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Toro, la banda del gol non ha ancora suonato

Daniele Vantaggiato
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© LaPresse
 
Squadra con tanti potenziali marcatori, ma finora solo 6 a segno
TORINO, 6 novembre - Se Massimo Loviso dichiara: «Abbiamo finito il bo­nus», si può almeno sperare che in seno allo spogliatoio gra­nata vi sia la consapevolezza che il «bonus finito» neanche esisteva, per il Torino. E che dunque i giocatori sappiano co­me le 4 sconfitte rimediate in 12 partite rappresentino una mostruosità. Tuttavia il qua­dro nettamente insoddisfacen­te è anche un quadro forte­mente incompleto. Il peggio mostrato dal Torino, ovvero l’incostanza mentale e la per­sonalità friabilissima che sono retaggi dei passati disastri per­ciò ancor più accecanti e pre­dominanti in sede di analisi, ri­schia di minare l’equilibrio e la serenità dei giudizi. Il Toro di Colantuono non è tutto da buttare via, anche se finora mai ha imposto l’autorevolezza e la credibilità che dovrebbe avere. Gioca col fuoco, questo è sicuro: un altro passo falso può allargare i termini della crisi e portare a gesti istintivi, incon­sulti, i cui nefasti effetti già in passato si sono sperimentati. Da una vera e propria conte­stazione alla paura che peggio­ra tutto e agghiaccia i giocato­ri all’ennesimo cambio di alle­natore. Un pericolo vieppiù reale avendo davanti la parti­ta contro la capolista e diretta avversaria per la promozione, il Lecce. Per di più in casa, cioè dove il Torino fatica assai. Dei 20 punti racimolati, infatti, 10 su 18 i granata li hanno presi in trasferta, 10 su 18 in casa. Ma se il primo dato vale il se­condo posto della speciale gra­duatoria (con 12 su 18 solo il Frosinone ha fatto meglio), il secondo piazza il Torino nella mediocrità, allo stesso livello del Modena e con ben 10 for­mazioni che in casa hanno fat­to meglio.

MULTICOLA - Eppure il me­desimo Torino dà, su più di un fronte, la chiara sensazione di forza inespressa. Di potenziale frenato, da liberare. Di qualità ancora nascoste. Come se gio­casse col freno a mano tirato. Imbrigliato tra tare mentali e ruggini tattiche, superbie cora­li e teste (s)montate, velleità artistiche e realtà fabbrofer­raie, complessi di superiorità e superiori complessità. A Co­lantuono non basta essere alle­natore. Dev’essere papà, mae­stro, psicologo, psichiatra, ser­gente, questurino e secondino. Altrimenti quel poco che sembra mancare al meglio potreb­be non arrivare mai. Anche se pare lì, a portata di mano.

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Commenti

  • forzabianchi08/11/2009 21:09:42
    vero.x ora ve le hanno solo suonate!!!!!!
  • GATTATRUDI06/11/2009 21:39:10
    GATTATRUDI: CARI GIOCATORI A VOI MANCA LA MENTALITA VINCENTE . QUANDO SI VA IN CAMPO SI DEVE IMPOSTARE LA TATTICA DELLA VITTORIA.FORZA TORO !!!!!!!!!!!!!!!
  • krisqraga06/11/2009 13:25:03
    Forza cugini del Toro, tornate a correre!
     
     
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