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Toro, nel setaccio 18 mila giocatori

Toro, nel setaccio 18 mila giocatori
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© Foto Pegaso
 
Ecco come la società va a caccia di talenti: in un mese spiati 50 match
TORINO, 1 aprile - Le lezioni apprese in questi anni e la possibilità, adesso, di contare su un nume­ro significativo di bravi colla­boratori, ben disposti a lavora­re assieme, hanno portato il presidente Cairo a una nuova svolta. Preannunciata ieri, al­lorché ha promesso «maxi-in­vestimenti per inserire nel vi­vaio e in prima squadra giova­ni promesse». Ma come funzio­na questo gruppo di lavoro, ri­disegnato a gennaio con l’arri­vo di Foschi?

POTENZIALITA' - La filosofia continua a essere quella che già ispirava il Toro pre-Foschi, quando ancora il ds “unico” era Pederzoli, con lo spagnolo Ri­balta Sanchez osservatore di riferimento. Traduzione: è po­sitivo che la mentalità e il mo­do di operare di Pederzoli e Fo­schi si siano subito sposate. E’ poi evidente che se a Pederzoli e Ribalta si aggiungono le pro­fessionalità di Foschi e dei suoi tre “storici” osservatori, Corti, Faccendae Galassi, il gruppo acquista immediatamente maggiori potenzialità.

LAVORO DI GRUPPO - Il To­rino può già immaginaredi in­gaggiare 4 o 5 giovani per la prima squadra. Almeno due possono essere stranieri. Du­rante la stagione viene effet­tuata una lunga scrematura (raccolta di informazioni, dvd e relazioni dal vivo) per ridur­re a un centinaio gli obiettivi possibili nel mondo e in Italia, dove pure il bacino della C è scandagliato con grande atten­zione. Ciascun “operatore” gra­nata porta il suo bagaglio informativo. E il confronto si moltiplica: i cairoti si passano notizie, spunti. Si scambiano i giocatori da spiare alla tv o in presa diretta, per verificare i giudizi. La scrematura prose­gue, tenendo conto in primo luogo delle doti, dell’età e del costo. Il gruppo vede dal vivo una media di 12 partite a set­timana, una cinquantina al mese: la metà all’estero. Cia­scun dirigente e talent scout vanta un data base di circa 3 mila giocatori, aggiornato di continuo. Inoltre il Torino si af­fida a un’impresa multimedia­le capace di fornire in 2, massi­mo 3 giorni dvd di partite di ogni parte del mondo, su un carnet di 30 mila giocatori. Gli uomini del Torino studiano una media di 50 video alla set­timana. I campionati più se­guiti sono quelli europei e su­damericani. Di indubbia im­portanza è poi l’analisi delle pre-selezioni africane per le Nazionali e la visione delle qualificazioni ai vari campio­nati under 21 e 20, oltre ovvia­mente a tornei interessantissi­mi come il Viareggio e suoi omologhi all’estero: ma qui la concorrenza si moltiplica al cu­bo, inevitabilmente.

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Marco Bonetto
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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