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Torino all'assalto contro l'Albinoleffe

Torino all'assalto contro l'Albinoleffe
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© Foto Liverani
 
Colantuono cambia gli esterni per azzardare con... equilibrio
TORINO, 13 febbraio - Quel predicozzo con cui Stefano Colantuono ha chiuso l’ultimo allenamento ha toccato molte corde, ma sia­mo sicuri che una di queste si chiama “rischio”. L’allenatore ovviamente non deroga dall’e­quilibrio che la sua squadra deve avere, dall’uso dell’intelli­genza che è alla base di quasi tutte le vittorie, dall’organiz­zazione tattica che sa mitigare i limiti ed esaltare i pregi. Tut­tavia ha ben chiaro in testa che senza prendersi una ragio­nevole dose di rischi, nessuno può essere in grado di recupe­rare il tempo perduto. Se il To­rino non avesse “svaccato” tra dicembre e gennaio, raccattan­do quel minimo di punti ch’e­ra pacificamente nelle sue pos­sibilità (almeno 4 o 5), ora la trasferta contro l’AlbinoLeffe avrebbe potuto essere una di quelle occasioni in cui la prece­denza ce l’ha la prudenza: un pari, insomma, va più che be­ne. Invece, il distacco dalle zo­ne che contano, figlio della tempesta più che dal reale va­lore di quella squadra - quella ante-mercato o, se preferite, A.P.: ante Petrachi -, obbliga il Torino a tornare alla vittoria subito, e con continuità. Dun­que ad azzardare. Un azzardo calcolato, il più possibile vicino alla razionalità (per quanto appaia un ossimoro).

IL SUCCO - In quei 20 minuti di parole, Colantuono ha spie­gato pure questo. Della serie: Dobbiamo rischiare qualcosa, se vogliamo cambiare marcia. E più saremo bravi a sacrifi­carci, a sostenerci reciproca­mente, a essere concentrati, ci­nici, agonisticamente elevati e cattivi, tanto più quel rischio diventerà calcolato, magari controllato, forse minimo.

S­PECIALE C­ALCIO A 5 FORZA ARMA - E siccome Co­lantuono è un allenatore vero e con le palle, a quanto pare comincia dando il buon esem­pio, ovvero rischiando con ra­gionevolezza. Lui per primo medita fortemente di scarta­bellare il Torino oltre quanto già sia scartabellato da assen­ze pesanti. Manca Bianchi, colui il quale vale la metà dei gol segnati; manca Salgado, suo possibile sostituto; manca­no lo squalificato Rivalta e l’acciaccato Ogbonna in dife­sa; manca Coppola, elevato peso specifico di centrocampo. Ci si potrebbe attendere, allo­ra, una conferma in blocco di tutti gli altri. E invece no, Co­lantuono deve e vuole imporre il cambio di passo al Torino. E nell’ormai dogmatico 4-4-2 il passo te lo fanno cambiare gli esterni. Giocherà Filippo An­tonelli, che anche ieri ha pro­vato la catena di destra davan­ti a D’Ambrosio. Così come a sinistra, il tecnico ha testato il trenino Garofalo-Scaglia. Esiste ancora il ballottaggio, tra Gasbarroni e l’ex ala del Lumezzane, ma è probabile che alla fine Colantuono provi entrambe le novità subito, dal via. L’entusiasmo degli ultimi arrivati, oltre alle loro caratte­ristiche di ali vere, tatticamen­te regolari per il 4-4-2, è un va­lore aggiunto.

Leggi il resto dell'articolo sull'edizione di Tuttosport oggi in edicola Alberto Manassero
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • sfigato6513/02/2010 13:01:03
    FORZA ALBINOLEFFE ! ! !
     
     
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