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Pagano: «Torino, tranquillo: sono io il tuo jolly»

Pagano: «Torino, tranquillo: sono io il tuo jolly»
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© LaPresse
 
L’esterno passa al Toro a titolo definitivo, Belingheri va al Livorno
TORINO, 29 gennaio - A qualcuno potrà sembra­re strano, perché il Torino, da qual­che tempo a questa parte, aveva abi­tuato i propri tifosi a trattative infi­nite, complesse, a volte addirittura sofferte. Mai un affare lampo, con­sumato in poche ore. E invece sta­volta il Torino ha stupito tutti: ope­razione cotta e mangiata, con Luca Belingheri a cercare il rilancio a Li­vorno e Biagio Pagano a rinforzare il reparto esterni granata. «Un’ope­razione che fa felice tutti», è il com­mento da Milano del ds Petrachi. E di motivi per essere soddisfatto ne ha: uno scambio alla pari, con l’im­portante novità del passaggio a tito­lo definitivo (contratto fino al 2013) per entrambi. Del resto il valore di mercato dei due giocatori è di fatto simile, così come l’ingaggio (attorno ai 270 mila euro netti a stagione).

IL BLITZ DEI PRESIDENTI - Si di­ceva trattativa flash, portata avan­ti dai direttori sportivi dei due club (Petrachi per il Toro, Signorelli per il Livorno) nella giornata di giovedì, poi definita nella mattinata di ieri nell’hotel milanese del calciomerca­to dai presidenti. Da una parte Cai­ro, dall’altra Spinelli: una stretta di mano e il gioco è fatto, a maggior ra­gione avendo il doppio apprezza­mento all’operazione da parte di en­trambi i giocatori e i rispettivi en­tourage.

«GAMBA E GRINTA» - Tutti conten­ti, dunque. Belingheri avrà l’occasio­ne di guadagnarsi più spazio in una squadra ambiziosa, che punta alla serie A come il Torino. Dopo un an­no e mezzo tra alti e bassi, il tre­quartista bergamasco, che era stato l’investimento granata più oneroso nel mercato estivo del 2009, saluta. Al suo posto arriva un giocatore di­verso, probabilmente ora come ora più funzionale al progetto tattico di Lerda. Perché Pagano, come spiega Petrachi, «è un esterno versatile, può giocare a destra come a sinistra. E’ pure funzionale in un eventuale 4-3-3, come attaccante esterno. Con il ragazzo ho parlato, l’ho sentito molto carico: ha gamba, grinta, quel­la cattiveria agonistica che per noi è molto importante. Lo seguivo da tempo». Pagano è un destro natura­le, ma particolarmente eclettico. Per Lerda rappresenta un’alternativa preziosa, a maggior ragione non avendo ancora la percezione di quanto tempo servirà per poter schierare Gabionetta (ammesso di poterlo schierare, un giorno...).

IL NUMERO: 77 - Pagano era già stato rincorso in estate: ne aveva da­to notizia Tuttosport, il 3 luglio. L’e­sterno era svincolato dalla Reggina, Petrachi lo voleva, ma alla fine virò su altri obiettivi. E Pagano finì al Livorno. Ma evidentemente il desti­no doveva unire il calciatore tosca­no ai granata. Aveva appena decli­nato l’offerta del Frosinone, ma al Toro proprio non poteva dire di no. All’ora di pranzo le firme, e poi il viaggio verso Crotone: così Pagano ha raggiunto il ritiro calabrese in tarda serata e si è unito alla squa­dra. Entusiasmo e felicità, come tra­spare chiaramente dalle parole ri­volte agli amici che l’hanno chiama­to e ai suoi nuovi dirigenti: «Che bel­lo, sono molto contento di essere qui. Il Toro è una grande occasione per me, non vedo l’ora di mettermi a di­sposizione, se il tecnico vuole posso giocare subito: sarebbe un bel rega­lo, festeggio il compleanno. Vorrei di­ventare il jolly del Toro, non delu­derò». Le curiosità: Pagano ritrova Bianchi, con il quale è calcistica­mente cresciuto nel prolifico vivaio dell’Atalanta. E ha già scelto il nu­mero di maglia: è il 77. Pagano sa­rebbe già pronto per giocare: non ha nelle gambe nemmeno un allena­mento con il Torino ed è dunque pro­babile che oggi pomeriggio sarà se­duto in tribuna allo Scida. Però Ler­da sa di poter contare su di lui e di avere la possibilità, in caso di im­provvisa emergenza, di portarlo in panchina.

IUNCO LUNEDI’ SI OPERA - Il mercato del Torino potrebbe non fi­nire qui. Ma le entrate sono inevita­bilmente legate alle possibili par­tenze. I principali indiziati sono Obodo (c’è la pista Brescia ma non solo), Filipe ed eventualmente Ste­vanovic: il Torino può ragionare at­traverso la politica del “baratto”. Con Masucci al Frosinone, resta l’i­potesi D’Alessandro. Ma, appunto, si può intervenire tramite uno scambio. Un altro giocatore può ser­vire, considerando che Iunco, come già scritto, lunedì si opera per risol­vere il problema di ernia del disco. E chissà quando tornerà, ammesso che il suo campionato non sia già terminato.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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