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Cercasi salvaToro: comprarlo può essere un affare

Cercasi salvaToro: comprarlo può essere un affare
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© Foto Pegaso
 
Il club granata con enormi potenzialità è ora ai minimi storici
TORINO, 22 febbraio - La sconfitta in casa contro la Salernitana, ultima in classifica in B e con i piedi già in Lega Pro, rappresenta il risultato più brutto degli ulti­mi 50 anni del Toro, benché il Torino Football Club di Cairo non abbia nulla a che spartire con il passato (figuriamoci poi quello leggendario e glorioso) pur avendone ereditato il no­me e i diritti sportivi dapprima grazie al Lodo Petrucci e poi at­traverso l’acquisto all’asta, al Tribunale Fallimentare, del marchio, dei titoli e dei cimeli. Mai il Torino era sprofondato tanto in basso, pur godendo di due rigori a favore e malgrado ciò umiliato con tre gol (ma sa­rebbero potuti essere tranquil­lamente il doppio) da un avver­sario che non ha più nulla da chiedere, se non di finire il campionato con dignità. La sconfitta in casa contro la Sa­lernitana certifica il fallimento del presidente Cairo, da cui sinceramente ci si attende una sola decisione, a questo punto: quella di liberare il Toro, giac­ché nessuno lo obbliga a ina­nellare un fiasco dopo l’altro.

AFFARE GROSSO - Nei mesi scorsi, quale salvatore della pa­tria granata, Cairo aveva pa­ventato la minaccia di portare i libri contabili del club in Co­mune dal Sindaco, qualora si fosse definitivamente stancato di prendere insulti e spendere soldi per il Torino. Come dire: dopo di me, non ci sarà nessu­no. Da cui una tristissima de­duzione: o vi piace questa mi­nestra, oppure giù dalla fine­stra. Ebbene, siccome nessuna notte è così lunga da impedire al sole di rinascere, non credia­mo a questi scenari apocalitti­ci. Anche perché - e non è una provocazione - acquisire il Tori­no resta un affare da fare. Le motivazioni potrebbero essere molteplici, tuttavia per ora è più che sufficiente liofilizzare il concetto con 4, solari ragioni.

VALORE ECONOMICO -
Pur così in ambasce, il Torino resta - grazie al suo passato inteso come storia e come gloria, al suo bacino d’utenza, ai suoi tantissimi tifosi sparsi su tutta la Penisola - la sesta o la setti­ma società più importante d’I­talia. In virtù dei nuovi para­metri stabiliti dalla Lega Cal­cio, qualora il prossimo anno militasse in serie A il Torino non farebbe fatica alcuna a fat­turare 50 milioni, massima­mente attraverso il contributo dei diritti tv che premia pro­prio le società che hanno scrit­to le pagine più belle del nostro football. A beneficio dei neofiti, si consideri che la Fiorentina dei Della Valle - che pure di­sputa da tre stagioni la Cham­pions - non possiede ancora quel palmarès di cui invece si potrebbe onorare il presidente del Torino. Grazie a questo po­tenziale, il Toro non necessita di un mecenate: abbisogna so­lo di un imprenditore che non abbia la spocchia di credersi un fenomeno, ma si contenti di ge­stire il Torino con equilibrio, lo­gica e misura. A Cairo sarebbe bastato avere un minimo di competenza, ascoltando raris­simamente i suoi collaboratori a libro paga, per evitare di col­lezionare esoneri di allenatori e ds, e per non tesserare calcia­tori dallo scintillante passato ma dal nullo presente: in defi­nitiva, ingaggi inutili.

Leggi il resto dell'articolo sull'edizione di Tuttosport oggi in edicola Alberto Manassero
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Commenti

  • DRUGHI-TORINO23/02/2010 23:11:13
    Dai Cairo, non mollare....Fallo per noi....Il tuo bel faccione con su scritto: "Quest'anno ci divertiamo"....Beh che dire....Sei stato profetico....Grazie di cuore dalla Torino Bianconera......
  • dnajuve6523/02/2010 19:19:21
    C'è il macellaio sotto casa mia che....
  • remix122/02/2010 16:44:28
    Un affare no, un suicidio ...... forse.
  • 22/02/2010 16:22:14
  • Marcojuve189722/02/2010 15:16:27
    ke sfigati muahahahahahaha
  • papitoro22/02/2010 14:38:51
    Che Manassero, Venera, Bonetto la smettessero di scrivere articoli del genere modello GOSSIP, facciano i giornalisti.
    Rimpiango i vari Dardanello,Baretti,Caminiti,Panza,altro che de Paola,Jacobelli,stessa politica pseudo-giornalistica da Novella 2000.
    VERGOGNA
    PAOLO
     
     
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