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Clamoroso: Cairo ci attacca, il Direttore De Paola risponde

Clamoroso: Cairo ci attacca, il Direttore De Paola risponde
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© LaPresse
 
Incredibile comunicato del patron del Torino dopo l'intervista a Galante
TORINO, 26 marzo - E' il turno del Torino FC. Un comunicato con­tro Tuttosport, come già fatto dalla Juve po­chi giorni prima. Niente di originale e di vero, ma analogo stile. Ricordiamo a tal proposito che la Juve è settima a 17 punti dal Milan e a 11 dal quarto posto, il Toro è undicesimo in B a 22 pun­ti dall’Atalanta e fuori dai playoff. In fondo, è questa la ragione del nervosismo. E un giornale come Tuttosport, che mette in luce limiti e difetti di entrambe le squadre alle prese con uno dei pe­riodi più bui delle rispettive storie, evidentemen­te suscita fastidio. Ce ne faremo una ragione e andremo avanti con lo stesso spirito di lealtà nei con­fronti dei lettori e con un sogno nel cassetto: ve­dere un giorno Torino tornare capitale del calcio. Un maestro di giornalismo quale Antonio Ghirel­li, ex direttore di Tuttosport, ha riportato questi concetti sul Corriere dello Sport di ieri delinean­do un nitido quadro sulla evidente decadenza del calcio torinese rispetto a un passato di grandi trionfi.

Il nostro giornale, cari lettori, ha scatenato le ire del presidente Urbano Cairo per una questione difficile da contestare. L’ottimo cronista di Tutto­sport, Marco Bonetto, ha intervistato l’ex gioca­tore granata Fabio Galante dopo il derby per la ricerca contro la Sla. Nel lungo colloquio, il difen­sore ha rivelato di essere pronto a tornare a gio­care nel Torino e di aspettare una risposta da Cai­ro. Galante è preciso su ogni dettaglio: giorno del prossimo appuntamento, modalità tecniche, di­sponibilità a giocare anche gratis. Tutto vero. Per niente – tuona invece Cairo nel suo comunicato –, si è trattato di una burla. Anche Galante intervie­ne sul sito del Torino, ma senza smentire minima­mente l’intervista. Anzi, riascoltato da Tuttosport, conferma tutto ciò che aveva detto al nostro Bo­netto. Poverino, (anche) lui aveva creduto alle pa­role del presidente. Altro che burla!

Come la mettiamo, allora, caro Cairo? Proprio lei parla di credibilità? Noi abbiamo scritto la ve­rità confermata il giorno dopo dal protagonista della vicenda. E poi, scusi, a quale qualità si rife­risce? Quella del suo Toro o quella dei suoi pro­clami? Ne ha lanciati tanti. Ricordiamone qualcu­no. Toro appena tornato in A, lei dice: «Mai più in serie B». Sicuro. E poi: «Voglio portare il Toro a livello degli anni Settanta, il mio modello è Pia­nelli ». Sì, identico! Sentite questa, risalente al mer­cato di gennaio 2009: «Prenderemo tre-quattro assi». Arrivano solo Rivalta e Gasbarroni, il Toro retrocede a fine stagione. Un’altra perla: «Co­struirò una società strutturata». In sei anni ha in­gaggiato sei direttori sportivi e otto allenatori (a volte esonerandoli e richiamandoli nella stessa stagione: De Biasi, Colantuono e Lerda). Trala­sciamo, per non infierire, tutta la vicenda Filadel­fia. Questo è il suo livello e parla del nostro? Anoi basta solo raccontare i fatti.

Lasci stare presidente, per amor del Toro e della verità. Ha promesso di andar via a fine stagione: i tifosi contano i minuti e incrociano le dita. Fac­cia un sondaggio.

Paolo De Paola
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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