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Toro, i sogni si chiamano Barreto e Gonzalez

Se parte Bianchi, necessario andare su un bomber di alto livello: ecco i preferiti

Toro, i sogni si chiamano Barreto e Gonzalez 
TORINO, 2 agosto - Da oggi il Torino ri­prende a lavorare a Omegna: prende il via la seconda parte del ritiro, dopo le due settima­ne di Sappada, che porterà po­co prima di Ferragosto all’esor­dio in coppa Italia, prima tap­pa ufficiale. Mai come adesso i granata dovranno essere perfi­no scientifici nell’aggredire il lavoro sul campo, nel crescere nella forma fisica, nell’armo­nizzare la traduzione in prati­ca di schemi e tattiche, nel mi­gliorare la proverbiale amalga­ma e nel rafforzare lo spirito di gruppo, le motivazioni, la dif­fusione dell’entusiasmo, della fiducia, della positività. Semi da gettare con saggezza nella terra fertile del Torino di Ven­tura.
 
E’ del tutto evidente che più un gruppo è formato, più è povero di casi aperti e di situa­zioni ambigue, meglio potrà la­vorare il tecnico. Dopo i nuovi contatti di ieri con altri appun­tamenti presi, oggi (al più tar­di domani) può già essere il giorno del trasferimento di Ru­bin, determinato a non resta­re al Torino in B. Il terzino è in bilico tra il Cesena (disposto a prendere anche Gasbarroni, che peraltro può interessare anche al Varese) e il Parma (orientato invece a centrare l’accoppiata Rubin­Zanetti, quest’ultimo poi da girare eventualmente al Grosseto). L’asta dura da giorni, in ballo per il difensore una cessione in prestito oneroso con apertura obbligatoria di una compro­prietà tra un anno. Chi tra Parma e Cesena offrirà alla re­sa dei conti le condizioni mi­gliori otterrà il via libera di Cairo, questo ormai è chiaro. Contestualmente raggiungerà Omegna il 34enne Parisi, ex barese, svincolato: contratto di un anno sotto i 150 mila euro netti. Sistemare al più presto la titolarità della fascia sinistra difensiva è una necessità ur­gente, non un optional. Tanto più se il futuro porta il nome di un giocatore sì ricco di entusia­smo e stimoli, fedelissimo ol­tretutto di Ventura, ma co­munque fermo da tempo: e al­lenarsi da solo vicino a casa (a Messina, nella fattispecie) non può essere per Parisi un com­promesso esaltante. Prima ar­riverà in ritiro, prima Ventura e i suoi collaboratori potranno lavorare per portarlo in condi­zione e per favorire il suo inse­rimento nel gruppo. Lo stesso dicasi di Gazzi, architrave del centrocampo del futuro. Anche per questo Cairo è pronto a in­gaggiarlo (possibilmente in comproprietà) entro venerdì, trovando infine un difficile equilibrio economico col Bari (da oggi il ds pugliese Ange­lozzi sarà a Milano: nuove trattative in vista).

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MARCO BONETTO - PIERO VENERA
COMMENTI
  • Ruggia04/08/2011 07:44:10
    No il vero sogno si chiama RED BULL
     
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