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Petrachi: «Cairo non vuole vendere il Toro»

Petrachi: «Cairo non vuole vendere il Toro»
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© Foto Pegaso
 
Il ds granata: «Il presidente è entusiasta. Non sta smobilitando»
TORINO, 3 febbraio - Mentre il presidente del Torino Cairo se ne stava rintanato negli spogliatoi, il ds Petrachi parlava di un «gruppo rafforzato di sicuro già solo dal punto di vista motivazionale e caratteriale», sottolineava la «precisa strategia» che l’ha portato a scegliere di scaricare Di Michele e Loviso al Lecce «invece che ad altre formazioni di B», si augurava «l’inizio di un nuovo campionato dopo la rivoluzione del mercato» e negava di lavorare per un club in vendita: «Tranquilli, il presidente non sta smobilitando. Anche il fatto che sia venuto qui a salutare i nuovi giocatori è una prova di quanto è ancora legato al Toro».

Petrachi, lei dice che Cairo non sta smobilitando, però il fatto che non abbia speso un euro è indicativo. Neanche un mese fa prometteva di investire 2 o 3 milioni...
«Non ha speso perché non ce n’era bisogno. Non sono stato castrato, sul mercato non cercavo altre primedonne».
Ma se tra qualche mese tutto finisse male, potrebbe scattare il solito ritornello presidenziale: «Io ero pronto a comprare anche in serie A, però Petrachi preferiva giocatori di serie C...»
«Tra 2 o 3 mesi potrà succedere di tutto, pure che si dica che è solo colpa mia. Se non vi dispiace, però, adesso spero di aver sbagliato il meno possibile. Non so quanti avrebbero messo la faccia come ho messo io. Io ho carattere. E mi prendo le mie responsabilità al 100%».
Le fa onore. Ma interpretan­do i fatti, in molti pensano che Cairo abbia in pratica messo il Toro in vendita, anche se a parole lo nega.
«In questo mese non ho mai avuto la sensazione che Cairo volesse vendere il Toro. Mi è sempre stato al fianco, mi ha dato forza, abbiamo trascorso tantissimo tempo assieme. Con Colantuono si è pure formata una triade unitissima. No, Cairo non vuole smobilitare. Non credo che voglia vendere, abbiamo anche programmato molte cose per il futuro. Cairo con me ha mostrato un entusiasmo crescente. O meglio: ha addirittura ripreso a entusiasmarsi per il Toro. E io ho potuto operare sul mercato senza pensare troppo ai “fuori lista”. Cairo ha partecipato pure al pagamento degli ingaggi di alcuni giocatori in uscita. Un vantaggio per me, nonostante il lavoro immane».

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