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Toro, anche Gorobsov finisce ko!

Toro, anche Gorobsov finisce ko!
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© LaPresse
 
Col Cesena avanti col 4-4-2, D’Ambrosio a sinistra
TORINO, 17 aprile - «Guai a mollare», dice Colantuono che non vuole sentire parlare di ali­bi. Però è anche vero che la sfortuna non lascia tregua al Torino. Il tecnico granata recupera Zoboli, proverà a portare, nella migliore del­le ipotesi, Rubin in panchi­na, ma deve fare i conti con un problema al giorno. In settimana ha dovuto dare forfeit Antonelli: l’esterno, come previsto, non è convo­cato ed è confermato che re­sterà fermo tra le due e le tre settimane. Una tegola alla quale si è aggiunta ieri la notizia di un problema fi­sico per Gorobsov: il giova­ne regista ha partecipato all’inizio dell’allenamento, durante la quale ha poggia­to male la caviglia, che si è gonfiata. Si è subito ferma­to, tant’è che nella seconda parte, negli esercizi di tatti­ca, in coppia con Coppola c’era Belingheri. Gorobsov non risulta perciò nella li­sta dei convocati, come an­nunciato dal sito internet del club granata, però si è ugualmente unito al ritiro con la squadra: molto diffi­cile possa recuperare, dun­que è assai probabile che l’italo- argentino possa in questa occasione accomo­darsi in tribuna.

OGBONNA AL CENTRO - Le defezioni (ricordando an­che l’assenza pesante di Ga­rofalo e quella altrettanto importante di Pestrin per squalifica) obbligano Colan­tuono a scelte più o meno ob­bligate. A meno di possibili cambiamenti tattici dell’ul­tima ora, è piuttosto proba­bile che il Torino vada avan­ti con l’ormai collaudato 4­-4-2, il sistema di gioco più utilizzato da quando Colan­tuono è tornato sulla pan­china granata (e da quando il ds Petrachi ha rivoluzio­nato la squadra con il mer­cato di gennaio). Gli inter­preti non saranno, salvo sor­prese, molto diversi da quel­li di martedì, contro il Pia­cenza. Non ci sarà Rubin a sinistra, si diceva. E allora D’Ambrosio, che come dice Colantuono « avrebbe biso­gno di rifiatare ma stringe i denti», andrà a sinistra, ruo­lo che ha già ricoperto in passato («può giocare sia su una fascia sia sull’altra», ha spiegato il tecnico): nell’e­mergenza non si può fare al­trimenti. Anche perché l’u­nica alternativa sarebbe spostare Ogbonna a sini­stra: possibilità che peraltro Colantuono non ha mai pro­vato in settimana (anche ie­ri Ogbonna in allenamento ha formato con Loria la pro­babile coppia titolare di cen­trali, con Rivalta terzino de­stro). E poi perché l’allenato­re granata dovrebbe rivolu­zionare la linea difensiva, spostando quello che è al momento il suo centrale più in forma? Ecco allora che il Torino arriva a quest’ap­puntamento cruciale della stagione con poche alterna­tive, ma, per detta di Colan­tuono, «in buone condizioni a livello fisico». Da Leon e Gasbarroni ci si attendono i cross e le giocate per le due punte Bianchi e Pià. E che Genevier e Barusso siano diga in fase di copertura e fionda nel momento di ri­partire. E la panchina? Di­pende da Rubin: se non ce la fa, andrà D’Aiello assieme a Zoboli. Con Coppola (prima alternativa tra i mediani), è probabile che si siedano Scaglia e due attaccanti co­me Salgado e Arma. A me­no che Colantuono, per pre­murarsi, decida di rinuncia­re a una punta (in quel caso il più “sacrificabile” è Arma) per inserire un altro centro­campista, magari con carat­teristiche offensive come Be­lingheri.

Marco Bonetto
Stefano Lanzo
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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