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Colantuono deve cambiare: prove tecniche per il Toro 2

Colantuono deve cambiare: prove tecniche per il Toro 2
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© M. Dreosti
 
Infortuni e squalifiche: gerarchie azzerate, posti da meritare
TORINO, 20 aprile - Stefano Colantuo­nodice: «Bisogna vincerle tut­te ». Una volontà che non gli è mai mancata, a mancargli so­no stati i mezzi per compierla. E ora, a sei giornate dalla fine e con un piede fuori dai playoff, quella stessa volontà diventa un imperativo catego­rico, dunque un’imposizione della realtà, nei fatti. Proprio mentre la sua già corta coper­ta viene vieppiù tarlata da infortuni e squalifiche. Saran­no quattro i giocatori granata fermati dal giudice sportivo: Loria, Rivalta, Barusso e Bianchi. Mentre Antonelli rimane tra gli indisponibili certi, Garofalo è da valutare ma a tutt’oggi sembra azzar­dato un suo impiego e pure Gorobsovè un punto interro­gativo. Dunque a Crotone, per una partita che sa di ultima spiaggia, il Torino sarà un’in­venzione al momento ancora tutta da progettare. Cosa farà Colantuono? La domanda, a cinque giorni dalla partita, non può trovare risposte defi­nite e ancor più definitive. Si può rispondere invece su cosa farà in questi giorni, l’allena­tore granata, per darsi una ri­sposta all’identica domanda: che farò a Crotone?

ESTERNI CERCANSI - Per capire, innanzi tutto bisogna riflettere sulle risposte che hanno dato le ultime uscite del Toro. Arrivati a un passo dal secondo posto, dopo una faticosa e nervosa rincorsa, i granata si sono piantati. Si sono piantati per usura (e l’in­voluzione dello spremutissi­mo D’Ambrosio ne è fedele testimonianza), ma pure nel momento in cui sono venuti a mancare Garofalo, Pestrin e Antonelli: tre degli elementi che tatticamente e agonistica­mente hanno cambiato la squadra. Senza la personalità e l’intelligenza del mediano, senza la spinta e la sagacia tattica del terzino sinistro, senza l’equilibrio e la gamba dell’esterno destro il Torino è tornato quell’insipido né car­ne e né pesce dominato da una confusa incostanza. Ma, condannato a vincere, ha do­vuto rischiare proseguendo ­anche per le assenze - con il 4­-4-2 pur senza avere gli inter­preti: con Gasbarronie Leon adattati a esterni di centro­campo, la squadra di Colan­tuono si è più sovente trovata in verità a boccheggiare den­tro uno squilibrato dunque tatticamente oneroso 4-2-4. In sostanza, le ultime partite hanno confermato che il Toro non può permettersi - se non in particolari e circoscritte si­tuazioni - la contemporanea presenza in campo di Gasbar­roni e Leon. I due, come ester­ni del 4-4-2, sbilanciano la for­mazione, mandano in crisi i due mediani (in perenne infe­riorità numerica rispetto agli avversari) senza per questo garantire un’effettiva supe­riorità offensiva, senza fare la differenza: quali e quante praterie hanno avuto i grana­ta per incidere il contropiede e abbattere il Cesena? Sulle alternative casca l’asino, però. Antonelli non c’è, Statella e Scaglia - quando chiamati in causa - non hanno offerto ga­ranzie sufficienti per una squadra costretta agli straor­dinari, prim’ancora nervosi che atletici. Che fare?

ESAMI PER TUTTI - In que­sta settimana Colantuono an­cora una volta azzererà tutte le graduatorie, il motto è: fate­mi vedere cosa sapete fare, convincetemi di meritare fidu­cia e posto. Sul piano tattico la volontà di continuare con il 4-4-2 cozza con le assenze (di Antonelli, Rivalta e probabil­mente di Garofalo) oltre che con i suddetti limiti di ordine tattico; la possibilità di passa­re a un 4-3-3 invece sbatte con l’esiguità degli interpreti di mezzo, rientra Pestrin ma manca Barusso e la disponibi­lità di Gorobsov non è certa. Le scelte saranno prese all’ul­timo, i disponibili possono tut­ti quanti puntare a un posto. Addirittura Colantuono in questi giorni potrebbe prova­re D’Aiello in qualità di terzi­no destro, pur essendo stato ingaggiato come centrale: se il giovane difensore si dimo­strasse affidabile sulla fascia, il tecnico potrebbe puntare su un 4-4-2 più equilibrato con Gasbarroni a sinistra davan­ti a Rubin e D’Ambrosio avanzato a destra (in tutti i casi dietro è scontata la cop­pia Ogbonna-Zoboli). Lo stesso discorso vale per Sca­glia e Statella: possono pren­dersi una maglia da esterni, se convinceranno Colantuono nei prossimi allenamenti. In attacco è apertissimo il ballot­taggio Arma-Salgado per so­stituire Bianchi. Altra soluzio­ne prevede invece un 4-3-3: mediana con Genevier- Pe­strin- Coppola (o Gorobsov se recuperasse), attacco con Pià da un lato, Arma o Salgado in mezzo, Gasbarroni o Leon dall’altro. Concludendo, come direbbe Colantuono: fatemi vedere cosa sapete fare.
Alberto Manassero
Piero Venera
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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