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Sgrigna-De Vezze choc, stiramento per entrambi

Sgrigna-De Vezze choc, stiramento per entrambi
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© M. Dreosti
 
Un mese di stop. Tifosi furenti alla Sisport con i giocatori
TORINO, 15 marzo - L’evidente zoppia con cui Alessandro Sgrignaha lasciato la Sisport ieri pome­riggio, dopo una seduta di sole cure nello spogliatoio, e la ma­schera di delusione stampata sul viso del giocatore hanno detto tutto senza nulla dire: chiunque avesse incrociato l’ex vicentino avrebbe perfetta­mente compreso la gravità del suo infortunio nel riscalda­mento di Torino-Livorno. Ricadendo a terra dopo un balzo l’attaccante sabato aveva immediatamente percepito un forte dolore al polpaccio, così lancinante da metterlo ko. Le prime valutazioni a caldo del dottor Suracicollimano con gli accertamenti diagnostici, per quanto il medico sociale granata stamane voglia sottoporre Sgrigna a una nuova risonan­za magnetica: un apprezzabile eccesso di zelo, pur se quasi certamente si tratta di stira­mento. Lesione di primo grado con conseguente stop di circa un mese: tradotto in partite si­gnifica saltare le prossime due trasferte a Frosinone e Ascoli, la gara interna col Grosseto e la visita all’AlbinoLeffe. E sic­come le disavventure non giungono mai sole, al Toro ieri hanno pure dovuto prendere atto del ko di De Vezze: farlo rientrare anzitempo è stata una pessima idea, giacché il mediano si è stirato all’addut­tore sinistro. Per lui 3/4 setti­mane di assenza. Nella miglio­re delle ipotesi, peraltro, senza ulteriori recidive.

MAGLIA NERA - In un tal contesto di negatività si è per­fettamente inserita anche la vibrata contestazione dei tifosi alla squadra. Sugli spalti della Sisport c’erano solo un centi­naio di tifosi, quindi numerica­mente una rappresentanza esigua, tuttavia il Toro di Cai­ro è riuscito anche in questo, a disumanizzare quel feeling che ha sempre connotato il rappor­to tra la gente granata e la sua squadra. Di quel centinaio non più di dieci hanno urlato la lo­ro esasperata frustrazione, pur se il più attivo a un tratto ha tuonato così: «Non sono io a chiedervelo, ma tutta la Cur­va. E’ la Maratona che lo vuo­le: a Frosinone dovete giocare con la maglia nera. Quella de­gli ultimi, come nel ciclismo. Di granata non dovrete indossare nulla perché di granata voi non avete niente». Lo stillicidio di invettive e contumelie è co­minciato alle 15.50, all’ingres­so in campo dei giocatori e s’è protratto per una buona mezz’ora. Nel mirino, su tutti, più di tutti, D’Ambrosio, Ga­sbarronie Bianchi. E quando un funzionario della Digos ha invitato i più esacerbati a mo­derare i toni, onde evitare l’in­sorgere di possibili querele, quel tentativo ha in realtà acuito la querelle. Peraltro nemmeno anestetizzata da Petrachi, tant’è che il ds si è così rivolto allo zelante e pun­tuale poliziotto: «Lasciali fare, lascia che contestino». Come dire: siamo noi dalla parte del torto. E quell’intervento è sta­to applaudito a scena aperta: «Bravo Gianluca, basta alibi. E blocca lo stipendio a questi scarsoni».

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