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Cairo: «Toro compatto e determinato. Bene così»

Cairo: «Toro compatto e determinato. Bene così»
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© Foto Liverani
 
Il presidente: «Ora, però, restiamo con i piedi per terra»
TORINO, 23 febbraio - Presidente Cairo, è vero che lei non vuole parlare di svolta?
«Sì, ho deciso che questa parola non la pronun­cio più, porta solo sfortuna».

Ma non può essere solo la scaramanzia a dettare i suoi ragionamenti.
«Infatti, infatti. La chiave di tutto è mantenere i piedi per terra. Evitare di esaltarci. E’ un’otti­ma cosa aver recuperato belle posizioni in clas­sifica, aver abbandonato la terz’ultima posizio­ne, ma dobbiamo continuare a ragionare come se non fosse accaduto nulla di particolare. Sono tre punti importanti, ma bisogna continuare su questa strada, lavorare molto, restare concen­trati e umili, se no si vanifica tutto. Parimenti, adesso acquistano un valore superiore i 5 pareg­gi precedenti: utili per dare solidità e continuità, per rafforzare l’autostima, per non mollare la presa. Questa vittoria dà un senso più ricco al cammino svolto negli ultimi tempi».

Resta il fatto che per la prima volta dopo un mese e mezzo siete formalmente salvi.
«Sì, è vero, abbiamo tirato fuori il capo. Ma man­cano ancora 13 partite, può succedere di tutto. Lo voglio ripetere all’infinito: dobbiamo restare umili, determinati. Se adesso ci credessimo sal­vi e al sicuro, sbaglieremmo completamente l’at­teggiamento mentale. Va bene avere ancor più fiducia, giocare sereni, ma sempre senza perde­re di vista un sano realismo. C’è tutto da fare. Però un aspetto fondamentale si è visto».

Ovvero?
«Si è vista una squadra vera sino alla fine, com­patta, determinata, grintosa. E’ questa la cosa migliore e più confortante, oltre alla vittoria: vit­toria che ci gustiamo con saggia compostezza».

Il migliore in campo?
«Tutti meritano elogi, ma certo Natali mi ha im­pressionato. Ha anche sfiorato il gol. In difesa ha fatto benissimo contro fior di punte: l’Udinese ha, in pratica, quasi tutto l’attacco della Nazio­nale. Però mi è piaciuto pure Gasbarroni, Del­lafiore non solo per la rete, Rosina per come è en­trato subito in partita, in modo brillante...».

A proposito di Rosina: si aspettava che par­tisse dalla panca?
«Novellino ha fatto tutto benissimo, cambi com­presi. E ci sta di dare un po’ di riposo al nostro capitano, dopo tante gare. Rosina non è un pan­chinaro di lusso. E non aveva bisogno di stare in panchina per caricarsi, né di essere pungolato da Gasbarroni. E nemmeno ha interpretato ma­le la scelta iniziale del tecnico, è rimasto tran­quillo e motivato, poi ha guidato l’assalto finale. Comunque lo stesso Novellino mi ha detto, po­co dopo la fine della partita, che in futuro vuole provare pure Rosina e Gasbarroni assieme, die­tro a una punta».
 
Leggi l'intervista completa sull'edizione odierna di Tuttosport

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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