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Lerda, se non vinci ora rischi anche tu

Lerda, se non vinci ora rischi anche tu
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© Foto Pegaso
 
Dopo il mercato Cairo pretende un immediato rilancio del Toro
TORINO, 3 febbraio - Da lunedì sera, chiusura del mercato ancora calda, si versano spumantini e gazzose sulle operazioni gra­nata. E’ gloria vera, felicità au­tentica, o piuttosto quella pia­cevole, piena euforia sprigiona­ta nell’animo umano dallo scampato pericolo? Un po’ l’u­na e un po’ l’altra. Una media­zione consigliata non solo dal buonsenso. Credere che adesso il Torino sia un bolide ci pare un filino esagerato: piuttosto, adesso il Torino è stato comple­tato con un minimo di logica e al contempo di varietà tattica. Il che è positivo almeno quan­to è delatorio in merito all’ina­deguatezza estiva, quando l’or­ganico rimase monco. E monco proprio di quegli elementi ca­ratterizzanti il gioco che si sa­rebbe dovuto sviluppare, aven­do scelto Lerdacome allenato­re. Positivo, dunque, il mercato quantomai riparatorio. Ma la potenza euforizzante a questa positività la fornisce lo scam­pato pericolo, ovvero quella che per molti era ormai un’amara certezza: che Cairo avrebbe sacrificato, sull’altare di un bi­lancio sempre più in rosso per il secondo, forzato campionato consecutivo in serie B, almeno uno dei pezzi pregiati: Ogbon­na o Bianchi. E, infatti, su questa anomalia si basa ogni eventuale apertura di credito nei confronti del presidente. Una sorpresa non soltanto per i più severi suoi censori. Cairo che compra, anche alla luce dei risparmi estivi e attuali su­gl’ingaggi, ci può stare: Cairo che rinuncia a vendite pluri­milionarie ci sta assai meno. La volontà di recuperare il ter­reno, di non farsi scappare la promozione, di allestire una formazione da rimonta sono assai più solide, reali di quan­to potessero immaginare per­sino i resistenti ammiratori di papa Urbano.

IL MODULO - Non c’è dubbio, dunque, che tecnicamente la soddisfazione, per altro testi­moniata dallo stesso allenato­re, sia motivata. Con Ante­nucci, Budel, Cavandae Pa­gano, aspettando Gabionetta, il Torino è più ra­zionale e più forte. Tuttavia l’entusiasmo è prematuro e va contenuto, almeno fino a quan­do non sarà il campo, non sa­ranno le partite e, meglio, i ri­sultati a produrlo. Le mutazio­ni in corsa non sempre riesco­no ad avere effetti travolgenti come accadde un anno fa. E, comunque, il cambio di modu­lo è da una parte sacrosanto e, dall’altra, comunque imposto. Il credo di Lerda è un altro e per sette mesi il Torino ha lavo­rato principalmente su quello. Eppure adesso è proprio l’alle­natore a essere sotto la lente d’ingrandimento, sotto i riflet­tori, è lui che sarà passato al microscopio dei risultati. Con il mercato fatto, Cairo e Petra­chi escono dalla ribalta e, al­meno fino a giugno, pure dal­l’incombere delle responsabi­lità. Le quali ora gravano tut­te sulle spalle di Lerda. Ora.

CAVALLI GRANATA - La panchina non è bollente, per carità, ma almeno tiepida con una predisposizione a scaldar­si in fretta. Lo dice la semplice natura delle cose calcistiche. Lo sussurrano le parole di Cai­ro. Il quale lanciò un messag­gio già il 27 gennaio, col merca­to ancora aperto: «Credo in Lerda, che deve farsi venire tutte le idee possibili per far rendere al meglio ogni giocato­re che ha». Quasi un richiamo subliminale alla questione tat­tica. Presidente che è stato più chiaro su Tuttosport di mar­tedì: «L’allenatore ora è seduto su un’Audi S8, può arrivare a 270/280 all’ora. Basta lanciar­la. Adesso Lerda ha tutto per far bene, per centrare l’obietti­vo della promozione. Ha tutto in mano: la voglia, gli stimoli, gli uomini, le opportunità. Ci sono state delle magagne, non siamo stati molto continui a parte quei due mesi a fine an­no. Ma in Lerda abbiamo tutti molta fiducia. E lui per primo è molto contento del mercato che ho fatto con Petrachi. Lo sento consapevole, sa che la so­cietà l’ha accontentato in tutto. Ora ha davvero una bella rosa in mano. Già prima aveva una buona squadra, ma adesso è stata davvero arricchita, non ha più limiti, mancanze. Per lui anche le possibilità di scel­ta in panchina sono diventate più importanti. Ripenso pro­prio a Crotone: quanti allena­tori possono permettersi il lus­so di mandare in campo a par­tita iniziata giocatori di valore come Sgrigna e Pagano? ». Luci soffuse, tono suadente e parole dolci per dire: caro Franco, non puoi più sbagliare. Infine, anche Petrachi sui gior­nali di ieri non ha frenato sul­l’iperbole automobilistica: «Mi auguro che Lerda imbocchi l’autostrada». Tuttavia ha sot­tolineato un aspetto doveroso: «Ma adesso devono venire fuo­ri i ragazzi, bisogna dare le giu­ste responsabilità anche ai gio­catori ». Già. Ciò nonostante, se non verranno fuori, come sem­pre pagherà l’allenatore. Amen.

Alberto Manassero
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • torino200104/02/2011 12:46:21
    Io non sono mai stato convinto del sistema di gioco di Lerda ma obiettivamente ci sono troppi giocatori che sono inguardabili(Dambrosio,Sgrigna,Lazarevic)oltre ad altri che sono mediocri da sempre(Pratali,Zanetti,Bassi,Rubino)ed altri che vanno esiliati(Stevanovic).
    Con lo schema assurdo impostato dall'allenatore ad inizio campionato siamo riusciti anche a rendere inoffensivo anche il nostro elemento migliore(Bianchi).
    Avete visto il tanto vituperato Colantuono?
  • t71gra04/02/2011 07:50:38
    dopo i risultati vergognosi delle ultime gare ora bisogna solo salvare il salvabile.anche quest anno la promozione diretta restera pura utopia,con siena ed atalanta gia promosse.si lottera per arrivare ai playoff.magra consolazione.ora vediamo domani con il sassuolo che sorprese ci saranno.se dovesse andar male, via lerda subito.al di la dei bei proclami ,sappiamo tutti che finora il campionato del toro fin qui è stato schifoso.se non si stravince domani prendere subito NOVELLINO.forza toro
  • corratoro03/02/2011 19:32:33
    il "miglior toro" mai visto nell'era cairo :-)
    Ci siamo liberati di giocatori scelti in estate e miseramente falliti cosiccome abbiam fatto x molti giocatori scelti lo scorso anno e il progetto continua a non vedersi, il regista continua a mancare (a meno di non voler davvero spacciare budel per regista), ora abbiamo una buona punta peccato che sia uguale a bianchi, ci serviva altro, in difesa sopratutto, e invece arriva un giovanotto altrui sulle cui qualità nutro seri dubbi
  • corratoro03/02/2011 19:27:13
    Bonetto che delusione immensa che 6 stato nella sua intervista a Cairo.
    Nessuna domanda seria e nessuna puntualizzazione alle bugie dette dal Bresidente.
    Ora giudicate positivo un mercato riparatorio che, esterni a parte, con la situazione Gabionetta ancora da verificare, ha solo dato un minimo di variabili a Lerda ma, non ha dato allo stesso, gli attori giusti per il suo tipo di gioco.
    Adattarsi, come dovrà fare, non darà sicurezze e il gioco ovviamente ne risentirà.
     
     
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