Tuttosport

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Salgado: «Toro, ho solo iniziato a sdebitarmi»

Salgado: «Toro, ho solo iniziato a sdebitarmi»
Vota l'articolo
Si
-
No
-

© LaPresse
 
Porte aperte per i tifosi alla Sisport. Finisce anche il silenzio stampa
TORINO, 3 maggio - Contro il Gallipoli il Torino ha finalmente trovato Salgado e - soprattutto grazie al gol del cileno che ha sblocca­to il match - ritrovato la vitto­ria dopo quattro partite senza successo. Al di là della debolez­za di un avversario martoriato da vicende societarie incredibi­li, con una quotidianità capace ogni giorno di stupire però mai con una bella notizia, l’undici di Colantuono (nella circo­stanza squalificato, pur gui­dando i suoi dalla tribuna) ha riacciuffato - in attesa del po­sticipo di stasera tra Empoli e Brescia - un posto nei playoff. Ma ciò che più conta s’è lascia­to alle spalle i rimpianti e i tor­menti della frenata di aprile, riproponendosi con quello spi­rito vincente e convincente che aveva connotato la riscossa del Torino nel girone di ritorno. A quattro giornate dal termine della regular season - con quat­tro punti da recuperare al Ce­sena e al Sassuolo e quattro squadre che comunque la pre­cedono in classifica per conqui­stare il secondo posto che vale la promozione diretta - pensa­re alla serie A resta una mis­sione credibile e possibile mas­simamente attraverso l’appen­dice dei playoff. Però è altret­tanto innegabile che lo spar­tiacque del campionato del To­rino sarà sabato.

COLANTUONO Bianchi e compagni saranno attesi a Mo­dena dal Sassuolo, che tra le altre cose ha già battuto i gra­nata all’andata pertanto gode del vantaggio negli scontri di­retti. Ebbene, con un successo del Torino la classifica certa­mente si accorcerebbe molto e a quel punto gli scenari potreb­bero clamorosamente riaprir­si. Il calendario, infatti, offri­rebbe ai ragazzi di Colantuono l’opportunità di chiudere il tor­neo vincendo tutte le restanti tre partite: e a 70 punti non sa­rebbero comunque in tante, dietro al Lecce virtualmente già promosso adesso. Dentro al Torino lo sanno benissimo, pur se la prudenza induce all’o­stentazione del profilo basso. Colantuono, intervenuto ieri su Radio Deejay, ha preferito porre l’attenzione sulla riaper­tura dei cancelli della Sisport, invitando i tifosi a sostenere la squadra sin dalla ripresa odierna degli allenamenti. «Mi fa piacere - ha detto il tecnico - aver regalato alla nostra gente una bella vittoria, tantopiù in una settimana delicata e per il club sempre molto importante poiché si onora la memoria di quella fortissima squadra che fu il Grande Torino».

«RITROVATI» Sin dopo la partita di sabato, già il ds gra­nata Petrachi aveva anticipa­to l’interruzione del silenzio stampa e la volontà di riaprire le porte per la visione degli al­lenamenti. «E’ una decisione del presidente - ha puntualiz­zato Petrachi - così i nostri tan­ti tifosi potranno incitare da vi­cino la squadra. Ci aspettano quattro battaglie, le affronte­remo a testa bassa, con la giu­sta mentalità: senza paura, con grande orgoglio e provando a imporre il nostro gioco pro­prio come s’è fatto contro il Gal­lipoli ». Dove in effetti, per la prima volta in tutta la stagio­ne, al Torino sono bastati i pri­mi 24 minuti per chiudere il match e vincere la partita: di norma è accaduto l’esatto con­trario. Oltre a Rubin, celebra­to qui sotto, protagonista della vittoria è stato appunto Salga­do, una delle scommesse di gennaio su cui Petrachi ha sempre ostinatamente credu­to, malgrado le avversità: «Ma­rio può essere un giocatore molto importante per il Torino, mi auguro e gli auguro che sia così. Sa giocare come prima punta e si adatta bene come spalla di Bianchi, è un ecletti­co e questa duttilità rappre­senta un valore aggiunto. Sal­gado ha anche temperamento: pur avendo preso una botta fortissima al ginocchio, dal campo mi implorava di non es­sere sostituito perché avrebbe voluto segnare un altro gol. In effetti c’è anche riuscito, solo che l’arbitro gliel’ha annullato per fuorigioco. Siamo tutti con­tenti per lui: ha trascorso un periodo molto molto sfortuna­to, prima con l’infortunio al gi­nocchio poi con il terribile ter­remoto che ha colpito il suo Paese. Ora finalmente è pron­to per dare anche lui il suo con­tributo al Torino». E Salgado, ragazzo di cuore, non vede l’o­ra di sdebitarsi in campo, dopo averlo già fatto a parole: «Non dirò mai a sufficienza grazie al­la società, al tecnico, ai compa­gni, alla gente del Torino. In un momento terribile della mia vi­ta ho trovato persone che mi hanno voluto davvero bene, ri­spettandomi come uomo pri­ma ancora di considerarmi un giocatore. Ho imparato di più nelle due settimane trascorse in Cile dopo il terremoto che in tutto il resto della mia vita. Ho visto cose che non dimenti­cherò mai. Sono ancora scon­volto se ripenso ai miei genito­ri, nella nostra casa allagata, piegati con l’acqua fino alle gi­nocchia ma non intenzionati ad andare via. Ora il mio com­pito è ripagare il Torino della fi­ducia che mi ha concesso, e farò di tutto per riuscirci».

Piero Venera
 
 
 
 
 
 
 
 
 

CORRELATI

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Commenti

  • Nessun commento.
 
Per poter inserire un commento/articolo devi essere registrato
Esegui il LOGIN o, se non l'hai ancora fatto, REGISTRATI
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
I più visti

I più visti

 
Vai all'archivio dei più visti
 
I più votati

I più votati

 
Vai all'archivio dei più votati
 
I più commentati

I più commentati

     
    Vai all'archivio dei più commentati
     
     
     
     
     
     

    SHOPPING KELKOO