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Mercato, le rivali non vogliono rinforzare il Torino

Mercato, le rivali non vogliono rinforzare il Torino
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I granata puntano Carobbio ma la concorrenza sembra alleata
TORINO, 3 gennaio - «Ne prenderò come minimo quattro», ha promesso il presidente Cairo sintetiz­zando le strategie del Torino per il calciomercato che da sta­mane apre i battenti. Lecito credere che saranno ben di più, perché la comunicazione del presidente è sempre molto prudente, così poi da stupire con risultati superiori alle at­tese. Nella circostanza, tutta­via, il Torino - quindi Cairo, e giù a cascata Petrachi e sotto di lui tutti i suoi collaboratori - dovrà sorprendere con la qualità, non con la quantità. Proprio perché non servono ri­voluzioni ma mirate e centra­te correzioni, la morale strin­gente è liofilizzata in due paro­le: vietato sbagliare. Non è più un mistero che al Toro servono un terzino destro; un centro­campista d’ordine: se di piede mancino, meglio ancora; alme­no un forte esterno offensivo («che faccia anche gol», ha spe­cificato Cairo); e una seconda punta. Poi, se le circostanze lo permetteranno, (e questo di­penderà dal numero delle ope­razioni in uscita: oggi Cofieva al Piacenza e Diana è vicinis­simo al ritorno nel Bellinzo­na), il ds Petrachi potrà imple­mentare l’organico di Lerda con elementi giovani e di pro­spettiva purché non rientrino nella lista dei 19 giocatori da riconsegnare alla Lega di se­rie B alla fine del mercato. Per intenderci calciatori Under 1990, come Lazarevic: il qua­le ha già saputo dimostrare di reggere benissimo la catego­ria, pur essendo al primo vero anno di professionismo. A tal proposito ai granata è già sta­to proposto Stefano Pettinari, classe 1992, esterno offensivo del Lecce ma cresciuto nella Roma (e anni fa già nel mirino dell’Arsenal), e restano sotto osservazione il regista viola Romizi (ma ora nella Reggia­na) e l’eclettico centrocampista greco Tachtsidis (del Genoa pur se sinora in prestito al Ce­sena). Cesena, per inciso, che spinge col Toro per un ritorno in granata di Malonga spe­rando (però invano) in uno scambio con Iunco.

IL PORTAFOGLIO - I nuovi rinforzi saranno dunque più di quattro, ma resta tutto da sco­prire il livello, il pedigree. E sic­come nessuno al mondo rega­la nulla è evidente che la qua­lità dipenderà dai denari inve­stiti: se uno vuole Giaccheri­ni va dal Cesena e gli offre 4 milioni, o almeno 2 per la com­partecipazione, ammesso e non concesso che ai romagno­li interessi. Diversamente, pe­rorando la tradizione del mer­cato low cost, si continuerà a vivere di pane, amore e fanta­sia. C’è chi dice che il mercato in entrata del Toro sarà fatto con i proventi della cessione di Ogbonna, per il quale Genoa e Napoli - pur non avendo al­cuna intenzione di alimentare un’asta - stanno facendo il lo­ro gioco. Il patron rossoblù, Preziosi, si fa forte della car­ta Lazarevic, potendo offrire a Cairo la metà del cartellino dello spumeggiante esterno sloveno. Dall’altra il presiden­te De Laurentiis tratta l’ac­quisizione di Ogbonna a titolo definitivo, mentre il Genoa ve­drebbe con maggior favore una compartecipazione. Dopo­diché l’unico a poter rassicura­re i tifosi del Toro sull’eventua­le reinvestimento del tesoretto maturato con Ogbonna è Cai­ro: ma con grande abilità il presidente ha eluso la questio­ne, sicché resta tutto da dimo­strare che il budget a disposi­zione di Petrachi possa essere corroborato (se non proprio ge­nerato) dall’eventuale sacrifi­cio (e straordinaria plusvalen­za) di Ogbonna.

«NO, AL TORO NO» - E un al­tro ostacolo per Petrachi è sta­to poi eretto dalla concorren­za. Le rivali non vogliono rafforzare il Toro e quindi sono sorde a ogni richiesta dei gra­nata. Qualche esempio? Il To­ro ha chiesto il mediano Ba­sha e l’esterno Leonardo Pet­tinari all’Atalanta e in cam­bio ha ricevuto due no. E col Siena analoga risposta è arri­vata per Carobbio, uomo d’or­dine e di sostanza, centrocam­pista mancino, da sempre ap­prezzato da Petrachi. Carob­bio ha smarrito il feeling esti­vo che aveva con l’allenatore Conte, dal Siena ammettono che possa partire, salvo però aggiungere: «L’unica cosa cer­ta è che non lo daremo al Toro o all’Atalanta». E così anche ri­schia di accadere con Ghezzal, in comproprietà tra Bari e Siena: per i toscani è meglio che il franco-algerino resti in Puglia. Analogamente non devono stupire la concor­renza serrata e le manovre di disturbo per Antenucci e Bertani, o il comune apprez­zamento per l’argentino Pel­lerano, già sondato da Torino, Atalanta e Siena. Non siamo che all’inizio, deve ancora suc­cedere tutto: però se le pre­messe sono queste,nonostan­te l’inverno, sarà un gennaio caldissimo.


Piero Venera
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • pulici6603/01/2011 19:38:40
    ERAVAMO ..... CARO SILVANOBIS. ERAVAMO.....PURTROPPO......BEI TEMPI......
  • SilvanoBis03/01/2011 14:54:49
    Buon Anno a tutti,per quanto riguarda la concorrenza con Atalanta,Cesena,Siena ecc.nel mercato riparatore di Gennaio 2011,mi fa solo Ridere.Noi Siamo il Toro" Cordiali saluti a tutti i Fratelli Granata. Silvano di Bari
     
     
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