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Lerda cambia gli allenamenti: «Liberiamo il Toro»

Lerda cambia gli allenamenti: «Liberiamo il Toro»
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© M. Dreosti
 
Ecco il nuovo piano per affrontare le ultime decisive settimane
TORINO, 11 maggio - Una missione: centrare i playoff e vincerli. Un record da stabilire per soddisfare l’una e l’altra am­bizione: vincere almeno cin­que partite sulle sette ipo­tizzabili, evento quantomai clamoroso visto che in que­sta stagione il Toro mai l’ha vissuto. Una condizione per nulla convincente, che al momento pone i due prece­denti obiettivi nel novero delle scommesse da Casinò. Ecco il quadro della settima­na granata in essere.

PRESSIONE - Il Torino arri­va dalla se­conda più lunga striscia senza sconfit­te del suo campionato: sette giornate ( la prima fu di dieci). Ini­ziò col ritorno di Lerda in panchina, e iniziò con tre vittorie di fila ( altra primi­zia irripetu­ta), ma poi è proseguita con quattro pareggi consecutivi. Una frenata che è stata in avvio soltanto nei risultati (contro la Reggina il Torino avrebbe meritato il succes­so), ma che poi si è via via irrigidita, serrata, rinforza­ta. Si è trasferita nelle gam­be e nelle teste, appesanten­dole, schiacciandole. Nelle ultime due partite questa stanchezza psicofisica è ba­lenata, evidente: già contro il Piacenza e ancor più a Sie­na, il Torino aveva il fiatone. Nel primo caso, la formazio­ne di Lerda ha dapprima fa­ticato per trovare il pareggio e, una volta raggiunto con un rigore di fortuna, non ha saputo esercitare un forcing sostenuto. Forse più preoc­cupante ancora il segnale di Siena: di fronte a una squa­dra predisposta al pareggio (con un punto avrebbe rag­giunto l’aritmetica promo­zione in A), con il pensiero ormai alla festa che stava per scoppiare, con maglie larghe e ritmi blandissimi, il Torino ha sbagliato l’inve­rosimile (compreso un rigo­re), ha balbettato mezz’ora di calcio squagliato e confu­so, ha fatto una fatica bestia a infilare il golletto del 2-2. Il tutto tra sguardi confusi, volti sfigurati, occhi persi. Nell’una e nell’altra partita, imprecisione dominante, lucidità inesi­stente. Sono i sintomi di una squadra scarica, svuo­tata dal di­spendio di energie fisi­che e nervose che ha dovuto profondere per provare almeno a cor­reggere una situazione che a un certo punto pareva irrecuperabile ( il Torino era più vicino ai playout che ai playoff). Una squadra sfibrata dalla ten­sione costante, che è neces­saria per avere continuità ma che nel Toro è doppia se non tripla essendo il gruppo granata nell’ingrata condi­zione di non potersi permet­tere un solo passo falso. Bru­ciati, a decine, tutti i bonus, la realtà s’è fatta martellan­te ben più di quanto già nor­malmente non lo sia ogni fi­nale di stagione per una squadra che ha un obiettivo. E martellante sono stati la società e ancor più l’allena­tore, dal suo rientro. Giusto, sacrosanto, benedetto: i gio­catori ne hanno combinate di tutti i colori, comunque la si pensi hanno grosse re­sponsabilità. Adesso però la gestione della pressione va ricalcolata, e Lerda in meri­to non ha bisogno di consi­gli.

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Commenti

  • nigthtrain13/05/2011 12:26:03
    fate furb,badola. T'ses propi a'dla goba!tamarro!
  • 13/05/2011 09:38:33
  • JOKERSLOT198011/05/2011 14:22:45
    LIBERIAMO I CURNUTI!!! SERIE B SERIE B SERIEB..... JUVENTUS PRIMA SQUADRA E UNICA DI TORINO
     
     
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