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Dietrofront del presidente: via Papadopulo, torna Lerda

Dietrofront del presidente: via Papadopulo, torna Lerda
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© LaPresse
 
Su Tuttosport in edicola Cairo spiega la svolta al direttore De Paola e annuncia: «A giugno lascio il Toro»
TORINO, 21 marzo - Ribaltone Toro: ecco l'intervista della svolta con il presidente Cairo che annuncia al direttore De Paola l'intenzione di cedere la società granata dopo aver esonerato Papadopulo e ripreso Lerda in panchina.

Presidente un’altra rivoluzione?
 «Sì, ho richiamato Lerda. Abbia­mo ancora dieci partite, dobbiamo da­re l’anima fino in fondo, poi si vedrà». Bocciato anche Papadopulo? «Non ho visto il cambio. Non c’è sta­ta la scossa che mi aspettavo»

Il Toro è in crisi e sempre più lontano dalla A.
«Ci sono diversi motivi per cui si so­no verificate determinate condizioni. Qui a Torino sono ripartito da zero. Forse ci sono mancate le competen­ze aziendali, ma rifondare è difficile. Bisogna prendere atto della realtà».
 
Quindi?
«Quindi passerò la mano a fine stagione ».

Passerà la mano in che senso?
« Guardi, lo dico con estre­ma chiarezza e con decisio­ne: comunque vada, anche se il Toro dovesse tornare in serie A, cederò la so­cietà. Per me è un dispia­cere, ma non posso andare oltre » .

Anche in passato aveva deciso di vendere.
« Sì, ma non si era fatto avanti nessuno seriamente e forse dentro di me non ne ero molto convinto. Stavol­ta, però, andrò fino in fon­do dopo aver garantito il massimo impegno per que­sto finale di campionato. Ai tifosi dico di stare tranquil­li perché daremo tutto, ma proprio tutto per raggiun­gere l’obiettivo della sta­gione, cioè il ritorno in A » .
 
Che cosa l’ha spinta a chiudere definitivamen­te?
« Evidentemente il cuore non basta. Il calcio a Torino è un’impresa difficile per chiunque. Ci sono pressioni enormi » .

Però qualche errore l’ha commesso.
 « E chi non ne fa? Mi sono ritrovato più volte a fare delle scelte non giuste. Ma qui non è facile ripartire » .

Presidente, lei torna spes­so su questo concetto del­la piazza difficile, perché?
« Perché non esistono mo­delli visibili altrove e tra­piantabili in questa città. Prendete l’Udinese, che ora è una splendida realtà del­la serie A. Andate a guar­dare i primi dieci anni del­l’avventura Pozzo: 5 stagio­ni in B con 3 retrocessioni dalla A. Poi piano piano le soddisfazioni sono arriva­te. Con una politica sempli­ce: scoprire dei talenti, lan­ciarli per poi venderli e ac­quistarne altri mantenen­do, nel frattempo, la squa­dra sempre su degli ottimi livelli» .

E chi le ha impedito di fa­re altrettanto?
« Un solo, piccolo esempio: Ogbonna. Se l’avessi ven­duto si sarebbe scatenato l’inferno, ma magari quei soldi avrei potuto investir­li su altri giocatori da valo­rizzare. Comunque, ne ho tentate tante » .

Per esempio?
« Prendete l’anno in cui sia­mo retrocessi. Avevo acqui­stato Bianchi, Pratali, Aba­te, Dzemaili, Amoruso. In­somma, ne avevo spesi di soldi... Eppure siamo anda­ti in B! » .

Soldi: molti le rimprove­rano di aver investito po­co sul Toro.
 « Falso. Alla fine di questa stagione avrò messo sul piatto una cifra vicina ai cinquanta milioni. Circa otto a stagione. Non sono pochi. E vogliamo parlare del settore giovanile? » .

Parliamone, è un’altra ac­cusa che le fanno.
« Oggi abbiamo uno dei mi­gliori settori giovanili in assoluto. Me lo ha confer­mato anche Comi, che mi ha detto di non averne mai visto uno migliore da quan­do conosce il Toro. Quando eravamo in serie A investi­vo circa due milioni a sta­gione. In serie B intorno al milione e quattrocentomi­la. Guardi che sono tanti » .

Un rimprovero ormai sto­rico riguarda la società. Struttura sempre balleri­na e impalpabile.
« Anche qui ci sono stati er­rori, ma alla fine credo di aver assunto uno che di­venterà fra i migliori diret­tori sportivi. Parlo di Pe­trachi. Forse ci è mancato un direttore generale » .

Perché?
« Per diversi motivi. Un buon direttore generale avrebbe colmato quelle la­cune esistenti nei rapporti fra la società e il territorio. Forse ho trascurato il dia­logo con un certo mondo to­rinese, con la città più in generale » .
 
Già, altro appunto che le viene mosso: la sede grana­ta. Poco torinese e molto più milanese.
«Lo ammetto, forse è stato un problema, ma ho sempre ritenuto che a Milano fosse giusto avere il riferimento aziendale per la centralità che riveste la città negli in­vestimenti in generale».

Lei è stato molto amato, poi...
«Sì, è vero. All’inizio si era stabilito un ottimo feeling con la tifoseria. Diciamo che i primi tre anni sono stati abbastanza soddisfacenti. Poi è andata sempre peg­gio ».

E siamo alle contestazioni.

« E’ da novembre del 2009 che vengo contestato. Il culmine avvenne ad Asti, durante un’amichevole. Non mi perdonavano la mancata risalita in A. Eppure con Colantuono e Petrachi avevamo fatto un buon lavoro. Avevamo recuperato i playoff dopo una prima parte di sta­gione complicata e l’anno precedente eravamo re­trocessi anche a causa di tante decisioni arbitrali discutibili. Se non sba­glio proprio Tuttosport riportò un elenco nel quale il Torino primeg­giava in quanto a torti subiti » .

Confermiamo.
«Appunto. Ma io non vado avanti a dispetto dei santi. Al termine della scorsa sta­gione in B avevamo fatto un recupero incredibile, eppure siamo stati pesantemente contestati. Ne prendo atto e a fine stagione lascerò il To­ro. Ovviamente onorerò tut­ti gli impegni, poi passerò la mano».

La sentiamo molto amareg­giato.
«Sono moralmente abbattu­to perché non sono riuscito a dare al Toro le soddisfazioni che merita. Ma sono soprat­tutto deluso dalla continua contestazione. E’ una situa­zione che non sconforta solo me, ma che danneggia anche la squadra. Comprensibile che la maglia del Toro pesi più di altre. Però non si può andare oltre un certo limi­te ».

Tornasse indietro quali co­se cambierebbe?
«Non lo so, però ora conosco le debolezze di questo am­biente. A Torino tutto diven­ta più difficile perché la gen­te ha sempre davanti agli oc­chi il ricordo di un grande passato e riversa sul pro­prietario del Torino aspetta­tive enormi».

Poche società hanno storia come questa. Dovrebbe es­sere una responsabilità gratificante.
 «E lo è, ma non ti è concesso di sbagliare altrimenti ti ri­trovi con un macigno sulla testa».

Non è proprio così, suvvia, ai tifosi sarebbe bastato ve­dere qualche piccolo pro­gresso anno dopo anno. E invece...
«Non sono d’accordo. A Tori­no occorrono giocatori di temperamento che sappiano resistere alle pressioni. All’i­nizio ho creduto che fosse giusto assicurarsi delle star per rilanciare in grande la squadra. Ma ho speso solo per dei lussuosi ingaggi e non ho ottenuto molto. La ri­cerca del nome è sbagliata. Noi dobbiamo inseguire gio­catori affamati. Per questo motivo ho cambiato comple­tamente politica».

Azzerando e ricomincian­do?
«Già, però occorre pazienza. Sono convinto che questa sia la strada giusta. Ma non ne ho più il tempo, né la voglia».

Già, adesso la cessione. Ma come avverrà?
«Di sicuro non attraverso i giornali. Sono un editore e lo dico con il massimo rispetto per le informazioni giornali­stiche. Ma chiunque sia in­teressato all’acquisto del To­ro deve farsi avanti con ri­servatezza ».

Un invito o un messaggio ai naviganti? Sinceramente non sappiamo se vi sia già un acquirente per il Torino. Però di sicuro questo è il mo­mento per farsi avanti. O al­meno, per stabilire dei con­tatti se non una vera e pro­pria trattativa. Più chiaro di così, Cairo non poteva esse­re.
Paolo De Paola
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • fantix22/03/2011 21:54:28
    Cairo lascia..ok!poi che succede??arriva 1 delle tante cordate che a parole spacca il mondo?su,siamo seri!!sappiamo tutti che con tanti "padroni"non c'è futuro!!alla prima sconfitta litigi e parolacce e se va bene siamo al punto di partenza..se va bene!!!e' vero,cairo avra'anche fatto anche degli errori,ma chi..e ripeto..chi non sbaglia!piuttosto vorrei lanciare una "provocazione"..ai giocatori 400€ mensili di base,il resto calcolato in base al rendimento!!allora si che vedremmo il vero toro!!
  • Adrix6422/03/2011 19:41:21
    COntinuo la discussione dicendo che sono parzialmente daccordo con eziodi, Cairo il Toro non lo ha avuto gratisi come qualcuno diceva, ma ha pagato per il nulla, non c'erano neppure le maglie, ha dovuto comprare tutto, dai giocatori al titolo sportivo, ai cimeli, coppe e trofei, ricostruire una società scomparsa, e ha sicuramente commesso degli sbagli, ma a differenza di molti che lo hanno preceduto non ha mai voluto il male del Toro, e mi pare che meriti una diversa considerazione!!!!
  • Carlnic22/03/2011 13:28:52
    SPERIAMO CHE CHI VUOLE ACQUISTARE IL TORO FACCIANO LE COSE NON PUBBLICAMENTE PER AMORE DEL TORO, IN MANIERA CHE NON SI DISTURBI LA SQUADRA CHE ANCORA PUO' AVERE DELLE POSSIBILITA' DI ANDARE AI PLAY OFF. INCONTRI , REVISIONE BILANCI, TUTTO DEVE SSERE FATTO COPN LA MASSIMA SERIETà E RISERVATEZZA SENZA INFLUENZARE I GIOCATORI ED ALLENATORE.
  • eziodi22/03/2011 09:42:03
    io non capisco cosa c'entra il presidente ,mica và lui in campo,sono i giocatori che quando arrivano al toro diventano scarsi (sgigna,iunco,antenucci, )e poi quando vanno via ritornano ad essere dei fenomeni ( abbruscato,rosina,vantaggiato,natali,comotto,)ma visto che in tanti vorrebbero che il pres lasci ....chi cavolo lo prende il nostro toro messo in queste condizioni ? quelli della red bull che fine hanno fatto ? altri interessati a noi ? sono più interessati al bologna che al toro
  • forzabianchi21/03/2011 19:04:09
    Tranquillo Gobbaccio70, tempo una settimana e ci ripensa...torna GOVEANI, come mister!
  • forzabianchi21/03/2011 19:03:27
    Tranquillo Gobbaccio70, tempo una settimana e ci ripensa...torna GOVEANI, come mister!
  • ale_9321/03/2011 18:31:55
    Siamo ridicoli....
  • forzabianchi21/03/2011 17:39:36
    Tranquillo gobbaccio70, certo che ci ripensa....la prossima settimana torna...GOVEANI, in panchina pero'!
     
     
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