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Bianchi carico: «Toro, è stato il mio capolavoro»

Bianchi carico: «Toro, è stato il mio capolavoro»
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© Foto Liverani
 
«Ma adesso basta sogni: penso già alla Triestina»
TORINO, 25 ottobre - Pazzesco, incredi­bile, difficilissimo, qualcuno su youtube l’ha addirittura definito «vergognosamente bello » . Arduo trovare l’ag­gettivo giusto per descrive­re il gol in rovesciata con cui Rolando Bianchi ha cancellato definitivamente le speranze della Reggina e del suo ex tecnico Novellino. Non ci riesce nemmeno l’autore della prodezza che ha infiamma­to l’Olimpico: «Sono andato a casa e la prima cosa che ho fatto è stata rivederme­lo... Sì, è stata davvero una grande rete, sicuramente una delle prime tre della mia carriera in un’ideale classifica. Forse la più bella e vorrei sempre farne di re­ti così... Ma è soprattutto un gol che conta perché abbia­mo battuto la Reggina e ag­giunto altri tre punti di di­stacco da una diretta con­corrente per la promozione. Perché la Reggina non è ta­gliata fuori dalla corsa: ha un grande presidente e una squadra forte, tornerà in al­to ».

ALTA SCUOLA - Un gesto atletico che a tanti ha ricor­dato colpi di classe firmati da campioni da Champions: impossibile non pensare al­la sforbiciata volante di Ro­naldinho contro il Villar­real ai tempi del Barcello­na. Oppure alla mossa da taekwondo con cui Ibrahi­movic stese il Bologna. Ve­ro, a volte si mangerà qual­che gol da mordersi le mani dalla rabbia, ma Bianchi ha un bagaglio tecnico ricco di giocate d’alta scuola. E non le fa vedere soltanto in alle­namento.

«CONTA LA SQUADRA» -  « Ho raggiunto quota nove gol, ma quel che più conta è che il Toro continui così. Del resto io segno perché i miei compagni mi mettono nelle condizioni di esprimermi al meglio » . Sempre umile, Bianchi. Anche in campo, dove corre, si sbatte, si sa­crifica, «perché quando sto bene fisicamente riesco a dare di più. Non so se riu­scirò a mantenere questa condizione per tutta la sta­gione, ma ci proverò. Detto questo, non dobbiamo vola­re con la fantasia: qui si fa presto a dire che siamo di­ventati fenomeni. Dobbia­mo proseguire su questa strada rimanendo con i pie­di ben ancorati a terra».
 
«BRAVO LUCA» - Bianchi e Belingheri determinanti ad Ascoli e di nuovo a segno in tandem venerdì sera. «E io sono tanto contento per Luca - confessa il bomber ­siamo molto amici, siamo nati nello stesso posto, sia­mo cresciuti calcisticamen­te insieme nelle giovanili dell’Atalanta. E’ una perso­na splendida, un grande la­voratore come del resto noi bergamaschi. Sono conten­to che stia facendo così bene nel Toro: è uno vero, che si è sempre guadagnato quello che ha, impegnandosi sul campo».

«GRAZIE MARATONA» - Al­la sua uscita dal campo, Bianchi è stato accolto dai cori della Maratona: «Gra­zie ai tifosi, meravigliosi. Per me è importante il rap­porto con la gente, sento di avere un debito dopo la re­trocessione dell’anno scorso e voglio lavorare ancora, giorno dopo giorno, per en­trare sempre di più nel cuo­re dei sostenitori granata».

«CI SIAMO!» - Niente voli né pensieri da fenomeno, però secondo Rolando «il Torino ha tutto per potersi togliere grandi soddisfazioni. Ades­so è importante essere lì, so­lamente a un punto dalla capolista Frosinone: è la di­mostrazione che ci siamo e vogliamo essere protagoni­sti. Ora si va a Trieste, altra partita importante e tutt’al­tro che facile». E chissà che Bianchi non regali un’altra perla da incorniciare.Stefano Lanzo
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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