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De Luca: «Nuovo Toro con Sabatini? Si può fare»

De Luca: «Nuovo Toro con Sabatini? Si può fare»
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© M. Dreosti
 
Parla il top manager di Live Nation, in affari col patron della Virtus
TORINO, 7 aprile - E’ terreno fertile, Torino: per coltivare, lasciar crescere e far sbocciare un progetto. Specialmente nel­lo sport. In particolare per la Torino calcistica, chiara­mente granata. Non c’è nemmeno bisogno di porta­re chissà quale indizio, è sufficiente riavvolgere il na­stro e riascoltare le autore­voli opinioni che, in partico­lare nell’ultima settimana, hanno trovato spazio su queste colonne. Il coro è praticamente unanime: To­rino ha tutto ciò che serve per fare bene. Ha la base: gli impianti. Non certo un aspetto secondario, perché ci sono città più grandi (l’e­sempio? Milano) che non possono vantare così tante strutture, moderne e attrez­zate, per lo sport.

Poi Torino possiede una straordinario bacino di utenza: quale al­tra piazza può vantare di aver portato 60 mila spetta­tori in uno stadio nella fina­le playoff di serie B? Quale altra città può affermare con certezza di avere una tifoseria in grado di condur­re per le strade 50 mila per­sone a testimonianza del proprio orgoglio, della pro­pria appartenenza? Torino, poi, ha una storia unica. Non un fardello da sbandie­rare come alibi quando le cose vanno male, bensì un valore aggiunto da tenersi ben stretto e pure da sfrut­tare, anche come marke­ting. Come merchandising. Basterebbe relativamente poco. « A Torino non serve un magnate, un multimilio­nario. Ci vuole un progetto serio, funzionale, intelligen­te, con la forza dell’impren­ditoria locale e il sostegno delle istituzioni. Davanti a questo io entrerei, portando il mio bagaglio di esperien­ze, conoscenze, risorse, com­petenze. Perché Torino non è una piazza depressa, ma una città in movimento » . L’ha detto una settimana fa Claudio Sabatini, patron della Virtus Bologna ba­sket. Uno che gli affari li fiuta e che sa come far gira­re il business. E ieri una vo­ce estremamente autorevo­le, sempre su Tuttosport, ha rinforzato ancora di più il concetto: «Mi sto adoperan­do per trovare forze nuove per il Toro. La mia proposta è innovativa: imprenditori forti con un grande coman­dante. Credo nelle potenzia­lità di questo club, si può dare vita a un circolo vir­tuoso ». Parola di Marco Bo­glione, titolare della Basic-Net. E non è nemmeno favo­listico pensare a Boglione e Sabatini insieme, in un ipo­tetico Toro del futuro, tra gestione e sponsorizzazioni: perché i ragionamenti dei due imprenditori sono com­patibili. Una potenziale si­nergia per mettere in prati­ca quel che ora è soltanto puro esercizio teorico: una Torino granata con il calcio ai livelli che merita e maga­ri anche il basket come fio­re all’occhiello, in una idea­le riproposizione di ciò che era Torino negli Anni 80.

Leggi l'articolo completo sull'edizione di Tuttosport oggi in edicola Stefano Lanzo
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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