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Torino, Leon in volo per il Sud Africa senza playoff

Torino, Leon in volo per il Sud Africa senza playoff
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© Foto Pegaso
 
A fine maggio l'Honduras lo chiamerà per il Mondiale
TORINO, 8 marzo - Stranamente sabato contro il Frosinone non è piaciu­to a tutti, ma gli artisti talvolta sono incompresi e che Julio Ce­sar Leon lo sia nessuno può ec­cepire nulla. L’honduregno ha nella testa intesa come fanta­sia, nelle gambe per la forza e nei piedi in quanto al talento il potenziale per fare autentica­mente la differenza, in serie B. Questo è un campionato che tecnicamente non gli appartie­ne, che magari gli può stare stretto e che certamente, nell’a­gonismo sempre esasperato, non favorisce l’espressione del­la sua qualità. Come tutti gli ar­tisti, poi, talvolta Leon si compli­ca un po’ l’esistenza da sé: la sua è un’esuberanza tracimante, forte come la personalità che or­mai connota la sua carriera. Leon non è mai banale, in cam­po e fuori non lo si può imprigio­nare dentro rigidi schemi. Sa­bato, seppur a intermittenza, talora magari cercando la gio­cata fine a se stessa, l’esterno centroamericano ha dimostra­to di poter essere un valore ag­giunto fondamentale per la ri­scossa del Torino. E Colantuo­no, sempre restio a commenta­re le prestazioni dei singoli, non ha certo faticato a sottolinearne la sostanziosa prova: «Leo se sta bene per noi è un giocatore mol­to, molto importante. Lui dà profondità alla squadra, sa at­taccare gli spazi, è imprevedibi­le », e via via di questo tenore, sciorinando le virtù del ragazzo.

DATE CONVOCAZIONE - Poiché la vis polemica e la vo­glia di essere sempre protago­nista l’avevano portato per ec­cesso di generosità a dolersi un po’ dopo la partita contro il Pa­dova da cui era partito dalla panchina, salvo poi cambiare in corso d’opera, con il suo ingres­so, l’inerzia del match, in virtù di tutto ciò Colantuono s’è pure premurato di aggiungere qual­cos’altro, ai complimenti: «Sia chiaro, a scanso d’equivoci. Leon ha giocato dal primo minuto perché se l’è meritato, non certo perché una settimana prima s’era lamentato». A fronte della prova di sabato è del tutto evi­dente che Leon si sia conquista­to un’opzione sulla titolarità an­che per la trasferta di Ancona. Quel che può preoccupare lo staff tecnico e in assoluto tutto il Torino è però un altro aspetto. Trattandosi di un nazionale, il club granata, per regolamento della Fifa, dovrà metterlo a di­sposizione dell’Honduras 14 giorni prima dell’inizio dei Mon­diali in Sud Africa. Poiché la pri­ma partita si giocherà l’11 giu­gno, certamente per il regola­mento Leon dovrà saltare l’ulti­ma gara di campionato dei gra­nata. E di conseguenza anche i playoff, ammesso e non conces­so che per il Toro ci sia un’ap­pendice di stagione (la speranza di promozione diretta è tornata a lievitare, ma bisogna dirlo sot­tovoce). In linea ipotetica, l’Hon­duras potrebbe chiedere al Tori­no una disponibilità straordina­ria: ossia avere Leon già a metà maggio, quando la sua naziona­le terrà lo stage di preparazione ai Mondiali in Germania. I buo­ni rapporti tra il club di Cairo e la Federazione centroamerica­na potrebbero anche trovare una soluzione accomodante, a patto che il giocatore sia a di­sposizione di Colantuono perlo­meno sino alla penultima parti­ta della regular season, a Man­tova. Più complicato sarà inve­ce trattare per averlo addirittu­ra fino all’incontro del 30 maggio, in casa col Cittadella: potenzialmente, 2 gare decisive o per la promozione diretta o per l’accesso ai playoff.Marco Bonetto
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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