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Serie B: Il Toro ha una grande voglia di fare la fuga

Esultanza granata dopo la partita contro l'Albinoleffe
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© Foto Pegaso
 
I granata attrezzati: anche grazie alla mentalità vincente di Colantuono
TORINO, 15 settembre - Adesso bisogna staccarsi. Il campionato di se­rie B sarà qualitativamente povero, ma la giungla che si deve attraversare tutta, me­tro per metro, per vincerla è un inferno che non permette peccati. Il Torino è partito be­ne, ha malignamente perso a Brescia poi malignamente vinto con l’AlbinoLeffe: in 4 partite un piccolo indice di ciò che aspetta i granata. Che hanno qualità e tempra per elevarsi subito, in modo da evitare d’invischiarsi nel la­birinto che diventerà la clas­sifica da qui a poche giorna­te. Non una missione imprescindibile, giacché - come di­ce Colantuono - «la serie B non si vince in autunno» e co­munque la storia è piena di partenze ad handicap chiuse in trionfo. Capitò pure al To­rino di Gigi Simoni, galva­nizzato da Giancarlo Camo­lese. Non una necessità vita­le, dunque, ma una vitalissi­ma possibilità di agevolarsi la vita e il campionato. Che Stefano Colantuono farà di tutto per regalarsi e regalare ai tifosi.

LA CANOTTIERA - Piace, il tecnico: sembra fatto apposta per la maglia granata, come ci fosse nato dentro. Una ma­glia granata che, con lui, di­venta liabel: la ricordate la nota canottiera ch’era di la­na fuori e di cotone sulla pel­le? Ebbene - e a parte il fatto che Colantuono, in questa fa­se della storia del Torino, ci pare provvidenziale come una maglietta della salute ­l’allenatore è così, morbido cotone di qua, dura lana di là. Rivolti la canotta ed ecco Co­lantuono: morbido verso l’e­sterno, dove mostra il suo volto misurato e prudente, tosto ma politicamente cor­retto, fin delicato con i suoi ragazzi e certo cauto verso la propria missione; ed è coria­ceo all’interno, nel lavoro quotidiano, nel pretendere quanto la professione impo­ne non solo per contratto, nel­l’incitare come nell’impugna­re, nel governare, nel domi­nare se necessario. Le due parti ben serrate assieme da pragmatismo, buonsenso, istinto e qualità professiona­le. Piace, il tecnico da Toro perché perde con la rabbia e l’amarezza del tifoso, e mai vorrebbe perdere, anzi lui vorrebbe sempre vincere. So­no parole sue, e pure senza parole si vede nei suoi occhi che così è. E, dice, se fai un gol devi fare il secondo, e do­po il secondo il terzo...

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Commenti

  • GUBAS197715/09/2009 16:11:00
    Fuga per la vittoria...ma dove fuggono i granata: solo al derby fuggono!!
  • t71gra15/09/2009 11:28:39
    non parliamo di fuga..ogni volta che si fanno calcoli poi si sa come va a finire.pensiamo ad una gara per volta.a salerno non si andra per fare una scampagnata ma ci sara da soffrire.mi auguro di vedere un bel toro soprattutto a centrocampo.strano che domenica bologna chievo non sia finita in parita..ogni tanto mi viene un nervoso se penso a squadre come bologna parma e chievo in a..e noi invece..forza colantuono..portaci dove meritiamo di stare..forza magico toro sempre..
     
     
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