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Torino, la svolta di Beretta arriva dalle ali

Torino, la svolta di Beretta arriva dalle ali
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© M. Dreosti
 
Il nuovo tecnico cerca più ampiezza e pretende concentrazione
TORINO, 12 dicembre - L’esordio sulla pan­china del Torino non sarà una passeggiata di salute per Ma­rio Beretta: il Sassuolo è forse il peggior avversario che il ca­lendario oggi gli potesse pre­sentare. Gli emiliani sono to­sti, organizzati, moralmente gasati da due vittorie consecu­tive contro avversari di un cer­to spessore (Padova e Reggi­na), e in trasferta ancor più te­mibili in virtù della loro capa­cità di aggredire e sfruttare gli spazi. Prova ne sia che nelle precedenti uscite fuori casa i neroverdi hanno perso una so­la partita, vincendone tre e pareggiandone quattro. Mai co­me stavolta l’imperativo cate­gorico dei granata dev’essere: primo non prenderle. E invece regalare una rete all’avversa­rio è una pecca che ha già contraddistinto in 6 partite su 8 il rendimento casalingo del Tori­no: con effetti nefasti sul risul­tato finale facilmente immagi­nabili. Morale? Una sola vitto­ria, due pareggi e tre sconfitte. Contro Padova, Modena e Cro­tone: tante, troppe, sicché s’im­pone un immediato cambio di marcia. Il Toro non può più perdere altro terreno dalla vet­ta, massimamente all’Olimpi­co: oggi, come non bastasse la pericolosità dell’avversario di turno, da battere ci sarà anche l’iniziale freddezza dei tifosi e quel quarto d’ora di sciopero minacciato dalle due Curve e dal Centro Coordinamento dei tifosi. Sarà ancor più difficile: però, in caso di successo, deci­samente più appagante.

ATTENTI A PIOLI - Dunque il Toro dovrà fare la partita, pro­vando a vincere senza però ri­schiare di perdere. Più testa che cuore e paradossalmente più difesa che attacco, nel sen­so che sarà il pacchetto arre­trato granata l’ago della bilan­cia. Intanto nell’arginare le in­temerate dell’undici di Pioli, tecnico che al Toro ha spesso impartito severe lezioni e quin­di arrecato grandi dispiaceri. Poi in fase di spinta i laterali difensivi granata dovranno as­sistere la mediana (dove Lovi­so è favorito su Gorobsov) e arrivare a fondocampo per sco­dellare al centro quei cross di cui Bianchi ha vitale bisogno per svettare come sa. Per im­primere questa svolta sulle ali è lecito credere che Beretta si affidi a Colombo e Rubin: il primo anche per mancanza di alternative (Rivalta è ko, Dia­na non è stato convocato per un forte torcicollo), benché più di ogni altro - esattamente co­me Rubin sulla corsia mancina - possegga quel passo, quella corsa che il ruolo impone. Cu­riosità a margine. Nell’allena­mento di ieri, nella brama di ben figurare, Pisano ha chiu­so Colombo con un intervento poco ortodosso, colpendolo in­volontariamente sul viso e sca­tenando così l’ironia salace, per quanto educata, di uno storico tifoso: «Vacci piano, Pisano: Co­lombo è l’unico terzino che ab­biamo, almeno tra di noi non facciamoci male...».

Stefano Lanzo
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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