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Sgrigna difende Lerda: «Ora giochiamo da Toro»

Sgrigna difende Lerda: «Ora giochiamo da Toro»
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© M. Dreosti
 
«Ho avuto una flessione: devo dare di più. Il problema? Non il modulo»
TORINO, 12 febbraio - Alessandro Sgrigna, l’infortunio occorso a Paga­no, detto che Bianchi è tutt’altro che sicuro di recuperare per Novara, le pre­clude quel po’ di riposo che Lerda sembrava intenzio­nato a concederle. «Sono pronto, e soprattutto consapevole di dover dare più di quanto non abbia dato alla squadra nelle ultime settima­ne. Recentemente ho giocato male e sono il primo a ricono­scerlo. Reputo comunque che nell’arco di una stagione pos­sa capitare un periodo di fles­sione ».

Il perché della sua involu­zione?
«Ho patito un calo fisico e quando le gambe non girano anche dal punto di vista men­tale fai fatica. Il peggio è alle spalle, non sono ancora al top ma sto ritrovando la condizio­ne migliore».

Ma un po’ di riposo le avreb­be fatto bene?
«E’ un dato di fatto: ho salta­to pochissimi allenamenti e quasi mai una partita. Il pie­no coinvolgimento nel proget­to non può che farmi piacere, il prezzo da pagare è però un periodo di appannamento. Il discorso ha riguardato anche il resto della squadra ma, se proprio non siamo ancora quelli visti prima di Natale, siamo prossimi a raggiungere il top della condizione».

Nella disfatta di sabato lei ha agito dal primo minuto da trequartista dietro due punte: esperimento da non ripetere?
«Magari contro il Sassuolo ci fosse stato solo un problema legato al modulo: la questione centrale è che sabato non ab­biamo giocato da Toro contro una squadra nulla più che ben organizzata. Che dire, ab­biamo sbagliato tutto nono­stante ci fossimo portati in vantaggio. Detto questo, se Lerda mi chiede di giocare da trequartista non mi oppongo. Purtroppo però, se non sono al meglio, è un ruolo che fati­co a interpretare».

Dove ritiene di poter rende­re secondo le sue caratteri­stiche?
«Ho dato un buon contributo da prima punta nel periodo in cui mancava Bianchi come da attaccante esterno».

Giocare in fascia con Bian­chi e Antenucci davanti a lei può ridurre gli spazi in zona gol?
«Direi di no. Con loro o con al­tri il ruolo dell’esterno rima­ne sempre lo stesso».

Dopo Torino-Sassuolo, Ler­da disse: «Col senno del poi avrei compiuto altre scel­te ». Il tentativo di passare al 4-3-1-2 è stato una perdita di tempo.
«A Crotone eravamo andati bene, i problemi, evidenti, so­no arrivati sabato scorso. Det­to che la decisione su quale modulo utilizzare spetta a Lerda, non mi sento di dire che con il 4-4-2 avremmo commentato una vittoria piuttosto che la sconfitta».

La sfida di Novara rappre­senta l’ultima chance per puntare in alto?
«Beh, inutile nascondere che ora il tempo stringe, adesso i punti iniziano a pesare. Det­to questo, pur tenendo conto del fatto che giochiamo un derby, dovremo scendere in campo sereni. Non è una par­tita diversa dalle altre».

Giocherete su di un terreno in erba sintetica. Pro e con­tro?

«Si gioca più a calcio perché il rimbalzo del pallone non è mai irregolare».

Recentemente Cairo ha detto: «Ora voglio cento giorni da Toro». Questa squadra lo potrà acconten­tare fin da lunedì?
«Il presidente ci ha voluto da­re una motivazione in più e noi stiamo lavorando per non deluderlo. Se, come penso, ri­troveremo fin da subito la condizione, da qui alla fine del campionato giocheremo da Toro, come abbiamo dimo­strato di saper fare prima di Natale».

Se le prime continuano a viaggiare ai mille all’ora si correrà il rischio di non gio­care i playoff. Se tra la terza e la quarta classificata ci sa­ranno dieci punti di distac­co...
«Non ci dobbiamo pensare. Il nostro obiettivo è uno: vince­re quante più partite possibi­li da qui alla fine. All’ultima giornata si faranno i conti».

Da Padova in poi, cioè con l’inizio del nuovo anno, que­sta squadra è mancata sul piano della grinta. Perché?
«Ha inciso tutto: la testa, il fi­sico, l’atteggiamento... Però questo è lo stesso gruppo che non ha perso per dieci partite consecutive. Mi ripeto, ritro­vata la forma fisica vedrete nuovamente il Torino di fine 2010. C’è poco da dire, contro il Sassuolo non riuscivamo ad uscire dalla nostra area...».

Altro limite è la mancanza di cinismo sotto porta. Nel 2011 l’unico a segnare (quattro gol in cinque parti­te) è stato Bianchi.
«Ok, ma le partite si possono anche vincere 1-0. E dal mo­mento che facciamo pochi gol dovremmo essere più attenti in fase difensiva. Tutti, dagli attaccanti ai difensori, in que­sto senso siamo responsabi­li ».

Alessandro Baretti
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • redbull6813/02/2011 14:52:14
    Neanche in questo mercato di "riparazione" il duo Cairo&Petrachi, non sono riusciti a trovare un organizzatore della manovra, a giusto dimenticavo, avete preso Budel... ma per piacere!!!!!! Potete fare ancora in tempo a rimediare se capite qualcosa di calcio, un certo Liverani a rescisso il contratto con il Palermo, ecco, io penso che anche se gioca da fermo, ancora sa dove mettere la palla, specialmente in serie B, ora fate voi...
  • pulici6612/02/2011 13:47:39
    ........DA TORINO.......IL TORO,QUELLO VERO,PURTROPPO NON ESISTE PIU'......
  • GATTATRUDI12/02/2011 11:21:41
    ai miei tempi si giuocava al calcio e basta i moduli contano un fico secco nel calcio vince la squadra che corre piu veloce ed arriva prima a conquistare il pallone il resto non conta. LERDA deve andarsene per il bene del TORO.
     
     
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