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Toro, ora servono almeno 15 rinforzi veri

Toro, ora servono almeno 15 rinforzi veri
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© M. Dreosti
 
La scelta di puntare sul bel gioco impone un mercato massiccio
TORINO, 19 giugno - Il Torino aveva due strade: fare una squadra da battaglia, quadrata e cattiva; un 4-4-2 solido che si preoccu­passe solo di interdire e poi mandare palloni in area per sfruttare l’assoluta abilità rea­lizzativa di Bianchi; oppure cercare di ri-rivoluzionare l’or­ganico al fine di cercare la vit­toria col bel gioco, scelta peral­tro già fatta l’estate scorsa, fal­lendola (innanzitutto per scar­sa disponibilità economica, con conseguente perdita di piorità sul mercato poi mal colmate). Quest’ultima riproposizione è stata decisa, ma con una va­riante coraggiosa: la rinuncia a Bianchi e alle certezza dei suoi gol. Il Torino avrà finalmente la forza per percorrerla ade­guatamente? E’ ambiziosa, molto più difficile dell’al­tra e con esigenze cento volte più specifiche, com­plicate da trovare e per­ciò costose. Ce lo do­mandiamo perché Cai­ro non ha mai comuni­cato un budget, perché negli ambienti di merca­to si parla di un Torino tirchio con pochi denari in saccoccia e perché serve un numero pauroso di acquisti.

DA ZERO - E’ la situazione ideale per qualsiasi nuovo alle­natore e pure per un ds: poche zavorre, qualche colonna qua e là, tutto il resto da costruire. Certo, però, che è una sfida tita­nica: rifare quasi da zero un in­tero organico, che sia bello e vin­cente, per di più. Ma, se muniti di capitali e idee, c’è da divertir­si. E’ un po’ meno divertente per un presidente che deve gestire il patrimonio e che dovrebbe apri­re il proprio portafoglio laddove le entrate del club - vieppiù col­pite da carestia per la 3ª stagio­ne consecutiva in B - e le cessio­ni non coprono le spese. E’ co­munque la situazione del Tori­no, che non solo è proprietario di pochi giocatori, ma di questi po­chi, molti li mette in discussio­ne, molti li cederà. In alcuni ca­si saranno gli scenari di merca­to a fare la differenza tra confer­ma e addio, tuttavia se analiz­ziamo l’attuale situazione pos­siamo prevedere che Petrachi sarà chiamato a rifornire il To­rino di giocatori nuovi in quan­tità industriale: non meno di dieci, magari quasi venti se lo sfoltimento dovesse raggiunge­re l’apogeo di desideri, probabil­mente una quindicina è il dato più oggettivo.

RITORNI BALLERINI - Esa­gerato? Per niente. Calcolando che un organico adeguato deve avere almeno 25 elementi, già solo contando esclusivamente i giocatori di proprietà (o com­proprietà) in rosa, che sono do­dici, ne mancano tredici. Se ag­giungiamo i cinque (tra presti­ti e comproprietà) in possibile fase di rientro ( Gorobsov, Lo­viso, Malonga, Rubin, Steva­novic: Dzemaili no, verrà ce­duto), il Toro arriva a 17 gioca­tori. Il problema è che di que­sti 17, pochissimi sembrano certi della conferma e non tan­ti di più ci possono sperare. Per capirci meglio, facciamo qual­che nome. In questo momen­to, gli unici certi di restare so­no: Di Cesare, D’Ambrosio, Paganoe Antenucci( sempre che non sorgano problemi col Catania: se ne parla diffusa­mente a pagina 15). Poi: Mo­rello, unico portiere in organi­co, potrebbe restare, ma se do­vesse aprirsi uno spiraglio se ne andrà. Ogbonna è in cima ai desideri di Ventura, però la sua permanenza è ben lungi dall’essere assicurata. Il solo centrocampista in rosa è Za­netti, ma per lui si cerca una squadra. Idem per Gasbarro­ni. Altri elementi di proprietà: Bianchi è in vendita, Iunco in bilico, Sgrigna il più vicino alla conferma senza esserne certo. Dei rientranti, soltanto Rubin ha alte probabilità di re­stare alle dipendenze di Ven­tura. Tutto da ragionare il fu­turo di Gorobsov, Stevanovic e Malonga: ben che vada ne po­trebbe rimanere uno. Loviso invece è un altro partente. Ri­capitolando: 5 sicuri venturia­ni e al massimo altri 5 proba­bili. Mancano non meno di quindici giocatori, dunque.

MEDIANA VUOTA - Le prio­rità dovrebbero essere chiare. Un portiere titolare è il primo mattone: e su questo il Torino non può davvero permettersi scommesse né tantomeno er­rori. Le fasce di difesa, se re­stano Rubin e D’Ambrosio, hanno bisogno di un interpre­te per lato. Al centro non meno di due/tre marcatori (dipende se Cairo accontenta Ventura su Ogbonna) sono necessari. La mediana è il reparto prati­camente vuoto: nel mezzo si cercano due titolari e due ri­serve. Sulle fasce poco ci man­ca: se Iunco può essere conver­tito in ala, e qualche dubbio c’è, porta a 2 il numero di esterni assieme a Pagano. Perciò non meno di 2, meglio 3 se non 4 specialisti sarebbero indispen­sabili. L’attacco è invece il re­parto dove maggiori sono le in­certezze, essendo da chiarire le scelte sulle uscite: tra Bianchi, Iunco, Sgrigna, Gasbarroni non esistono punti fermi. Con il riscatto di Antenucci, co­munque, pur con la conferma di un paio tra i suddetti, il To­rino non può evitare di acca­parrarsi, dopo Ebagua, alme­no un altro elemento di valore, se vuole allestire un organico da primo o secondo posto. Il riepilogo ci conferma: una quindicina i giocatori che Pe­trachi deve portare a Ventura. E faccia in modo che siano quelli giusti, Cairo permetten­do. 
ALBERTO MANASSERO
PIERO VENERA
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • forzabianchi22/06/2011 10:36:57
    Scrivi la letterina a Babbo Natale!
  • riky9921/06/2011 19:26:27
    magari cambiate tutta la squadra la maglia tutta la societa tutto quello possibile da cambiare
  • 20/06/2011 08:37:27
  • ANALISISPORTIVA19/06/2011 17:27:03
    Toro, ora servono almeno 15 rinforzi veri

    + 1 che lo avete gia' preso + i 3 portieri della rosa = 19

    CIOE' VI SERVE UNA SQUADRA NUOVA HIHIHI
     
     
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