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Ogbonna risponde sì. Nel mirino c’è Milito

Il difensore non è tornato in perfette condizioni fisiche dal doppio appuntamento con la Nazionale di Prandelli ma ieri nell’ultima seduta di allenamento aperta al pubblico ha svolto tutto il lavoro assieme ai compagni

Ogbonna risponde sì. Nel mirino c’è Milito© LaPresse
TORINO - Troppa la voglia di esserci nell’appuntamento che ricolloca il Torino nell’Olimpo del calcio per pensare di alzare bandiera bianca. Angelo Ogbonna non è tornato in perfette condizioni fisiche dal doppio appuntamento con la Nazionale di Prandelli , tanto che all’impiego contro la Bulgaria non ha fatto seguito la conferma nella sfida con Malta. Ovvio, nel Torino c’era una certa apprensione, perdere Ogbonna nell’impegno contro Milito e soci sarebbe stato grave. A levare (quasi) ogni dubbio ci ha pensato lo stesso difensore centrale. Mercoledì, un po’ per precauzione un po’ perché al primo allenamento con il Torino dopo la “settimana azzurra”, il prodotto del settore giovanile granata non ha preso parte alla partitella in famiglia. Ieri invece, nell’ultima seduta aperta al pubblico (circa 1.000 i tifosi che hanno seguito il lavoro dei granata), Ogbonna ha svolto tutto il lavoro assieme ai compagni. Disputando anche la partita finale a campo ridotto: soliti allunghi, consueta sicura gestione del pacchetto arretrato, naturale predisposizione a impostare la manovra. Il solito baluardo della difesa o quasi, insomma. Un giocatore deciso a spazzare via ogni dubbio sul suo impiego che possa eventualmente essere venuto a Ventura . Il quale, contro un Inter che in avanti dovrebbe affidarsi a Sneijder e Cassano con Milito riferimento centrale, dovrebbe così rispondere con il “solito” pacchetto arretrato. Cioè quello visto all’opera in questa prima fase della stagione. Gillet in porta, e Maginot formata da Darmian , Glik , Ogbonna e Masiello . Al posto di quest’ultimo, ieri è stato impiegato Caceres : difficile però che Ventura possa affidarsi all’uruguaiano, ancora a secco di minutaggio in impegni ufficiali, in una sfida delicata come quella di domenica sera.

GLIK COME L’ANGELO - Nella quale a stringere i denti non sarà il solo Ogbonna. Non lo ammetterebbe mai, troppo l’orgoglio e il desiderio di prendersi l’Inter all’Olimpico dopo i palcoscenici della B, però anche Glik è inevitabile possa accusare un po’ di stanchezza, dopo le gare disputate con la Polonia per le qualificazioni mondiali. Nel caso non dovesse arrivare il fisico, arriverebbe comunque la testa. Discorso che accomuna i due centrali granata. Due che Milito andrebbero a prenderlo anche solo facendo leva sui nervi, due che comunque asfissierebbero Cassano allorquando il fantasista dovesse gravitare dalle loro parti, due che mangerebbero la terra pur di non concedere una chance al tiro a Sneijder.

PORTA INVIOLATA - Il sole sul campionato è sorto da appena due giornate, e prima o poi anche Gillet chinerà la schiena per raccogliere un pallone dentro la propria rete, però non sarebbe certo un male, per il Torino, prorogare l’inviolabilità della porta. Altro motivo per il quale i due Stakanov granata non vogliono avere rimpianti. La stima dei compagni nei confronti di Di Cesare e Rodriguez è granitica, ma solo un folle potrebbe ritenere indolore una rivoluzione difensiva contro l’Inter. Anche in considerazione del fatto che, a prescindere da quali saranno le scelte definitive di Ventura, è garantito che domenica sera la partita del belga sarà ad alto tasso di intensità. Contro il Siena aveva baciato i legni della porta, dopo che la punizione di D’Agostino si era infranta sul montante, mentre di fronte a un Pescara ridotto in dieci, il contributo dell’ex del Bologna era stato pressoché nullo. Ora è diverso, per quanto il Torino possa immaginare di disputare la partita perfetta un tiro di Milito arriverà, Cassano troverà un corridoio per l’inserimento di un centrocampista, uno tra Ranocchia e Samuel inzuccherà su calcio d’angolo. Ma se su Milito vigilerà Ogbonna, se la pericolosità nel gioco aereo dei centrali difensivi di Stramaccioni sarà limitata dall’uguale abilità nello stacco di Glik, allora Gillet potrà sgonfiare l’ansia. E di molto avrà bisogno il Torino per strappare punti ai nerazzurri, ma non certo di ansie e paure. Queste ultime vanno azzerate, anzi convertite in fame, cattiveria agonistica, determinazione. Bene che i giocatori granata non dimentichino dov’era il Torino fino a qualche mese fa. L’imperativo di Ventura è: indietro non si torna. Anche grazie alla capacità di soffrire, quella che l’azzurro e il polacco vogliono mettere in campo domenica sera.
Alessandro Baretti
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