Samp, Romero si presenta: «Volevo giocare in Italia»
Il nuovo acquisto blucerchiato, l'ex nazionale argentino, felice per il suo arrivo in Liguria: «Passo importante per la mia carriera». Il ds Sensibile: «Innesto di mentalità vincente»
© Foto PegasoPARLA ATZORI - Uscire dal pantano della serie B, tenendo conto che è «un campionato durissimo, dove ci sono squadre attrezzate per vincere come il Torino e il Padova e che contempla outsider come il Varese», è un imperativo categorico per la Sampdoria. E se c'è un allenatore che può far uscire la Sampdoria dalle sabbie mobili questo è il nuovo tecnico Gianluca Atzori che ha già detto ai blucerchiati di «spicciarsi a cambiare mentalità». «Voglio che i miei ragazzi capiscano quanto è dura e quanto è difficile - spiega - E sono contento che le 'sberlè come quella di Empoli in Coppa sia arrivata adesso». Atzori conosce bene la serie cadetta. «Gli equilibri non sono mai netti - ha detto all'Ansa - l'agonismo prevale sulla qualità del gioco. E l'agonismo è quello che ci vuole. Quindi i ragazzi devono attrezzarsi, acquisire una mentalità specifica, devono diventare consapevoli che le regole che sto dando loro devono essere seguite».
LA RICETTA SAMP - Disciplina, parola, lavoro psicologico ma anche fisico. Come quello che faceva lui quando si allenava «perché la partita è il risultato dell'allenamento. E io ero maniacale nella preparazione». Dunque, il lavoro di Atzori sulla ipertrofica rosa della Sampdoria (32 giocatori a disposizione) sarà lavoro psicologico ma anche tecnico e fisico: tradurrà in parole e schemi quella sua grande ambizione di salire sempre più in alto nella scala degli allenatori. Ma adesso bisogna pensare alla Samp che, così com'è, può prestarsi a infinite soluzioni. «So di avere a disposizione una squadra fortissima alla quale non manca nulla per riuscire. Ma se proprio vogliamo cercare il pelo nell'uovo - dice Atzori - se proprio volessimo esagerare, penso a un trequartista. Alla Baggio, per intenderci». Ma sarà necessario prima di tutto pensare a riorganizzare la difesa: «Non è pensabile che con tre difensori e due centrali in copertura arriviamo a prendere 4 gol in due partite. Questa è una cosa da cambiare». E il nuovo acquisto, il portiere argentino Romero «Sarà importantissimo anche per la fase di organizzazione del reparto». La sfida-Samp non è cosa da poco, e Atzori lo sa: sa che manca nel dna dei giocatori blucerchiati quella determinazione che aveva lui quando giocava nell'Empoli e nel Palermo e aveva come idolo Ruud Gullit. Dunque, dovrà essere rivoluzione. E probabilmente rivoluzione sarà.





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