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D'Onofrio: «Toro, sono il nuovo Inzaghi»

D'Onofrio: «Toro, sono il nuovo Inzaghi»
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© LaPresse
 
Più di 70 reti in 4 stagioni per il bomber della Primavera
TORINO, 29 marzo - Si chiama Denis e viene da vicino. Cresciuto a Grugliasco ma nato a Torino il 3 luglio 1989, calcisticamente nato e cresciuto nel Toro, D’O­nofrio è sempre più l’uomo co­pertina di una Primavera che lo sta proiettando nel firma­mento dei giovani prospetti italiani più interessanti: con la strabiliante sestina di Grosse­to sono ormai 16 le reti in cam­pionato - quanto basta per es­sere già virtualmente capo­cannoniere - e a queste vanno aggiunte le 6 perle incastona­te a Viareggio. «Ma il merito è tutto dei compagni e dell’alle­natore Scienza, sono loro a mettermi nelle condizioni ideali per esprimermi e a far­mi crescere quotidianamen­te », dichiara con modestia il bomber. Un ragazzo di poche parole, tanto per lui parlano i numeri: sempre in doppia ci­fra dagli Allievi nazionali in su, per un bottino che supera i 70 gol negli ultimi quattro an­ni.

«TIFO TORO DA SEMPRE» - Intanto in settimana è arriva­to il primo allenamento con la prima squadra di Camolese,anche se per il momento D’O­nofrio rimane con i piedi ben piantati per terra: «Si è tratta­to di una giornata stupenda, ma per ora non mi illudo an­che se spero che ce ne siano al­tre. Adesso è sicuramente troppo presto pensare di poter entrare nel gruppo, chissà che però dopo un anno o due in gi­ro a farmi le ossa non possa già coronare il sogno di diven­tare un giocatore da Toro. L’i­dea di poter affiancare un giorno campioni come Rosina e Bianchi mi affascina moltis­simo».

«IO, NONNO E PULICI» - No­nostante ci sia il Toro nel suo cuore, il suo idolo ha sempre indossato altre maglie: «Sono cresciuto con mio nonno che mi raccontava di Pulici, e avrei voluto un idolo di quello spessore con la maglia della mia squadra al quale ispirar­mi, però non lo riuscivo ad in­dividuare. Così ho sempre avuto come modello Pippo In­zaghi, che credo rappresenti la vera essenza del bomber». Un’essenza che sembra pro­prio appartenere anche allo stesso D’Onofrio. E su di un gioiello prezioso come questo è normale che siano piombati gli occhi di osservatori ed ad­detti ai lavori, ma i tifosi gra­nata possono stare tranquilli: la società granata ha infatti già messo in cassaforte il ta­lento di D’Onofrio con un con­tratto di altri tre anni.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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