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Sereni e Ienca: «Non abbiamo mai litigato»

Sereni e Ienca: «Non abbiamo mai litigato»
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Il portiere e il segretario generale del Toro smentiscono “La Stampa”
TORINO, 30 novembre - Non c’è stata nessuna lite tra Matteo Sereni e Massimo Ienca. Il Torino interviene con decisione per rispondere a “La Stampa”, su cui oggi è comparsa la notizia che l’assenza del portiere nella gara interna contro il Crotone sia dipesa da un diverbio con il segretario generale del club. Il presidente granata Urbano Cairo ha approfittato della conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore Mario Beretta per dirla la sua sul caso. E non ha usato mezze misure, preannunciando iniziative legali: «Chiedo ai media di evitare di alimentare polemiche - ha detto Cairo -. Ho letto su un quotidiano torinese di una lite fasulla e inesistente. Certe cose creano solo problemi inesistenti. Tra Sereni e Ienca non c'è stato nessun litigio. Manderò mandato ai nostri avvocati di chiedere subito una smentita. Non possiamo più tollerare polemiche inutili».

LA TELEFONATA - Dopo avere presentato Beretta, Cairo ha chiamato accanto a sé Sereni e Ienca e, insieme con loro, ha ricostruito l’accaduto: «Sono qui con Sereni e Ienca per smentire tutto ciò che è stato detto - ha proseguito -. Ieri notte, alle 2 del mattino, Ienca mi chiama al telefono e mi dice di aver letto su “La Stampa” di un presunto litigio tra lui e Sereni e mi dice che non è vero niente. Ora, questo non è mai successo! Sono tutte accuse fasulle. Perché inventarsi qualcosa del genere?».

PAROLA A SERENI - Dopo Cairo è stata la volta di Sereni. Anche il portiere è apparso piuttosto stizzito: «Io non parlo più da alcuni mesi proprio per questo motivo - ha commentato -. C’è una cattiva comunicazione da parte di certi media che fa male. Parlerò con le persone di dovere e con la società vedremo come muoverci. Sabato non ho giocato perché davvero avevo un problema alla schiena. Al mattino, addirittura, è stato il mio compagno di stanza che ha chiamato i medici perché non riuscivo a muovermi. Sono stato fino all’ultimo con la squadra, ma poi non sono ce l’ho fatta. Adesso sto meglio, perché ho preso le medicine. Il problema che ho è sempre il solito ed è congenito. Ogni tanto mi capita di sovraccaricare troppo il muscolo e questi sono i risultati. E questo è quello che davvero è successo. Sono sempre stato corretto. Sono una persona spontanea e passionale. Il mio comportamento è conseguente alla mia personalità. Se quello che dico viene distorto smetto di parlare. Sono fatto così: preferisco chiudermi in me stesso, tacere e lavorare, senza fare proclami inutili. Se dico che voglio stare al Toro e chiudere la carriera qui è perché davvero lo penso. Tutto quello che viene detto di infangante e fasullo su questa società mi fa male. Ecco perché ho deciso che non parlerò più. E chiedo scusa se questo sarà considerato una mancanza di rispetto, ma preferisco tacere che vedere le mie parole sempre travisate. Ma io sono certo che arriverà il sereno dopo la tempesta. Sono sicuro che questo Toro risorgerà e io riuscirò a togliermi molto soddisfazioni».

ANCHE IENCA SMENTISCE - Stessa irritazione di Cairo e Sereni da parte di Ienca: «Prenderò provvedimenti anche io per l’accaduto. Non è successo assolutamente niente tra me e Sereni. Anzi, ultimamente ci siamo avvicinati molto per motivi personali e il nostro rapporto va molto al di là del campo. Ci frequentiamo anche la sera e siamo diventati ottimi amici».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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