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Lerda, ultima spiaggia contro il Pescara: pronto Papadopulo

Lerda, ultima spiaggia contro il Pescara: pronto Papadopulo
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© Foto Pegaso
 
Una mancata promozione sancirebbe anche il fallimento di Cairo
TORINO, 16 febbraio - Cairo ripete di «vo­ler andare avanti con Lerdafi­no alla fine». Un proposito che può persino fargli onore, se si interpreta il desiderio presi­denziale quale espressione di una pura coerenza progettua­le, a dispetto di tutto e tutti. Ma è davvero così? O meglio: è an­cora così, dopo 26 giornate, a metà febbraio, con il rischio concreto che il Torino perda ul­teriore tempo e punti? E anco­ra: insistere fino all’estremo su un tecnico in balia degli even­ti, più che capace di indirizzar­li, è una prova di saggezza o è solo una vacua prova di sensi­bilità, di umana generosità? In ballo, a 16 giornate dalla fine, vi sono 40 milioni di euro, la promozione. Può permettersi il lusso di bruciare il proprio por­tafoglio e arroventare ulterior­mente gli animi popolari pur di mantenere la parola data e conservare un allenatore che si sta dimostrando sempre meno all’altezza? Ecco le domande che la realtà pone. Il presiden­te non molla: «Lerda resta». D’accordo: ma Cairo potrà di­fendere il tecnico anche sabato sera, in caso di ulteriore flop pomeridiano contro il Pescara? Sì, se il (nobile) volere presi­denziale si trasformasse pure in un fatto di puntiglio. Quasi in un principio filosofico, per non dire morale. No, se invece il patron decidesse di spogliar­si improvvisamente di tutti questi abiti, per indossare quelli del lettore disincantato dei fatti. Del giudice che pro­cessa e sentenzia, lasciando da parte speranze, illusioni, sen­timenti. Pietà. Si fatica sempre più a credere nella figura di un novello Sansone, a Milano, di­sposto a lasciarsi trascinare nel gorgo con i suoi Filistei di rito senza reagire. Non è certo da Cairo assistere passiva­mente allo sfaldamento di que­sto Torino, oltretutto rinforzato a gennaio («Lerda ha una fuo­riserie di lusso e deve solo acce­lerare », disse il patron a merca­to invernale appena chiuso). Si fa strada, difatti, la forte, for­tissima sensazione che quella di sabato sia ormai la partita dell’ultima spiaggia per Lerda, chiamato immediatamente a vincere, a segnare una svolta e a mantenere finalmente dirit­to il timone. Non c’è più tempo. Anzi: da tempo non c’è tempo. E una nuova promozione man­cata sarebbe per Cairo come un fallimento in primo luogo suo. Perché immolarsi pervica­cemente per Lerda, allora?

CONTRATTI, ASSISTENTI - Petrachi e Cairo si sono inter­rogati a lungo anche ieri. Le critiche che l’uomo della strada può individuare attorno alla conduzione di Lerda alberga­no pure in società: per forza, vi­sto che presidente e ds sono tutto fuorché due testimoni con le fette di prosciutto sugli occhi. Conoscono di conseguen­za i tormenti che si allargano da tempo nello spogliatoio. Toc­cano con mano l’assenza di progressi, sostituita da un de­clino. Anche Petrachi, peraltro, si pone in perfetta sintonia con Cairo nel mostrare rinnovata fiducia in Lerda. Dice il ds: «Avanti con Lerda, certo. Ho già parlato anche duramente alla squadra la settimana scor­sa, non c’è più molto da dire, ci aspettiamo solo fatti e non pa­role. Tutti devono dare di più. Tutti devono dimostrare di cre­dere sempre meglio in Lerda. A Novara si sono comunque avute delle risposte, dopo la prestazione svogliata contro il Sassuolo. La squadra ha gioca­to con grinta e cuore fino alla fi­ne. E se avesse messo la stessa determinazione in ogni gara oggi saremmo anche noi ai ver­tici ». Poi, sui rapporti tra il tec­nico e i giocatori: «Non esiste al mondo uno spogliatoio coeso al 100% al fianco dell’allenatore, inoltre i risultati negativi pos­sono amplificare certe situazio­ni. Ma ora serve subito una svolta. E’ il momento giusto per Lerda di far capire a tutti, prim’ancora che a se stesso, che lo spogliatoio è chiaramen­te dalla sua parte». Cioè in gra­do di assorbire ancora stimoli. E di tradurli sul prato. Petra­chi, come Cairo, non vuole nemmeno sentir parlare di esonero. Eppure, se la situazio­ne dovesse precipitare defini­tivamente, un allenatore esperto, carismatico e di polso come Papadopulo appare tra i favoriti. Ha la stima dei ver­tici societari. Basti pensare al 2009, a quando Cairo seguiva anche lui, soprattutto lui, salvo poi scegliere Camolese sulla base pure dei consigli del ds dell’epoca. Il presidente si pentì poi di non aver seguito il proprio istinto. Papadopulo si accasò a Bologna e lo salvò. Il Torino finì in B. Oggi Papado­pulo è di nuovo pronto, nel ca­so. Il club granata può offrirgli con successo un contratto di 4 mesi e mezzo con rinnovo in caso di promozione. L’attuale preparatore atletico Borelli (che anni fa lavorò bene con Papadopulo a Crotone) e quel­lo dei portieri, Di Fusco, po­trebbero supportare il tecnico pisano, storicamente accompa­gnato dal vice Giancarlo Oddi e dal tattico Luca Brunetti. Anche Cagni può legittima­mente sperare: altro allenato­re che ha raccolto successi si­gnificativi, che vanta esperien­za e personalità forte. E’ solito lavorare persino a gettone, tan­to crede in se stesso, con equi­librio: 4 mesi e si vedrà. Al suo fianco opera da anni il prepa­ratore atletico Alberto Ambro­sio. Volendo, in corsa c’è anche Colomba. Zenga era un palli­no di Cairo: ma ora è impegna­to a Dubai e vorrebbe tornare in Italia non prima di giugno. Cosmi e altra compagnia ap­paiono tagliati fuori, al mo­mento. «Voglio andare avanti con Lerda», ribadisce Cairo. Bi­sogna credergli, così come a Pe­trachi: vogliono, i due. Ma dav­vero potranno farlo? Potranno andare avanti se anche sabato il Torino marcerà all’indietro? Sansone non è il modello più realistico, utile. Logico.Marco Bonetto
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • 19/02/2011 16:28:46
  • 17/02/2011 11:24:38
  • elbepp16/02/2011 21:43:02
    LE SQUADRE DI PAPADOPULO SANNO FARE SOLO UNA COSA : SPETTACOLO ZERO ,SOLO FALLI E ZAMPATE ,LUI E' PIU' ADATTO PER PRENDERE UNA SQUADRA PER NON FARLA RETROCEDERE NON CERTO PER SALIRE IN SERIE A .
    LA "A " RESTERA' UN MIRAGGIO.
    COSMI E' IL PIU' ADATTO AL TORO PERCHE' TRASMETTE LA GRINTA CHE CARATTERIZZA DA SEMPRE LA NOSTRA STORIA.
  • elbepp16/02/2011 21:35:07
    MI PERMETTO DI DARLE UN CONSIGLIO CARO PRESIDENTE,PRENDA COSMI CON IL SUO 3-5-2 NON FALLIRA'.
    F OR Z A - T O R O .
  • giacomoferri16/02/2011 21:17:10
    ....urbano esonerati tu...dopo 6 anni mi sembra che sia giunta l'ora che tu dica.....NON SONO IN GRADO DI ESSERE IL PRESIDENTE DEL TORO....SONO LONTANO ANNI LUCE DA UN VERO PRESIDENTE DEL TORO....e poi chi e' che sarebbe il prossimo allenatore?!?!...con tutto il rispetto per questa persona potrebbe allenare l'altra squadra, quella con le righe....(mi scuso anticipatamente con questa persona per averla accostata alla banda di ladri con il pigiama...)....
  • pupi-cicciogol16/02/2011 21:05:44
    Credo che mai come in questo momento sia necessario il cambio di tecnico,a quasi due terzi di campionato nn si puo' dire che la squadra è in ripresa dopo due sconfitte consecutive..siamo a sedici punti dal novara e otto dal varese,e dobbiamo rincorrere i playoff!Serve una scossa Papadopulo o Cagni sono persone serie e tecnici preperati x il campionato di serie B!Purtroppo Lerda nn ha ingranato forza Presidente coraggio siamo ancora in tempo..sempre FORZA TORO!!
  • Australyan16/02/2011 15:04:28
    #fanatic29:
    è verissimo, noi siamo scarsi e ridicoli, ma non meno di voi, che sono anni che parlate di grandi giocatori e fenomeni, quando i vostri acquisti sono sintomo dell'incompetenza e dei pochi soldi. Vi lodate tanto di essere la bestia nera dell'Inter, bhe vi accontentate di poco, vincere qualche sfida diretta contro di loro, mentre l'Inter dell'odiatissimo Moratti ha inanellato scudi e coppe come nessuno ha mai fatto in 5 anni. Parla parla, intanto loro vinconto trofei a ripetizione
     
     
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