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Torino, via Colantuono: c'è Beretta

Torino, via Colantuono: c'è Beretta
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© LaPresse
 
Incontro con il tecnico. Cagni, Arrigoni e Camolese le alternative
TORINO, 29 novembre - Da Stefano Colantuono a Mario Beretta il passo è breve. Come breve è il cammino che l’allenatore mi­lanese (milanese di nascita e pure di re­sidenza) deve compiere per andare a incontrare, appunto a Milano, colui che, a meno di clamorosi colpi di scena, sarà destinato a essere il suo presidente, già da oggi: ovvero Urbano Cairo, altro mi­lanese doc nonostante il sangue ales­sandrino trasmessogli dai genitori. Il tam tamnel mondo del calcio e del mer­cato è così: perdere tempo quasi sempre significa perdere soldi e difatti, ieri se­ra, un manipolo di allenatori interessa­ti, un buon numero di procuratori e pu­re alcuni dirigenti di altre squadre si mettevano affannosamente in moto, a colpi di telefonate incrociate, per tenta­re di capirci qualcosa, subito. E le voci corrono velocemente, in certi casi.

TORO ALLO SBANDO - Punto primo: Colantuono è stato già esonerato da Cairo, nei fatti, con quelle parole girate ai giornalisti dal presidente un’ora do­po la fine della partita col Crotone. Fa­tale è stata la sconfitta numero 5 in campionato (la 3ª in casa), tracollo estremo di una squadra che ha dato la netta sensazione non solo di essere sempre più sconnessa e allo sbando in campo, ma soprattutto sempre più lon­tana e sorda (soltanto incosciamente?) ai richiami tattici e motivazionali del suo allenatore. Un allenatore che, dopo la partita, non si faceva neanche più ve­dere: «Colantuono ha il mal di testa, si scusa, ma proprio non ce la fa a parla­re », spiegava l’addetto stampa. Punto secondo: a tarda sera è iniziato un sum­mit, nel capoluogo lombardo, tra Cairo e Rino Foschi, impegnati non tanto a scrivere la parola fine sul destino del tecnico romano, quanto ad accelerare nel trovare la soluzione migliore per salvare il salvabile: cioè la promozione in A, da raggiungersi a tutti i costi.

QUEL GIAMPAOLO... - Punto terzo: Foschi da tempo aveva molte idee in te­sta. I pro e i contro di Colantuono, ma anche i vantaggi e gli svantaggi legati a possibili sostituti. E non bisogna mai dimenticare che Colantuono fu ingag­giato soprattutto grazie alle spinte del ds, che già l’aveva avuto a Palermo, do­po gli abboccamenti estivi finiti male con Delio Rossi e Marco Giampaolo, mentre Giancarlo Camoleseveniva la­sciato a spasso. Si ricorderà: Giampao­lo e il Torino avevano sostanzialmente trovato un’intesa, ma l’indisponibilità del Siena, quanto alla rescissione del contratto col tecnico, aveva gambizzato le mosse dei vertici granata. Solo a quel punto Colantuono poteva finalmente raggiungere quanto desiderato. Punto quarto: che fare, allora? Molto semplice: convocare al più presto l’allenatore pre­scelto per compiere l’impresa. L’impre­sa di ridare ai giocatori fiducia, entu­siasmo, stimoli, serenità, consapevolez­za, identità. Di restituire ai giocatori un gioco, individuando anche la tattica mi­gliore. Di restituire un Toro vero, per farla breve. Foschi e Cairo avevano mol­ti allenatori a disposizione, sempre sul­la carta: da Mario Beretta a Daniele Arrigoni, dalla stessa variabile Camo­lese a Gigi Cagni. Oppure Silvio Baldi­ni. Se volete, anche Sinisa Mihajlovic. O Zdenek Zeman, sempre volendo. Op­pure Ezio Rossi. Per dire: ve lo ricorda­te Gianni De Biasi? Sempre volendo, ci sarebbe anche lui...

ARRIGONI-BOLOGNA - Punto quin­to: Foschi e Cairo avevano già le idee molto chiare, quando si sono messi in auto per Milano. In pratica, rimaneva­no sul tavolo soprattutto tre candidatu­re, seppur con pesi differenti. Beretta, in pole position, il prescelto: già contatta­to in estate (sì, anche lui...), durante quel lungo giro d’orizzonte nel quale il Torino si ficcò, senza riuscire ad anda­re a dama, se non in zona Cesarini, do­po giorni e giorni di rinvii. In secondo piano, invece, Cagni e Arrigoni, anche qui con dei distinguo marcati. Anche il secondo è stimato, soprattutto da Fo­schi (Cairo, invece, ricorda ancora bene quanto successe nell’agosto del 2005, quando Arrigoni disse no alla possibi­lità di partecipare all’avventura della resurrezione granata, lasciando strada a De Biasi). Inoltre il tecnico è ancora sotto contratto a Bologna, società certo invisa al patron granata: e guadagna 800 mila euro più premi, lì, anche se in panchina ci va Franco Colomba.

IL NUOVO CONTRATTO - Ma non di­vaghiamo. Perché ieri notte, mentre si diffondevano voci in tal senso da più parti, alla fine Beretta veniva chiama­to, da Cairo e Foschi. E convocato subi­to, per cercare di trovare l’accordo. A meno di colpi di scena davvero straor­dinari, oggi comincerà il suo mandato, quanto meno fino a giugno con opzione in caso di promozione. I giocatori sono pronti, come da disposizioni societarie, a partire immediatamente per il ritiro. Povero Toro: qualcuno lo salvi.

Marco Bonetto
Piero Venera
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Commenti

  • forzabianchi30/11/2009 19:09:52
    CUOREDIPUPI non pensare ai cugini,meglio guardare in casa propria.Uno dei problemi del toro e' proprio questo,cioe' pensare prima di tutto a cosa fa la juve,poi pensare al toro,proprio come fai te.Tipica mentalita' da provinciali,il toro ha bisogno di ben altri tifosi,ricordalo sempre....E poi proprio te che porti quel nickname!!!!
  • Sivimo30/11/2009 11:21:45
    Ma non era meglio prendere un allenatore grintoso e ridesse quello spirito di volontà e caparbietà tipica dei granata? Non è meglio aumentare lo staff per dirigere con maggior vigore la squadra che sicuramente ha dei problemi al suo interno? Non è il caso di multare, vendere, mandare fuori rosa i giocatori che non rendono? Non è il caso di affidare il settore giovanile agli allenatori che già erano del Toro o quelli che in Italia sono stimati ed apprezzati per dare nuovo vigore e impulso?
  • 29/11/2009 23:34:30
  • coach6829/11/2009 22:42:12
    ho appena letto sul sito del TORINO che è stato preso Beretta.... ma questo che ha fatto???? che ha vinto????? a sto punto ci tenevamo Colantuono era lo stesso no???? Amici tifosi del Grande Toro a noi ci salva solo Capello chissa se Cairo l'ha contattato? andiamo sempre peggio purtroppo ma sempre forza TORO fino alla morte...
  • w.sneijder1029/11/2009 22:21:09
    il toro a sbagliato il mercato e il buon inizio aveva illuso..................bisognava prendere giovani interessanti
  • umbitoro29/11/2009 21:57:28
    se un portiere non sa rinviare una palla e un difensore si fà gabbare in quella maniera e non sono casi isolati forse c è troppa paura di sbagliare ,Amoruso L'anno scorso uno scarpone messo in condizioni ideali ha fatto goal anche oggi come tanti giocatori ex TORO forse su questo bisogna lavorare.
  • CUOREDIPUPI29/11/2009 21:56:09
    Con la situazione attuale è meglio che Cairo richiami Camolese per dargli la possibilità di riprendere un discorso interrotto in malo modo, anche perchè Camola conosce l'ambiente. La cosa che mi rallegra ancor di più è che i cugini si stanno sempre più allontanado dalla vetta nonostante i proclami. Poi suggerisco a Lippi di convocare in nazionale giocatori meritevoli e non perchè giocano nella Juve (es.Amauri)
     
     
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