BARI, 8 maggio - L'Associazione Sportiva Bari, nota come A.S. Bari o Bari, è la principale società calcistica di Bari. Ha militato per 30 stagioni nella massima serie (compresi due campionati di Divisione Nazionale), risultando così la prima formazione della Puglia e la seconda dell'Italia meridionale e insulare, dopo il Napoli ed a pari merito con il Cagliari, per numero di partecipazioni nel massimo campionato di calcio. Condivide peraltro con la Pro Patria il non invidiabile primato di 4 campionati di serie A terminati all'ultimo posto (1940/41, 1963/64, 1969/70, 2000/2001).
Fu fondata il 15 gennaio 1908 come Foot-Ball Club Bari. Come nel caso di molte altre squadre di calcio italiane, anche la fondazione del Bari fu caratterizzata dalla partecipazione di alcuni stranieri: Floriano Ludwig, tedesco trapiantato a Bari, Gustavo Kuhn, svizzero, cui si aggiunse l'italiano Giovanni Tiberini.[2]
Bari Tedesca
Nella prima formazione lo stesso Ludwig, insieme ad altri stranieri, a Bari per lavoro, e baresi: Barther, inglese e Bach, svizzero, al centro Attoma, Roth, svizzero, e Labourdette, spagnolo, in basso Jovinet, francese, Giordano, Gazagne, francese, Randi e Ziegler. Originalmente i calciatori indossavano maglia rossa e pantaloncini bianchi e giocavano principalmente contro marinai inglesi al San Lorenzo nel quartiere di San Pasquale.
Sebbene il club fu fondato in tempi molto antichi, le squadre del Mezzogiorno non erano ben rappresentate nei campionati del calcio italiano e così il Bari non prese parte alle prime stagioni. Di fatto solo la Campania aveva un campionato regionale prima della Prima Guerra Mondiale. Il F.B.C. Bari venne sciolto nel 1915, in periodo di guerra, per poi essere riorganizzato sotto lo stesso nome.
A quel tempo erano in attività accanto al F.B.C. Bari altre due società: la Foot-Ball Club Liberty (colori rosso-blu a strisce orizzontali, poi variato nel 1915 in bianco-blu verticali), fondata da dissidenti del Bari originale nel 1909[3] e i rivali dell' Unione Sportiva Ideale (colori nero-verde adottato nel 1915). Fu il FBC Liberty la prima squadra della Provincia di Bari a prendere parte al Campionato di calcio italiano durante il campionato di Prima Divisione 1921-1922 organizzato dalla CCI quando molti dei club principali del paese entrarono in contrasto con la FIGC.
La stagione successiva l'Ideale divenne la prima squadra di Bari a raggiungere le semifinali Lega Sud, ma fu la Lazio a passare in finale. Tutti e tre i club baresi parteciparono per la prima volta insieme al campionato nella stagione 1924-25 dove da una parte il FBC Bari retrocesse e dall'altra il Liberty raggiunse le semifinali di Lega dove fu sconfitto pesantemente dall'Alba Roma per 6-0 all'andata e 3-0 al ritorno.
Unione Sportiva Bari (1926-1928)
Una serie di fusioni fra squadre nel giro di due anni diedero alla luce un solo club per rappresentare il Bari. La prima fusione avvenne fra il FBC Bari e il FBC Liberty nel torneo 1926-27, conservando la denominazione "Bari" usato per la prima volta il 6 febbraio 1927 nella partita contro l'Audace F.B.C. Taranto.
L'intero sistema calcistico italiano stava subendo numerose trasformazioni in questo periodo e cominciò ad essere meglio organizzato, con fusioni simili a quella del Bari che accadevano un po' ovunque, come a Salerno, Napoli, Firenze e Roma. La neonata F.C. Bari si fuse con l'Ideale il 27 febbraio 1928 creando l'Unione Sportiva Bari. Le maglie dell'US Bari presero i colori biancorossi dal FBC Bari e le strisce dell'Ideale..
Nell'anno della fusione e della nascita della U.S. Bari (1928) la squadra raggiunge per la prima volta la "divisione nazionale", l'attuale Serie A: decisiva la vittoria per 5-3 sulla Fiorentina il 15 gennaio 1928. Protagonista anche il giovane barese Raffaele Costantino, poi incoronato "reuccio" dalla tifoseria.
Dopo la stagione 1928-29 il sistema della lega fu riorganizzato e il Bari fu piazzato in Serie B. Costantino fu convocato per la prima volta nella Nazionale italiana, rendendo il Bari la prima squadra di Serie B a vedere un proprio giocatore convocato in Nazionale.[4]
Le prime stagioni in A (1929-1945)
Subito dopo la prima promozione, la prima retrocessione: classificatosi al 13° posto il Bari viene assorbito nella neo istituita Serie B. Protagonisti di quegli anni, oltre al già citato Costantino, titolare in nazionale, pur con una parentesi tra il 1930 ed il 1935 alla Roma, Pippo Scategni, Pietro Bottaro, Alferio Cubi, Dario Gay, Annibale Frossi, Cesarino Grossi, l'indimenticato "centravanti tascabile", tragicamente scomparso a soli ventidue anni nel 1939 durante il servizio militare in Albania, e l'altrettanto compianto Totò Lella. Prima della sospensione bellica il Bari disputerà, al vecchio "Campo degli Sport" al rione Carrassi e poi allo Stadio della Vittoria, inagurato il 16 dicembre 1934, con alterne fortune nove campionati di Serie A e cinque di Serie B.
Nella stagione 1931-32, la squadra si salvò dalla retrocessione vincendo lo spareggio col Brescia, giovandosi dell'esperienza e del talento del tecnico ungherese Árpád Weisz, già campione d'Italia nel 1929-30 con l'Ambrosiana-Inter e futuro vincitore di due scudetti col Bologna, prima di essere espulso dall'Italia nel 1938 per le leggi razziali (era ebreo) e perire ad Auschwitz nel 1944. L'ultimo campionato di serie A del 1942-43 si concluse con una beffarda retrocessione in Serie B maturata solo all'ultima giornata. Il campionato 1943-44 non fu disputato a causa della guerra e nel 1944-45 il Bari ed il rinato Liberty disputarono solo partite a livello regionale non nello "Stadio della Vittoria", chiuso, ma in un campo di fortuna in via Crispi, ribattezzato "Campo Antonio Lella".
Il dopoguerra (1945-1954)
Gli Alleati concessero nuovamente l'uso dello "Stadio della Vittoria" solo il 4 marzo 1945 con la partita Bari-Lecce.
Nel frattempo, il 1° gennaio 1945, la società cambiò denominazione da Unione Sportiva ad Associazione Sportiva Bari.
Nel "campionato misto" disputatosi nel 1945-46 il Bari ben figurò terminando al primo posto, a pari merito con il Napoli, girone "Centro-Sud". Si confermò l'anno seguente terminando al settimo posto (miglior risultato di tutti i tempi) in un campionato dominato dal Grande Torino.
Tuttavia, il Bari non riuscì a ripetersi, e si aprì una grave crisi di risultati prima e di stagioni poi, che fecero precipitare la squadra fino alla IV Serie Meridionale nel giro di pochi anni fatti di sconfitte sonore e di acquisti fumosi.
Approda quindi sulla panchina della squadra pugliese Francesco Capocasale che riesce inizialmente ad arrivare primo in IV Serie tornando in Serie C; i tifosi del Bari festeggiano questo evento quasi come la vittoria di uno scudetto con 20.000 persone presenti allo spareggio contro il Colleferro disputatasi a Napoli il 27 giugno 1954 terminato 2-1 a favore dei biancorossi con doppietta di Raffaele Gamberini.
La ripresa dal baratro (1954-1961)
Nella stagione 1954-55 l'impresa si ripete e sempre con Capocasale il Bari ottiene una nuova promozione ed il ritorno in Serie B.
Ed è finalmente nella stagione 1958/59 che il Bari tornava in Serie A, dopo averne passati otto tra la Serie C e la IV Serie Meridionale; idoli di quegli anni saranno il centravanti argentino Raul Conti, Mario Mazzoni (313 partite col Bari), l'ala sinistra Bruno Cicogna e Biagio Catalano.
Dopo quattri anni di permanenza, agli spareggi contro Lecco ed Udinese, il Bari torna però in cadetteria.
La presidenza del prof. De Palo (1961-1977)
Intanto diventa nuovo presidente del Bari Angelo De Palo. Il Bari rimane in Serie B soltanto per un anno: promosso di nuovo in massima serie con Pietro Magni allenatore, sembra essere tornato la "squadra-ascensore" del passato. L'illusione dura poco: alla B "riconquistata" subito dopo, segue la Serie C. Nel 1967 i biancorossi tornano in B mentre due anni dopo (1969), guidati soprattutto dal bomber Lucio Mujesan (19 gol in 37 partite), riconquistano la Serie A. In panchina approda Oronzo Pugliese che però non riesce ad agguantare la salvezza e la squadra torna in Serie B, dopo esser arrivata all'ultimo posto con una cifra bassissima di gol segnati (11).
Il Bari rimarrà in B per alcuni anni ed addirittura nel 1974 i galletti scesero in Serie C, finendo la stagione con solo 12 gol segnati e 26 concessi in 38 partite. Benché la squadra risalì subito in Serie B, De Palo non vedrà mai i biancorossi nella massima divisione: morirà infatti nel 1977, dopo 16 anni come presidente.
L'inizio dell'era Matarrese ed il primo trofeo (1977-1990)
Il suo successore sarà Antonio Matarrese, iniziatore di una lunga era con i Matarrese alla guida del Bari. Antonio inizialmente non ha fortuna con la squadra che non riesce a salire in A. Nel 1981 il presidente cede la poltrona di Presidente al fratello Vincenzo.
L'addio di Antonio Matarrese è anche l'addio alla Serie C. Da allora, la squadra pugliese è rimasta a cavallo tra la A e la B; nel primo anno con il nuovo presidente per poco non raggiunge la promozione, conquistata poi nel 1985. Il Bari si rafforzò con gli inglesi Gordon Cowans e Paul Rideout ma non riuscì a rimanere in Serie A.
In questo periodo i galletti si tolsero anche diverse soddisfazioni: con la vittoria del campionato di serie B 1988/89, il Bari giocò l'anno successivo la Mitropa Cup, aggiudicandosela con un tranquillo 1-0 in finale, contro l'altra italiana presente alla manifestazione (il Genoa), che fu steso da una rete di Perrone dopo 14 minuti. La finale si giocò a Bari in turno secco.
Nell'anno che vide un Bari composto da stelle come Giovanni Loseto, Pietro Maiellaro e João Paulo chiudere al 10° posto in massima serie e con il primo trofeo europeo, mentre il Napoli si aggiudicava il secondo scudetto e la supercoppa italiana (dopo aver vinto la Coppa Uefa l'anno prima), le due squadre più seguite del sud erano ormai sul tetto del calcio italiano.
Quello stesso anno, il nuovo stadio San Nicola ospiterà anche diverse partite del Mondiale d'Italia 1990, confermando ormai Bari città di grande calcio.
Gli anni '90 e la nuova crisi (1990-2001) [modifica]
Il Bari consegue tre anni di Serie A consecutivi, per poi riscendere di nuovo in Serie B nel 1992, malgrado una buona squadra composta da campioni come Zvonimir Boban, David Platt e Frank Farina.
Due anni dopo, però, il Bari salì di nuovo in Serie A. I tifosi pugliesi videro l'esplosione di Igor Protti che riuscì a diventare capocannoniere con 24 gol. Quell'anno il Bari riuscì nella poco gloriosa impresa di retrocedere pur avendo il miglior attacco della Serie A (36 reti in due tra Protti e Kenneth Andersson).
Una nuova promozione nel 1997 vede, negli anni successivi (1997-2000), l'emergere di giovani talenti, come Nicola Ventola, Diego De Ascentis, Marco Di Vaio, Gianluca Zambrotta e Simone Perrotta ma soprattutto Antonio Cassano: il talento di Bari Vecchia è quello che si mette più in mostra, dopo l'esplosione in un ormai famoso Bari 2-1 Inter, dove Cassano inventò una giocata geniale, che permise a fine campionato di cederlo per una cifra astronomica: 60 miliardi di lire (circa 30 milioni di euro attuali). Ma la squadra era rafforzata anche da stranieri come Phil Masinga e Klas Ingesson, tutte "scoperte" del Bari.
Questa volta il Bari rimase in A per quattro anni sotto la guida di Eugenio Fascetti. Questo periodo è però segnato da una profonda crisi, durante la quale il Bari vende i suoi giocatori migliori senza acquistare adeguati sostituti.
Nel 2001, chiudendo all'ultimo posto in A, i biancorossi ritornano definitivamente in cadetteria.
Retrocessione e ripescaggio (2001-2004)
Ogni stagione del Bari sembra ormai figlia solo a sé stessa; lo stadio vede sempre meno pubblico, con conseguenti incassi scarsissimi, ci sono risultati altalenanti (dal 6° al 21° posto in due stagioni) che non consentono programmazioni a lungo termine.
Il culmine viene raggiunto il 19 giugno 2004 quando il Bari perde i play-out contro il Venezia e finisce in Serie C. Per sua fortuna nella stessa stagione falliscono Ancona e Napoli, permettendo ai biancorossi di restare in Serie B.
Tempi recenti (2004-2009)
Questa volta il Bari si stabilizza nella zona di metà classifica (10° posto nel 2005, 13° posto nel 2006 e 11° posto nel 2007). Nella Serie B 2007-2008, il Bari si presenta con un organico abbastanza solido in un campionato dove non è dato per favorito, ma dove può sicuramente non sfigurare. La stagione del Bari inizia con un forte entusiasmo per aver superato i primi due turni di Coppa Italia, anche se subisce una sconfitta schiacciante contro l'Udinese nel terzo turno (3-0). In campionato il Bari alterna sconfitte a risultati positivi stabilendosi dopo 10 giornate nella zona di metà classifica. Nella notte tra il 6 ed il 7 dicembre 2007 è stato attivato un sito internet (www.compriamola.it) attraverso il quale alcuni tifosi del Bari hanno lanciato l'idea dell'azionariato popolare per la proprietà dell'As Bari. Il 28 dicembre Giuseppe Materazzi rassegna le dimissioni da allenatore, dopo l'umiliante sconfitta interna, nel derby contro il Lecce, per 0 a 4. Al suo posto è chiamato Antonio Conte, ex calciatore con le maglie dello stesso Lecce e della Juventus, precedentemente sulla panchina dell'Arezzo. Con Antonio Conte c'è una netta ripresa del Bari e il tecnico juventino incassa dalla società un prolungamento del suo contratto fino al 2009. In una stagione che vede la squadra ormai estranea sia alla lotta per i play-off promozione che per la salvezza, Conte si prefissa l'obiettivo del settimo posto: sebbene il Bari alla fine giunga undicesimo, la stagione viene considerata abbastanza positiva e inizio per un rilancio della squadra.
100 anni di Bari
Il 15 Gennaio 2008 l'Associazione Sportiva Bari ha compiuto 100 anni di storia, festeggiando con ultras e vecchie glorie al Teatro Team di Bari.Però la festa non finisce quì,infatti,si disputa un'amichevole il 27 luglio contro l'Inter persa per 2-0 giocando bene. Il Bari ha finito la stagione 2007-2008 con la maglia del centenario. Nella stagione 2008/2009 sarà usata come seconda maglia.
Stagione 2008-2009
La stagione 2008-2009 la società punta a diventare l'outsider del campionato, rispondendo con colpi di mercato come Barreto (in prestito dall' Udinese), Parisi (svincolato dal Messina), De Vezze (a titolo definitivo dal Livorno), Raffaele Bianco dalla Juventus, Ranocchia dal Genoa e l'arrivo di giovani come Antonino Bonvissuto, Luca Siligardi dall'Inter e Francesco Caputo dal Noicattaro.
La prima uscita stagionale del Bari è del 17 agosto 2008 quando supera per 2-0 il Bassano Virtus, gara valevole per il secondo turno della Coppa Italia 2008-2009. La domenica successiva gioca con l' Ascoli che mette la parola fine al cammino della squadra barese in Coppa Italia sconfitta per 1-0 con il gol di Simone Pesce.
Nel mercato invernale acquista Stefano Guberti dall'Ascoli e Davide Lanzafame dal Palermo (in prestito). Da ricordare inoltre l'acquisto della punta nazionale bielorussa Vitalij Kutuzov dal Parma.
I risultati con questo organico non si fanno attendere: a poche giornate dal termine della stagione la Bari è al 1° posto in classifica con 13 punti di vantaggio sulla 3^ classificata, il maggior numero di vittorie e la miglior difesa del campionato, dopo aver battuto vari record tra cui il numero di risultati utili consecutivi (16, come il Bari di Salvemini nella stagione 1988/89) e il numero di vittorie in trasferta (9), e punta alla promozione diretta in Serie A.
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