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Il Torino perde i pezzi: la difesa è da inventare

Il Torino perde i pezzi: la difesa è da inventare
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© Foto Liverani
 
Nella semifinale playoff più di metà dei titolari daranno forfait
TORINO, 26 maggio - Primo, non pren­derle: un adagio che, spe­cialmente nell’universo pallonaro, non passa mai di moda. In particolare si tra­sforma in comandamento quando ci si gioca tutto in un doppio scontro diretto, a maggior ragione quando non puoi contare sul fatto­re campo dovendo fare i conti con una classifica peggiore rispetto a quella delle avversarie. Il Torino si troverà tra una settima­na in questa situazione: a giocarsi l’andata della se­mifinale playoff quasi cer­tamente in casa, con l’obiet­tivo ( che diventa una ne­cessità) di vincere, magari segnando più reti possibili. E possibilmente, appunto, non prendendone, in modo da affrontare con maggiore serenità il ritorno in tra­sferta. L’operazione, già di complicata riuscita, diven­ta ancora più difficile do­vendo fare i conti con le no­tizie che arrivano dall’in­fermeria. Tutti i reparti so­no incerottati, ma uno preoccupa più degli altri: la difesa.

DOPO IL 2 GIUGNO - L’ulti­mo ko, in ordine di tempo, è quello che riguarda Ogbon­na. Il Torino, a conti fatti, può tirare un sospiro di sol­lievo perché la stagione del centrale non è ancora fini­ta. E questo è già un punto di partenza: lo spettro del­lo stiramento è scongiura­to dall’ecografia effettuata ieri, dato che l’azzurrino ha riportato, secondo referto medico ufficiale da comuni­cazione sul sito del club, «una elongazione del bicipi­te femorale sinistro » . In so­stanza, uno stop di una de­cina di giorni dopo aver sentito tirare la gamba do­menica a Mantova: il che significa da una parte peri­colo scampato, ma dall’al­tra rappresenta una tegola. Perché Ogbonna quasi cer­tamente ( a meno di un au­spicabile recupero lampo) salterà la sfida del 2 giu­gno, quella sulla carta più delicata perché da vincere a ogni costo: e poi il difenso­re dovrebbe rientrare, ma bisognerà valutare in quali condizioni, anche perché forzare il recupero potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio. Un vero peccato, dal momento che Ogbonna, specialmente nelle ultime settimane, ha dimostrato di essere il centrale più affi­dabile, oltre che più talen­tuoso della squadra ( tanto da attirare emissari di club inglesi in tribuna all’Olim­pico in svariate occasioni): senza l’Angelo granata sarà più difficile.

COME A PISA - Ad aggrava­re la situazione del reparto arretrato sono le condizio­ni di altri uomini chiave. Uno su tutti: Sereni. Il por­tierone, che si è procurato una lesione al retto femora­le sinistro contro il Vicen­za, continua la sua riabili­tazione lavorando alla Si­sport e sottoponendosi a cure: la speranza di Colan­tuono così come dei tifosi è che Matteo possa bruciare i tempi di recupero e magari riuscire a rientrare per la finale dei playoff, sempre che i suoi compagni riesca­no a regalargliela ( e pure a regalarsela). Un altro gio­catore in lotta contro il tempo per tornare è Garo­falo: il terzino è un cardine del Torino e la sua assenza prolungata sta costringen­do Rubin ( peraltro diffida­to e a rischio squalifica) a fare gli straordinari. La so­cietà sta cercando in tutti i modi di rimetterlo in sesto dopo i problemi muscolari e la ricaduta. La metodolo­gia di Petrachi è la stessa dei tempi del Pisa, come quando fece curare Zoppet­ti con eccellenti risultati: Garofalo è prima andato a Lecce per lasciarsi “ mani­polare” dal fisioterapista Massimiliano Greco e adesso è a Giulianova per lavorare sul definitivo rien­tro in piena forma e di con­seguenza in squadra.

ARMA IN RECUPERO - Qualcuno, in difesa, avreb­be estremo bisogno di ripo­sare o quantomeno di esse­re gestito. Si tratta di D’Ambrosio, che domenica è uscito dal campo per crampi sotto il sole di Man­tova. Per evitare guai, an­che il terzino andrebbe am­ministrato con estrema at­tenzione. Qualche piccola notizia positiva però c’è e riguarda l’attacco. Nell’al­lenamento di ieri (con i tito­lari a svolgere una seduta defaticante, a eccezione di Antonelli e dello squalifi­cato Pestrin) si sono rivisti Arma e Salgado. E hanno dato segni di ripresa, in particolare il marocchino che ha lavorato con il grup­po. Il cileno invece, dopo una prima parte con il re­sto dei compagni, si è eser­citato da solo con la palla, però sembra in graduale recupero. Allenamento que­sta mattina a porte aperte per i tifosi alla Sisport ( a partire dalle ore 10.30).
Stefano Lanzo
Piero Venera
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • marconovara26/05/2010 21:04:25
    meno male speriamo passi il cittadella FORZA CITTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
  • evilspiteful26/05/2010 16:19:45
    Certo credere di venire in serie A dopo il sospetto di illecito sportivo di alcuni giocatori del Toro, più i ripetuti presunti infortuni di giocatori determinanti, ripetute squalifiche di giocatori determinanti in momenti topici.. I tifosi granata si aspettano di assistere a playoff allucinanti dove con formazione ampiamente rimaneggiata assisteremo a scene del tipo R.Bianchi che non vuole segnare o Gasbarroni che cerca la soluzione più improbabile, ma in che mani è finito il nostro Toro?
     
     
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