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Torino, ora è più facile arrivare a Pelé

Torino, ora è più facile arrivare a Pelé
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© Foto REUTERS
 
Ottimi rapporti tra il nuovo ds Foschi e il Porto
TORINO, 20 gennaio - Via all’era Foschi, dunque. E’ cominciata già sabato nel tardo pomerig­gio, in realtà, quando il ds si sedette davan­ti a Cairo negli uffici milanesi del presi­dente, per pianificare il suo ingresso nel Torino, divenuto realtà ieri. E cominciare già a discutere nei dettagli su come muo­versi ai tavoli delle trattative e su come aiutare Novellino nel lavoro quotidiano. Importante è anche il mercato in uscita, per eventuali scambi migliorativi e per li­berare dei posti, al di là della possibile ces­sione in prestito di Malonga al Cittadel­la, di Franceschini (corteggiato dal Pisa) e di Ventola al Livorno (trattativa in cor­so tra il giocatore e Spinelli). Ma è il mer­cato in entrata che può salvare il Torino, ovviamente. E le priorità sono ben chiare. Serve un uomo d’ordine in mezzo al pra­to; serve un altro difensore centrale che possa agire anche da terzino destro, o vi­ceversa (un altro Dellafiore, insomma). Ma sul tappeto c’è anche la ricerca di un attaccante, per verificare la possibilità di prendere un rinforzo “vero”, nel caso in cui si aprissero improvvisi spazi nella rosa, quanto al reparto offensivo. Cairo: «Sì, stia­mo muovendoci per rinforzare ogni repar­to, se possibile. Possono arrivare anche tre giocatori. Ma non conta tanto il numero: conta il valore. E noi cerchiamo innesti di valore. Proveremo pure a ragionare guar­dando già al futuro, non solo al presente».

MILANETTO: SOLO IL TORO - Da al­cuni giorni è in atto un testa a testa con il Genoa per Pelé, come raccontato ieri. E anche quest’operazione porta la firma di Foschi, a conferma delle sue capacità e del­la sua operatività nel Torino non legata solo alle ultime ore. I rapporti tra Foschi e il Porto, proprietario del cartellino dell’ex centrocampista centrale dell’Inter, 21 an­ni, talento puro, sono ottimi: speciali. Per questo nel Torino c’è la convinzione di po­terla spuntare, anche se l’insidia del Ge­noa è forte, temibile. Un Genoa che cede­rebbe però Milanetto, se ritenesse più uti­le sacrificare il 33enne regista (che ha mer­cato), pur di arrivare a Pelé, nel solco feli­ce già tracciato con Thiago Motta. Ma il torinese Milanetto è stato molto chiaro con la dirigenza rossoblù. Il succo: o resto qui, dove mi trovo benissimo, oppure mi trasfe­risco al Toro, che è nel mio cuore fin da quando ero bambino. Altre ipotesi non vo­glio considerarle. Morale: il Toro è in acce­lerazione per prendere Pelé, ma continua a trattare anche Milanetto. Però il Genoa accetta di dialogare su Milanetto solo se il club granata mette sul tavolo un milione di euro. Il Torino è di parere contrario: pun­ta a Pelé, è pronto anche a investire per il giovane portoghese, ma non ritiene affat­to logico aprire il portafoglio per il più an­ziano Milanetto, vista la situazione che si è creata nel Genoa tra il giocatore e la di­rigenza rossoblù.

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