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Torino, Colantuono si protegge per attaccare

Torino, Colantuono si protegge per attaccare
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© Foto Pegaso
 
Più copertura della difesa durante la fase offensiva
TORINO, 3 ottobre - Colantuono lo ave­va anticipato nella conferenza stampa di mercoledì scorso: «Non voglio fossilizzarmi su un solo impianto di gioco, ora che finalmente avrò una settima­na intera per varare soluzioni alternative proverò a introdur­re qualche novità. Anche per essere in grado di cambiare as­setto a partita in corso, per sor­prendere gli avversari». Detto, fatto. Nell’allenamento di ieri ­contro gli sparring partner del­la Primavera di Asta - il tecni­co granata ha utilizzato l’ami­chevole infrasettimanale per intervenire sul centrocampo. Dal modulo base sinora preva­lentemente utilizzato, ovvero il 4-3-1-2, Colantuono precorren­do i tempi ha addobbato l’albe­ro di Natale, ovvero provato il 4-3-2-1. Un assetto talmente eclettico da evolvere facilmen­te nel 4-3-3, ma più ancora nel 4-2-3-1. Detti così, son numeri in libertà: ma associando le pe­culiartità di ciascun interprete al canovaccio tattico, ecco che il 4-2-3-1 si palesa come una so­luzione intrigante perché con­templa la giusta e necessaria protezione alla difesa suppor­tando (e sopportando) quattro elementi dalle chiarissime vocazioni offensive.

PIU’ EQUILIBRIO - Ieri, dalla cintola in su, il Toro della ripre­sa annoverava Coppola come schermo difensivo; Diana e Zanetti interni di centrocam­po; Leone Di Michele esterni alti alle spalle di Bianchi. Se l’honduregno e Re David gio­cano sulla stessa linea del cen­travanti, ecco il 4-3-3. Con l’a­vanzamento di Diana sulla li­nea degli esterni, ecco il 4-2-3­1 capace di coniugare la pro­pensione all’attacco del Toro senza però mettere ogni volta a repentaglio la fase difensiva della squadra. E’ vero che a Frosinone il Toro ha creato tantissimi altri presupposti per segnare, ma è ugualmente innegabile come spesso abbia prestato il fianco agli attacchi dei brillanti ciociari di Morie­ro e non soltanto nelle ripar­tenze in contropiede. Giacché l’Ancona si sa ben disimpegna­re nei fraseggi palla a terra e lunedì sarà pure accompagna­ta dalla forza di chi non ha nul­la da perdere (il tecnico Salvio­ni, un sacchiano di ferro, lo ha già detto: «E’ il Toro che deve vincere la partita, non noi, le responsabilità sono tutte lo­ro»), ovviamente Colantuono non regalerà ai marchigiani gli spazi di cui invece ha goduto il Padova. Chi ha visto il match contro i veneti può confermare come oltre al gol della vittoria, Di Nardo e compagni hanno fruito di altre potenziali occa­sioni da rete, poi vanificate in extremis per un motivo o per l’altro, quando non proprio elu­se da un Sereni in grandissi­mo spolvero.

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