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Toro, non devi avere paura: l'organico è il più forte

Toro, non devi avere paura: l'organico è il più forte
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© M. Dreosti
 
Sette pretendenti per due posti playoff: il punto sulle forze in campo
TORINO, 13 maggio - La forza degli sport tipicamente americani coinci­de con quello che ne è anche, per i detrattori maggiormen­te accaniti, il limite più criti­cato: i playoff. In qualche set­timana ci si gioca un’intera stagione, perché tutto, o qua­si, si azzera. Qualcuno storce il naso: ma come? - sosterrà un ipotetico denigratore di questo sistema - Così il cam­pionato perde valore e inte­resse. Invece chi appoggia l’u­tilizzo dei playoff sottolinea come la stagione regolare ri­manga fondamentale per il piazzamento nella griglia: e poi tutto si decide negli spa­reggi, con il risultato di au­mentare lo spettacolo, riman­dando ogni verdetto all’ulti­mo e mantenendo alta la ten­sione. E per qualcuno è anche il metodo più democratico: vince chi arriva in palla nel momento chiave, al top sotto l’aspetto fisico e mentale, arri­va fino in fondo soltanto chi ha più energia, talento, cari­sma, esperienza. Il titolo, in­somma, lo ottiene chi dimo­stra, fino all’ultimo minuto di una stagione lunga e logoran­te, di meritarlo veramente: se le gambe tremano, addio so­gni di gloria.

CALENDARIO TOSTO Che siano democratici o meno, i playoff sono ormai una realtà costante della serie B. Siena e Atalanta risultano aritmeti­camente promosse e dunque fuori da questi discorsi, a gio­carsi quattro posizioni nella griglia che regalano un posto per la serie A sono di fatto in sette: il Novara è già dentro, il Varese quasi, la Reggina ha un piede e mezzo negli spa­reggi a meno di un improvvi­so harakiri. E il Torino? Se la deve vedere con altre quattro, cinque contendenti, partico­larmente agguerrite. E il ca­lendario non può certo con­sentire a Lerda sonni tran­quilli: due scontri diretti nel­le ultime due giornate (a Em­poli e in casa contro il Padova in quello che ha tutta l’aria di uno spareggio) e sabato arri­va la Triestina, alla disperata ricerca di punti per aggancia­re i playout. Ecco le due setti­mane della verità per i grana­ta, in cui squadra, allenatore e società si giocano il futuro. E la faccia (per chi ancora ne possiede una).

BASSO LIVELLO Il Torino, è stato più volte sottolineato su queste colonne, ha l’organico maggiormente nutrito della rosa delle aspiranti ai playoff: sulla carta, non ci sarebbe ga­ra con le altre. Sempre sulla carta, infatti, nessuno può vantare certe individualità: Bianchi è, statistiche alle mano, il miglior attaccante in circolazione in serie B ed è af­fiancato da un altro, ovvero Antenucci, che finora non ha tirato fuori tutto il suo poten­ziale. Rubinho, dopo un pe­riodo di ambientamento e molti acciacchi, è diventato una garanzia assoluta tra i pali. E chi ha un difensore, per esuberanza atletica e do­ti tecniche, al pari di Ogbon­na? Nessuno. E, sempre ra­gionando sulla carta, la pan­china granata possiede armi superiori: i vari, nell’ordine, Sgrigna, Pagano, Lazarevic, Gasbarroni, Iunco, Gabio­netta dovrebbero/devono fare la differenza in un campiona­to di serie B mai di così basso livello come in questa stagio­ne. Proprio il Padova, avver­sario nel 42° turno, ha sem­mai un parco giocatori, so­prattutto guardando al repar­to offensivo, pari a quello gra­nata. Perché solo grazie ai corposi investimenti estivi e di gennaio, il Padova sta riu­scendo senza affanni a soppe­rire alle assenze di Di Gen­naro e soprattutto Succi. Ciò è reso possibile grazie a una (teorica) panchina che vanta gente del calibro di Ardema­gni, De Paula ed El Shaa­rawi. Altro valore aggiunto per i veneti è rappresentato da Dal Canto: con l’avvento del tecnico che ha sostituito Calori i biancorossi hanno centrato quattro vittorie e quattro pareggi. Mai una sconfitta.

GLI SPETTRI Comunque il Torino è una squadra poten­zialmente strutturata per i playoff. Ma prima gli spareg­gi deve guadagnarseli e que­sto sembra il principale pro­blema: perché la squadra gra­nata, seppur imbattuta da sette turni e mai sconfitta dal ritorno di Lerda, non ha mai offerto una convincente con­tinuità. Non vince da più di un mese (l’ultima gioia il 9 aprile contro l’AlbinoLeffe), arriva nel momento topico della stagione in condizioni fi­siche precarie e con numero­si acciacchi. Inoltre aleggia dietro le spalle dei granata l’inquietante spettro del falli­mento sportivo e la pressione psicologica che ne consegue: non centrare i playoff sarebbe un disastro che porterebbe a conseguenze devastanti. Per tutti. Opposta, in quest’ottica, la condizione delle contenden­ti. Solo il Livorno ha iniziato la stagione con l’obiettivo di centrare gli spareggi. L’Em­poli è partita come outsider, mentre Pescara e Crotone, a fine agosto, avrebbero firma­to per una salvezza tranquil­la.

RINGRAZIARE Va detto poi che nessuno, nella storia dei playoff, ha mai strappato il bi­glietto per la serie A partendo dalla sesta posizione. Impresa ardua perché comporta l’im­possibilità di passare il turno con due pareggi. Il percorso ad altalena del Torino in que­st’annata tribolata non lascia ben sperare. E il non aver an­cora blindato gli spareggi è un handicap ulteriore: il Torino dovrà sfoderare prestazioni maiuscole nelle prossime tre partite, con il rischio di arri­vare ai playoff con le energie ridotte. In ogni caso, i grana­ta devono solo dire grazie al­l’invenzione dei playoff e al Varese: senza la squadra di Sannino, il Novara sarebbe già scappato con Siena e Ata­lanta. E, in quel caso, anche l’ultimo lumicino di speranza di acchiappare la promozione sarebbe evaporato.

Alessandro Baretti
Stefano Lanzo

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • Gobbaccio7013/05/2011 16:36:48
    organico....??? Biodegradabile !!!
     
     
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