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Torino: l'esame "clamoroso" contro la Reggina

Torino: l'esame "clamoroso" contro la Reggina
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© LaPresse
 
Per Lerda è quasi eccezionale puntare al 3° posto
TORINO, 18 aprile - L’importanza di To­rino- Reggina è lampante, ba­sta guardare la classifica. Per i granata, è un tantino più im­portante ancora, per motivi che quanto a valore non sono di molto inferiori alla gradua­toria. La Maratona è esaurita, i Distinti dell’Olimpico quasi: dopo mesi di diaspora dallo stadio, con la gente messa in fuga dall’inqualificabile qua­lità delle prestazioni, i giocato­ri del Torino si stanno riguada­gnando la stima e l’affetto del popolo granata. Stima e affet­to entusiasti quanto precari, in cerca di conferme, anzi neces­sari di conferme. Esattamente come di conferma abbisogna­no i progressi che il Torino ha mostrato col ritorno di Lerda in panchina: tre partite, tre vit­torie, nove punti per una scala­ta dal decimo al quinto posto in classifica. Tutto ciò, racchiuso in una partita, come lo voglia­mo chiamare? Esame di matu­rità? Separazione tra illusione e realtà? Test probante su qua­le percentuale di casualità e quanta di volontà/capacità ci sia stato nell’abbozzo di rina­scita granata? Un po’ questo, un po’ quello e pure quell’altro. Certamente, però, è un’occasio­ne sin clamorosa. Da non per­dere, per il Torino.

SET POINT - Se si pensa quan­te ne ha combinate in questa stagione, è assolutamente cla­moroso che la squadra di Ler­da stasera abbia l’opportunità di scalare a -7 punti dal terzo posto occupato dal Novara e a -6 dal quarto, dov’è insediato l’altrettanto sorprendente Va­rese di Sannino. Lo snodo con­tro la Reggina è davvero deter­minante: vincere renderebbe dunque ancora possibile fare un sogno alla terza piazza e co­munque puntare alla quarta, oltre che consolidare la quinta attualmente occupata. Se il To­rino riesce a battere la rivale diretta - e ben condotta da un ex figlio del Filadelfia qual è Atzori - si porterebbe a +4 pro­prio sulla Reggina e sul Vicen­za appaiato a quota 49. E’ un esame e un set point, quello di stasera. Un’occasione e, volen­do, una dimostrazione: dimo­strare ai tifosi che affetto e sti­ma adesso sono realmente ben riposti, che il Torino 2010-11 ci ha messo un po’ troppo a di­ventare tale, però ora lo è a tut­to tondo. Ovviamente, l’impor­tanza è identica anche per la formazione calabrese. Un’im­portanza separata da quella granata dal tipo di... clamoro­sità.

Leggi l'articolo completo sull'edizione di Tuttosport oggi in edicola
di ALESSANDRO BARETTI - ALBERTO MANASSERO
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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