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Colantuono prudente: «Toro, ora calma. Io resto in cantina»

Colantuono prudente: «Toro, ora calma. Io resto in cantina»
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© LaPresse
 
«Ci vogliono tre o quattro vittorie di fila perché cambi qualcosina»

TORINO, 7 marzo - Una vittoria pesante quella del Torino contro il Frosinone, arrivata grazie a una splendida tripletta di Bianchi. Colantuono però vuole tenere alta la concentrazione della squadra.

Colantuono, l’ultima volta che il Toro vinse in casa, a metà gennaio contro il Grosseto, lei disse: «Siamo ancora nello scantinato, al buio». E ora?
«Non è cambiato nulla, siamo sempre lì».

Però ora s’intravvede uno spiraglio di luce.
«No, restiamo al buio. Ci vogliono tre o quattro vittorie di fila perché cambi qualcosina».

Tre o quattro?
«Beh, sì... Non mi pare che sia­mo in zona playoff».

No, per questa settimana non ancora...
«Bbboni, stiamo calmi. Piedi per terra, non s’è fatto proprio nulla. Godiamoci questa meritata vittoria, ma con sobrietà. E poi da lunedì tutti di nuovo a capo chino a pedalare».

Siete stati più forti anche delle vostre solite amnesie.
«Ci siamo complicati un po’ la vita, è vero, però poi abbiamo rimesso in piedi la partita e legittimato la nostra vittoria al cospetto dell’avversario forse più difficile da affrontare in casa. Sulle ripartenze il Frosinone è pericolosissimo».

Sarebbe stato imperdonabile non vincere una partita così.
«Oh, ragazzi, ma che credete? In campo ci vanno pure gli altri, eh?! Gli abbiamo concesso il gol del pareggio e un’altra buona occasione, ma noi avremmo potuto fare sei o sette gol. L’errore ci sta... Suvvia, non stiamo sempre a guardare il capello».

Converrà almeno che potevate chiudere prima la partita, senza correre quel rischio al 41’ della ripresa?
«Sono d’accordo, ci mancherebbe. Ma la B è anche questa, chi sbaglia di meno vince: e noi abbiamo commesso meno errori del Frosinone».

A sprazzi, esprimendo pure un bel calcio.
«Ah, ve ne siete accorti, allora, che sappiamo anche giocare a pallone?! Sotto questo profilo è stata una bella vittoria, complimenti a tutti. E se permettete, per una volta vorrei parlare anche dei singoli, io che sono sempre restio a farlo».

Certo che permettiamo...
«Con tutto il rispetto per chi paga il biglietto e quindi ha diritto di esternare le proprie emozioni, mi sono sembrati un po’ ingenerosi quei fischi a Pià quando è uscito. Joao s’è sacrificato molto, ha giocato per la squadra, si è messo al servizio dei compagni: certo, avrebbe bisogno di segnare anche lui qualche gol, però dopo tanto correre non è facile, è comprensibile perdere quel pizzico di brillantezza sotto porta. Io sono soddisfatto della sua prestazione, davvero».

Globalmente tutto il Toro merita bei voti in pagella.
«Sì, anche i difensori hanno fatto bene: mi spiace solo per quelle due disattenzioni in cui abbiamo preso il pareggio e rischiato su Cariello».

È un limite su cui dovete ancora lavorare.
«Sì, ma se pensate che l’avversario non possa mai tirare in porta siete fuori strada. Bisognerebbe alzare un muro di cemento davanti a Sereni per non correre mai rischi. Noi abbiamo costruito sei o sette limpide occasioni per segnare, credo che nessuno possa mettere in discussione la legittimità del risultato».

Moriero lo ha appena fatto.
«Che ha detto Moriero?».

Che il Frosinone ha fatto la partita e ha giocato meglio.
«Ha detto davvero questo? Ma siete sicuri? Boh, avrà visto un’altra partita, come l’allenatore del Padova una settimana fa. Non voglio polemizzare con Moriero, per carità, ognuno la pensa a modo suo».

Torniamo al Toro: con un Leon così...
«Leo aveva fatto bene una settimana fa e l’ho confermato. Sia ben chiaro, a scanso d’equivoci perché non si sa mai: Leon ha giocato perché meritava, non perché si sia lamentato dopo la partita a Padova».

Conoscendo un po’ Colantuono non c’erano proprio dubbi: sulle scelte di formazione nessuno può metterci becco, con lei.
«Questo è poco ma sicuro».

Quindi bravo per aver azzeccato la mossa, schierando subito l’honduregno.
«Quando vinci le mosse sono tutte azzeccate. Dopo, però. Leo se sta bene per noi è un giocatore molto, molto importante».

Anche Genevier è apparso in netta crescita.
«Fisicamente sta meglio e quindi tutta la prestazione ne trae giovamento. Giocando, piano piano, può crescere ancora molto. E non solo lui».

Ha visto gli altri risultati?
«Li ho intravisti. Lo sapete, non guardo la classifica. Perché?».

Perché le sorprese non sono mancate neppure stavolta.
«Questa è la B, io non mi sorprendo più di nulla. Le partite sono tutte equilibrate, tutte difficili. Noi dobbiamo recuperare, siamo in ritardo. Poche chiacchiere e tanti fatti: solo a questo dobbiamo pensare».

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • IndomitoToro07/03/2010 21:45:18
    forzabianchi dal nick se sei tifoso del toro sono allibito, cmq non per essere contrario ma i due rigori erano netti.
    se poi vuoi dire il contrario bhe' vatti a fare una camminata
  • forzabianchi07/03/2010 20:16:45
    vergogna.....dopo i vostri pianti la media e' di 2 rigori a partita...vi piace vincere facile,o solo cosi ci riuscite? ladri.
     
     
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