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Leon: «In granata senza limiti»

Leon: «In granata senza limiti»
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© M. Dreosti
 
ntervista esclusiva all’honduregno nel giorno del suo compleanno
TORINO, 14 settembre - Buon giorno, Leon. Ben tornato in Italia. «Grazie. Mi sono già allena­to, sabato sono anche riusci­to ad andare allo stadio. Una vittoria importante, anche se un po’ sofferta. Ma la B non è facile, troveremo di continuo squadre come l’Albino, ben qua­drate, che si difendono e cercano di colpire in contropiede, facendo molto movimento».

Ma alla fine la qualità ha inciso.
«Infatti. Il tasso superiore del Toro deve sempre venir fuori. Basta es­sere pazienti. In questo la B è vera­mente molto differente dalla A. Il nostro vantaggio è che abbiamo tante alternative».

C’è anche il suo talento, adesso.
«In effetti non vedo l’ora di comin­ciare. Sabato in tribuna mi sono emozionato. Avrei voluto esser­ci anch’io».

Non ci sarà nean­che venerdì. Squalifica a tem­po, 8 giorni: se a Salerno il Toro non giocasse in anticipo, lei sarebbe arruolabile.
«Vero. Sembra una beffa. Ma ho torto, accetto la sentenza. E ho già chiesto scusa a Colantuono. Spera­vo di essere a disposizione ben pri­ma della partita in casa col Padova: invece, purtroppo... Ho commesso un errore, non doveva capitare. Non avevo mai fatto uno sbaglio del genere. Ecco perché ho chiesto scusa al mister. Mi spiace davvero, non vedevo l’ora di iniziare. Non succederà più. Anche con i compa­gni, la società e i tifosi dovrò scusar­mi. C’è un solo modo: dando il mas­simo. Facendo bene. Spero di ripa­gare la fiducia il prima possibile».

La Disciplinare le ha inflitto 8 giorni di squalifica perché ha firmato un mandato a due pro­curatori diversi, Pace e Piccioli.
«Ero molto arrabbiato con il mio manager, con Pace, per vari motivi. Inoltre il suo contratto stava per scadere. Così ho anticipato i tempi e dato il mandato a Piccioli. Co­munque ho poi fatto pace con il mio procuratore, anche se mi sono pre­so questa squalifica».

Avrà almeno un po’ più di tem­po per inseguire la forma, visto che finora ha giocato poco. «Avrò anche giocato poco, visto che il Parma in estate ha deciso di sca­ricarmi, ma ho una tale carica den­tro che sopperirà a ogni cosa. Con­tro il Padova mi porterò dietro del sale e la butterò sull’erba prima della partita: così mi mangerò an­che quella. Capito che fame ho?».

Ha visto i tifosi? Che calore...
«Sì, assolutamente. Sono pazienti e comprensivi, hanno subito capito che possiamo anche fare fatica a creare e segnare, se gli avversari si difendono in massa. Mi ha fatto molto piacere vedere una tifoseria così intelligente e attaccata alla squadra. E poi la gente del Toro ri­cerca il bel calcio: come me».

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