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Forieri: «C'è cordata per il Filadelfia»

Stadio Filadelfia
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© LaPresse
 
L'imprenditore romano: «Acquistare il Toro? Mai dire mai»
TORINO, 17 aprile - «Sì, avete riportato corretta­mente la notizia», ha detto il cavalier Forie­ri, parlando dal suo ufficio di Roma. «Sono altre le voci incontrollate, uscite in queste ore, che non corrispondono al­la verità. C’è chi ha scritto che io sarei in trattativa da mesi col sindaco Chiamparino per ricostruire Filadel­fia: non è vero. Come non è vero che avrei già dato la mia disponibilità a in­vestire 7 milioni: non conosco abbastan­za la vicenda per parlare di cifre e io il sindaco devo ancora incontrarlo. Ci co­nosceremo, parleremo nei dettagli e poi si vedrà. E’ vero, intanto, che al sindaco ho appena fatto pervenire una lettera, dandogli la mia disponibilità a provare a risolvere il problema del Filadelfia ed esprimendogli il desiderio di incontrar­lo. Ora, per l’appunto, aspetto di veder­lo». Accadrà a breve, compatibilmente con gli impegni di entrambi, molteplici (la visita del Presidente della Repub­blica a Torino da martedì a giovedì prossimi, oltretutto, limiterà assai il tempo a disposizione del sindaco: ma si sta già individuando il momento giu­sto...).

«IN PRIMA PERSONA» - Ordunque, ecco la conferma ufficiale: il Cavaliere del lavoro Ettore Forieri, classe 1943, nato a Viterbo ma romano d’adozione, presidente della Data Management, leader da anni nei settori dell’informa­tica e delle risorse umane nell’ammini­strazione pubblica (posizione dominan­te) e nel privato, forte di un fatturato su­periore ai 100 milioni, già attivissimo in molte regioni e desideroso di sbarcare anche in Piemonte, è pronto a impe­gnarsi «in prima persona e in prima li­nea, seppur non da solo, per ridare vita al Filadelfia, per realizzare su quell’a­rea gloriosa che fu del Grande Torino un bel centro sportivo per gli allena­menti dei granata». Da oltre 10 anni il Fila, di proprietà del Comune, è una di­scarica. Come noto, il sindaco dichiara da tempo di voler spendere al massimo «3 o 3,5 milioni» per riqualificare il Fi­ladelfia, anche se in passato - come ri­velato su Tuttosport nei giorni scorsi - i fondi pianificati non erano inferiori ai 6,6 milioni. Cairo ha già dichiarato di essere pronto a investire la stessa cifra del Comune. E un «bel centro sportivo per gli allenamenti del Toro» costa tra i 10 e i 15: dipende dai progetti. Così si possono anche immaginare gli even­tuali investimenti di Forieri.

«RISOLVO PROBLEMI» - Personaggi anche noti sostengono che Forieri stia valutando da mesi come espandersi al meglio in Piemonte, puntando a diven­tare leader dell’informatica anche nel Nord Ovest, "conquistando" aziende, municipalità ed enti provinciali e regio­nali (un "avversario", se non un "socio" futuro, può essere il Consorzio per lo sviluppo dell’informatica della Regione Piemonte, a capitale pubblico). Da tem­po, poi, Forieri e altri «imprenditori ami­ci » starebbero valutando anche la si­tuazione dello stesso club granata: il tutto visto come uno splendido bigliet­to da visita per coniugare business e sport, entrando nel cuore di Torino e nel tessuto connettivo piemontese. E una mossa chiave per presentarsi da... eroe sarebbe dunque "aiutare" il sindaco stesso, in ambasce davanti al disastro del "suo" Filadelfia e non più "alleato" di Cairo. «Con alcuni amici imprenditori sto valutando di espandermi in Pie­monte - spiega il cavalier Forieri - e per tutti noi il Filadelfia è un’icona gloriosa, rappresenta la storia del Toro, di Tori­no e di tanto sport italiano. Mi dispiace che sia ridotto in quelle condizioni. E io sono abituato a risolverli, i problemi: in fretta, con decisione e programmi seri, vincenti. Questo ho scritto nella lettera al sindaco. Al fianco ho altri imprendi­tori italiani (minori, ndr) che, come me, da bambini erano tifosi granata, per via del Grande Torino. E ancor oggi il Toro è nel mio cuore, per via di tanti dolcis­simi ricordi. L’idea di far rinascere il Fi­la mi interessa, infatti, anche per moti­vi sociali e sentimentali. Comprare il Torino con una cordata al seguito? Per ora non è un argomento all’ordine del giorno, ma in futuro chissà. Non si può escludere nulla, in futuro. Mai dire mai».

L'IDEA - Alcuni personaggi molto noti in Piemonte, peraltro, assicurano che Fo­rieri al Toro starebbe già pensando da tempo: appunto con l’aiuto di altri im­prenditori, per avere la forza economica necessaria ad acquistare e guidare un club tanto importante in serie A. Il Fila sarebbe uno splendido cavallo di Troia anche per questo obiettivo, sem­pre tra business e sport. E poi suggeri­scono siffatti ragionamenti: «Che cosa hanno fatto di concreto Cairo e Chiam­parino per far risorgere il Fila? Poco o nulla, finora. E allora è benvenuto un imprenditore in rapida ascesa, tanto in­teressato a salvare il Fila e pronto a in­vestire molti milioni». I fatti porteran­no a galla tutta la verità.

Alberto Manassero

Marco Bonetto
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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