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Sì, finalmente sta nascendo un vero Toro

Il presidente granata ha messo mano al settore medico, sta per nominare un dg (Comi in pole) e lavora anche sul fronte ds

Sì, finalmente sta nascendo un vero Toro© M. Dreosti
TORINO, 28 luglio - Siamo quasi emozionati. Certo siamo terrorizzati di illuderci un’altra volta. Ciò nonostante non possia­mo negare i fatti in fase di archiviazione e le indiscre­zioni su quelli in arrivo. L’unione tra gli uni e gli altri ci dà una sensazione che mai avevamo avuto così net­ta nei precedenti sei anni con lui: Urbano Cairo sta co­struendo qualcosa che potrà, potrebbe diventare un Toro vero. Purmettendoci tutti i forse, i magari e i con­dizionali del caso, è qualcosa di epocale.

E’ (magari) quel qualcosa di storico, di antitetico rispetto al pas­sato, di rivoluzionario che deve accadere affinché Cai­ro possa (forse) riottenere un po’ di credibilità: cosa che a Cairo avevamo detto, raccomandato. I fatti. Cairo ha scelto Ventura e finora l’ha ascoltato, mandandolo in ritiro col grosso della squadra già ap­parecchiata. Ha rivoltato i contorni dello spogliatoio, dotando il Torino di un proprio e adeguato settore sa­nitario. Ha confermato Giacomo Ferri. Adesso sta la­vorando - ne abbiamo esterne conferme - per fornire il club di una propria rete di osservatori. E sta perno­minare il dg. Che, a quanto ci risulta da forti indiscre­zioni, dovrebbe essere Antonio Comi. Non una scelta bizzosa, estemporanea, estranea (con tutte le compli­cazioni che comporta). Bensì un segno di continuità grazie a un professionista che ha dato prova di capa­cità (nel vivaio e non solo) e fedeltà, e che - soprattut­to - è dentro fino al collo nella realtà che deve contri­buire a ricostruire, ha credibilità nonché conoscenze amplissime e profondissime nel tessuto torinese, però anche nel mondo pallonaro. La scelta di Comi è, sa­rebbe (quasi?) dirimente sulla questione: è un Cairo con un’altra testa? Va detto, malgrado poi sia onesto ammettere che sulla scelta degli uomini Cairo rara­mente ha davvero sbagliato. Cairo ha sbagliato a non creare un team di uomini, un gruppo, l’insieme. La società. Denunciammo i rischi nell’ottobre 2005 (e continuammo a farlo), purtroppo puntualmente confermati dai risultati. Non basta sce­gliere un professionista e lanciarlo nel deserto. Poi, do­po poco, sfiduciarlo, quindi sostituirlo. E’stato impos­sibile costruire, così.

Dunque, se Comi sarà il dg, non lo getti nel nulla, si completi subito la struttura del club, almeno la sua essenzialità, gli organi vitali. E poi che li lasci funzionare: controllati, stimolati, ma ascol­tati e assecondati. La squadra è soltanto la propaggi­ne estetica e funzionale di un club: non può girare be­ne se dietro non c’è il corpo con ogni cosa al suo po­sto, correlata e in azione. Adesso Cairo sta mettendo una cellula di Toro sull’altra, piano piano come è giu­sto, ma sul serio. Se non ci deluderà per l’ultima vol­ta, c’è un unico commento da fare: finalmente. Ps: gli elogi solo al completamento dell’opera
Alberto Manassero
COMMENTI
  • 30/07/2011 13:39:48
  • ernj4328/07/2011 19:10:52
    Certo che se è vero il dg é Comi, il sig.Cairo capisce propio nulla di uomini e di calcio in quanto sia Comi che Benedetti sono anni che lo prendono in giro. Sicuramente tra Comi e Petrachi faremo una grande squadra x la terza categoria dilettanti.
  • giver7728/07/2011 15:02:50
    Certo, vero e grande Toro come ogni anno!!!
     
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