Ventura: «Toro, ora impariamo a concretizzare»
«La strada è giusta: serve il prossimo passo avanti. Il rigore? Una sciocchezza». De Feudis in tribuna già in divisa.
© M. DreostiSERVONO RINFORZI - Ottimismo giusto, però dalla serata afosa di Siena esce in ogni caso rafforzata la sensazione che al Torino, per poter puntare dritto dritto alla serie A, servano ancora rinforzi in grado di completare con proficuo l’organico. E l’ingresso di Bianchi solo a cinque minuti dalla fine, nell’assalto al fortino, non può che alimentare il brusio di radiomercato legato al bomber granata: semplice turnover, come specificato in più occasioni da Ventura, ma lo sguardo mesto del bomber si fonde con la perplessità dei tifosi granata presenti allo stadio (un centinaio). Scena da raccontare, con interpretazione lasciata alla libera fantasia del lettore: a fine gara il capitano, a testa bassa, ha condotto i compagni a salutare gli spettatori granata sugli spalti e poi, mentre la gente applaudiva, si è diretto in solitaria verso gli spogliatoi.
CAIRO IN TRIBUNA - Barreto dell’Udinese resta in pole per raccoglie l’eventuale eredità del centravanti e Gonzalez del Palermo segue il brasiliano nelle preferenze. Il destino di Bianchi è al crocevia tra le sirene estere (il Galatasaray in primis, uno dei pochi club in Europa in grado di pagare cartellino e ingaggio del giocatore), la variabile last minute di un trasferimento in Italia e la possibilità di rimanere a Torino, almeno fino alla riapertura invernale delle trattative. E se Bianchi è un nome chiacchierato, non è da meno quello di Ogbonna. Si apre dunque oggi una settimana di risposte e (magari) di novità per l’immediato futuro del Torino, legate inevitabilmente agli sviluppi di mercato, in entrata come in uscita, ma anche alla preparazione per il debutto di campionato, fissato ad Ascoli per sabato sera. E’ cominciato il conto alla rovescia che porta alle 19 del 31 agosto, deadline delle trattative estive, e nel frattempo il Torino ha rimpolpato la mediana con il giocatore di cui si scrive da giorni: ieri Giuseppe De Feudis era già vestito con la divisa sociale granata, nel consueto collaudo del terreno di gioco nel prepartita. Dopo il sopralluogo, il mediano si è accomodato in tribuna, non troppo lontano dal seggiolino occupato da Alessandro Gazzi, il sogno del Torino rimasto “proibito” e ingaggiato poi proprio dal Siena. Il ritorno di De Feudis in granata sarà ufficializzato soltanto oggi, una volta apposta la firma sul contratto biennale, intanto, parlando con i tifosi che lo hanno avvicinato sugli spalti, il generoso centrocampista ha risposto ai complimenti con un sorriso: «Sono davvero felicissimo, volevo fortemente tornare e non vedo l’ora di mettermi a lavorare con i compagni». A stringere per primo la mano al mediano preso dal Cesena ci ha pensato Urbano Cairo in persona: per il presidente debutto stagionale in gara ufficiale in trasferta, in una pausa delle vacanze, dopo il forfait nella sfida col Lumezzane all’Olimpico. Il patron è rimasto a lungo davanti alla panchina, in una animata chiacchierata pre-match con Ventura, sotto gli occhi del fido Petrachi e accompagnato dal dg Comi: un Cairo particolarmente sereno, rilassato, abbronzato, ma che già da oggi si dovrà rimboccare le maniche per completare l’opera sul mercato. Per evitare che il Torino finisca per essere ancora una volta una bella creatura, però incompiuta.
ALTERNATIVA ALVAREZ - Preso De Feudis, le esigenze granata portano a immaginare un imminente assalto all’esterno offensivo adatto alle esigenze tecnico-tattiche di Ventura: proseguono i contatti, sempre più intensi, con l’Udinese per arrivare a Juan Surraco, ai margini nel club friulano e fortemente allettato dalla possibilità di approdare al Torino. L’uruguaiano piace: per la giovane età (23 anni), per le qualità e anche per la possibilità di prenderlo senza un esborso economico consistente (i granata puntano al prestito con diritto di riscatto, l’Udinese sarebbe propensa almeno all’apertura di una compartecipazione). Alvarez del Bari è l’alternativa, ma solo se non si trovano soluzioni ritenute maggiormente adeguate. Nel frattempo, Ventura si consola con qualche guizzo di Stevanovic, una solidità difensiva sempre più evidente e i miglioramenti nel gioco: la palla frulla, ma dovrà frullare ancora di più.


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