si tratta di chiudere e vincere la concor­renza del Genoa. Genoa che, se dovesse prevalere, a quel pun­to potrebbe cedere alla corte granata per Milanetto. Però al momento, nell’ottica di rinno­vare e ringiovanire la squadra unendo l’emergenza salvezza alla progettualità che guarda alla prossima stagione, la pre­ferenza è per Pelé, benché non vengano abbandonate le piste per i vari Mozart, Dacourt, Almiron. Intanto prosegue il testa a testa tra Torino e Zenit per il giovane mediano del Ba­te Borisov, Sivakov. C’è poi un altro tentativo, forse meno ap­prezzabile, che il Torino sta muovendo in queste ore: lo scambio con la Roma tra Pra­tali e Loria. Concludendo, questi saranno giorni decisivi per Cairo: il Toro si salva ades­so o mai più.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • linodeltoro20/01/2009 21:06:49
    Caro Presidente sarà durissima salvarsi se non decide di investire una decina di milioni nel mercato invernale. Ci servirebbero almeno altri quattro acquisti. Un terzino destro da scegliere tra Potenza,Motta e Martinez. Un centrocampista da affiancare a Dzemaili che potrebbe essere Pele, ma anche Mozart o Milanetto . Ci servirebbe un esterno sinistro alto,tipo Modesto, Gobbi o Semioli. Infine...se non troviamo un uomo gol saranno guai.Caro Cairo quanti soldi abbiamo???...
    linodeltoro
  • SilvanoBis20/01/2009 19:02:31
    Caro Presidente non faccia il Tirchio! è il momento di passare hai fatti,è non alle Parole! per mè è troppo tardi. e poi ci sentiremo dire che non ci sono gioctori Buoni in giro! Però io dico che Peggio dei Nostri non ci sono!!!!!! in fede Silvano "Cuore Granata"
     
     
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